Cessione del quinto: guida e simulazione del prestito creditizio

Tra le varie forme di credito e di prestiti che possono essere fruite dalla clientela del credito al consumo vi la formula della cessione del quinto sullo stipendio e sulla pensione. La cessione del quinto è una forma di finanziamento erogata da banche e società finanziarie, collegata all’ammontare della busta paga o dello stipendio netto mensile percepito dai lavoratori dipendenti di imprese pubbliche e/o private che si pone come eccezione ad un sistema che adotta una regola generale di insequestrabilità ed impignorabilità dei redditi derivanti da lavoro.

Non solo, la cessione del quinto può essere concessa anche a chi percepisce il cedolino pensione mensile e viene erogata direttamente dall’Ente di Previdenza Inps o altri istituti di previdenza e/o garantita. Vediamo di capire meglio in questa guida di cosa si tratta, lo schema di funzionamento, le caratteristiche contrattuali ed economiche, oltre che qualche esempio commerciale che aiutano a comprendere i costi e gli oneri gravanti sul soggetto richiedente.

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Cessione del quinto: di cosa si tratta e fonte normativa vigente

Originariamente la cessione del quinto era appannaggio esclusivo dei soli impiegati statali, tanto da essere definita dalla stessa Corte costituzionale “anacronistico istituto tipico del pubblico impiego”, è stato successivamente esteso anche al comparto privato. Infatti, a seguito della Finanziaria 2005 e del “Pacchetto competitività” anche i dipendenti privati vengono assoggettati al DPR 180/1959, opportunamente revisionato ed aggiornato a seguito dell’evoluzione temporale e dei recepimenti normativi, per assoggettare anche i lavoratori a termine ed i lavoratori “subordinati” ex art. 409 Codice procedura civile, cui è esteso espressamente per tutti i “compensi” il regime di impignorabilità ed insequestrabilità ex articolo 543 Codice procedura civile.

Cessione del quinto: differenza con le altre forma di prestito

A differenza delle forme di prestito “classiche”, la rata non viene pagata dal debitore ma viene detratta automaticamente e mensilmente dal salario o dalla pensione del sottoscrittore della cessione del quinto, attraverso la cessione volontaria all’intermediario creditizio e finanziario di una quota, la quale non può eccedere la misura di 1/5. Il rimborso di questa forma di prestito, a differenza del prestito “classico”, viene effettuato a rate dal mutuatario incaricando il datore di lavoro e/o l’Ente di Previdenza (nel caso di soggetto pensionato) di corrispondere alla banca o alla finanziaria una quota dello stipendio o della pensione, ad estinzione delle rate del credito dalla stessa vantato.

Le garanzie nella cessione del quinto: quali sono?

La cessione del quinto è una forma di prestito c.d. “garantita” in quanto essa è assistita da garanzie, alcune delle quali imposte dal dettato legislativo come la previsione di una polizza assicurativa per il rischio vita e/o rischio impiego che tuteli il soggetto finanziatore nel caso di decesso o di perdita di lavoro involontaria, i cui oneri gravano sul dipendente ed il privilegio sul TFR maturato per i dipendenti privati che acquisisce il soggetto erogatore del credito.

Sebbene operi anche, in questo caso, la possibilità di un’estinzione anticipata su iniziativa del cliente come sancito dall’articolo 125, secondo comma del TUB, a differenza di altre ipotesi, è vietato contrarre una nuova cessione del quinto sullo stipendio prima che sia decorso un lasso di tempo pari a due quinti dell’intera durata del prestito iniziale. L’articolo 39 del DPR 180/1950 pone, infatti, il divieto di contrarre una nuova cessione prima che siano decorsi almeno 24 mesi dall’inizio della cessione per 120 mensilità.

Cessione del quinto: deroga al divieto di rinnovo

La legge prevede un’unica deroga al divieto di rinnovo della cessione prima che siano decorsi i termini sopra citati, ovvero due quinti della durata originaria dell’operazione creditizia, nel caso in cui una cessione di durata quinquennale venga surrogata con una di 120 rate. Quello della cessione del quinto è un contesto che ha rilevato elementi di criticità e l’Arbitro bancario finanziario si è trovato a doversi pronunciare su questioni concernenti i prestiti personali rilevando, nella prassi operativa, che vi sia un’impossibilità per il cliente di individuare quali siano gli oneri da rimborsare in caso di estinzione anticipata.

Prestiti Inpdap con cessione del quinto per il pubblico impiego

Come sancito dal Regolamento dei Prestiti per chi è iscritto alla Gestione Unitaria delle Prestazioni sociali e creditizie, i dipendenti pubblici, ex gestione Inpdap, dal 2012 Inps, possono accedere alle prestazioni creditizie erogate dall’Ente di Previdenza Inps o dal circuito di Banche e Società finanziarie convenzionate con lo stesso.

Si tratta di prestiti concessi sotto forma di cessione del quinto sullo stipendio netto mensile percepito dal lavoratore che abbia maturato almeno 4 anni di anzianità di servizio del pubblico impiego e vanti di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Non solo, anche i lavoratori assunti con contratto a termine possono accedere al mercato creditizio ed alla forma di credito a tasso agevolato concessa dall’Inps solo se la durata del piano di ammortamento del prestito è inferiore alla durata del contratto di lavoro a tempo determinato, la cui durata deve essere di almeno 36 mensilità.

Cessione del quinto: preventivo esemplificativo

Ecco il prospetto di una cessione per un dipendente che voglia ottenere una cessione del quinto sullo stipendio con possibilità di rimborsare il capitale finanziario in 60 rate mensili decurtate dalla busta paga.

Rateazione calcolata

  • Tipo di prestito: Prestito Pluriennale
  • Totale Retribuzione Fissa: € 2.500,00
  • Stipendio Netto Mensile Calcolato: € 1.922,16
  • Quota stipendiale cedibile (1/5): € 384,43

Restituzione in 5 Anni – 60 rate

  • Importo netto concesso: € 21.159,58
  • Interessi a scalare: € 1.384,06
  • Fondo di Garanzia (1,5%): € 345,99
  • Spese Amm. e gen. (0,50%): € 115,33
  • Spese Postali: € 3,31
  • Esazione CED POSTE (0,25%): € 57,66
  • Importo lordo da restituire: € 23.065,93
  • Rata mensile (60 x): € 384,43

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