Certificato Antimafia: cos’è e come ottenerlo

Le imprese che hanno rapporti di lavoro con enti pubblici devono dimostrare di essere in regola con la vigente normativa antimafia

Come è intuibile dallo stesso nome, il certificato Antimafia è stato introdotto al fine di far dimostrare alle imprese che hanno rapporti di lavoro con enti pubblici, di essere in regola con la vigente normativa antimafia. Ovvero, di essere imprese pulite e non gestite in alcun modo (diretto o indiretto che sia) da organizzazioni criminali. Per poterlo ottenere, tali imprese devono assolvere diversi obblighi burocratici, per taluni pure eccessivi. Ma la critica maggiore che viene mossa ad essi, è che tali adempimenti passano tutti per via telematica. Fin qui, nulla di strano, dato che ormai si va sempre più verso la digitalizzazione del settore pubblico. Se non fosse però che tale procedura sia alquanto complessa, e deve essere utilizzato il cosiddetto Sistema di Certificazione Antimafia (Si.Ce.Ant.). La procedura viene riportata nel dettaglio in un file PDF scaricabile dal sito della Prefettura. Vediamo di seguito dunque come ottenerlo.

certifcato antimafia
Il tanto sospirato certificato antimafia

Certificato Antimafia: come ottenerlo

Per poter ottenere il certificato Antimafia occorre seguire questi passi:

  • Occorre installare un apposito software per la creazione di una VPN;
  • Successivamente, bisogna accedere a uno specifico sito web, inserendo il nome utente e la password che ci sono stati attribuiti dalla Prefettura;
  • Una volta eseguito il primo accesso, dobbiamo modificare la password assegnataci d’ufficio, creandone una a nostro piacimento, seguendo però sempre le indicazioni forniteci;
  • Occorre generare un certificato digitale e un apposito PIN per poter accedere alla VPN inserendo una OTP (che altro non è che una password ‘usa-e-getta’) che ci sarà inviata sul nostro telefono via SMS;
  • Successivamente, dobbiamo connetterci alla VPN usando tutto quanto ottenuto fino ad ora: il software installato, il certificato digitale e il PIN;
  • Connessi alla VPN, dobbiamo accedere alla pagina che ci permette di accedere alle funzionalità del sistema di certificazione mediante nome utente e password precedentemente acquisiti.

Fino a qui siamo semplicemente entrati nel sistema, per poter poi ottenere la certificazione. Infatti, per ora, abbiamo solo una “postazione utente”. Ovvero, che per le operazioni future siamo obbligati ad usare sempre lo stesso computer per accedere al sistema.

Certificato Antimafia: cosa occorre

Come direbbe il compianto Corrado: non finisce qui. Già perché, oltre a tutti i passaggi sopra elencati, dobbiamo anche avere obbligatoriamente determinati strumenti informatici. Ecco quali:

  • Un sistema operativo Windows 7;
  • Un Browser Internet Explorer che sia la versione nove o dieci, se si possiede la versione undici occorre accedere in modalità compatibilità;
  • Il browser di Internet Explorer deve essere a 32 bit.

Cosa significa tutto questo? Che l’accesso al sistema è precluso a quanti possiedono un computer Apple (dunque con sistema operativo Mac OS X), o computer con sistema operativo di tipo GNU/Linux o Chrome OS. Ma non solo, persino ai possessori di computer con versioni di Microsoft Windows successive al sette. Pertanto, a quanti hanno comprato il proprio personal computer dopo il 2012. Ancora, occorre utilizzare per forza Internet Explorer, il browser di Microsoft ormai utilizzato da pochi utenti che gli preferiscono Chrome o Firefox di Modzilla. Non solo, anche la precisa versione nove o dieci. Se siamo troppo moderni possedendo l’undicesima versione, abbiamo bisogno di ulteriori supporti. E cosa dire della versione 32 bit? Secondo recenti statistiche, queste versioni sono utilizzate solo dal tredici percento degli utenti, per le ragioni sopra descritte. E non è un caso. IE viene ormai preferito da altri browser per la scarsa sicurezza che offre contro virus e malware, oltre che per la sua proverbiale lentezza (soprattutto al cospetto di Chrome, browser di Google). Come ciò non bastasse, per poter utilizzare il software antimafia viene espressamente richiesto di “abbassare al minimo le protezioni del browser per i siti attendibili” ed eventualmente a “disabilitare temporaneamente il sistema antivirus o aggiungere un’eccezione”. Esponendo così la propria navigazione ad ulteriori rischi.

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Occorre rivedere gli strumenti informatici richiesti

Certificato Antimafia: rivedere il sistema informatico da utilizzare

Perché viene richiesto allora il browser Internet Explorer e con quelle caratteristiche precise? Viene spiegato a pagina 3 del manuale: in quanto per espletare le operazioni richieste dal software occorre la tecnologia Active X. Orbene, come sottolinea Techeconomy, Active X è una tecnologia risalente all’ormai lontano (relativamente parlando in riferimento alla tecnologia) 1996 per sviluppatori, ma che la stessa Microsoft giudica obsoleta, bollandola col termine ‘deprecated’. Il motivo di ciò è perché permette al browser di eseguire  un codice che ha possibilità di accesso all’intero sistema. Ciò significa che si rischia anche che veicoli un codice malevolo, ossia un virus o un malware, che infetti l’intero computer. Altro aspetto che lo rende ‘deprecated’ è che può essere usato solo con Internet Explorer e solo a determinate condizioni. Speriamo dunque che il tutto sia rivisto. D’altronde, le vie dell’informatica sono infinite. Ne gioverebbe la stessa guerra alle Mafie, che ancora oggi strozzano l’economia italiana, al pari di tasse e burocrazia.