Casa: tutte le Imposte

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La casa è ampiamente tassata in Italia. Persino l’Unione Europea, tradizionalmente sensibile più alle questioni di bilancio che all’equità socio-economica, ha bacchettato il Bel Paese per l’intensità della pressione fiscale sugli immobili. Non c’è solo l’IMU, le tasse sulla casa sono davvero tante. Ecco una breve panoramica (in ordine alfabetico).

Cedolare secca. E’ l’imposta che si applica sui redditi da locazione, ossia sui redditi derivati dall’affitto dell’immobile. Essa è facoltativa e, nel caso di adozione, sostituisce l’Irpef. L’imposta equivale al 21% del reddito di locazione.

Imposta di registro. Essa si paga al momento dell’acquisto dell’immobile e si calcola applicando una certa percentuale sul valore dell’immobile. L’importo può variare in base al fatto che l’immobile sia acquistato da un privato o da un’impresa o in base al fatto che l’immobile sia contrassegnato come prima o seconda casa.

Imposta ipotecaria e catastale. Essa si paga in caso di variazione dei registri catastali. L’imposta ipotecaria corrisponde al 2% del valore catastale, mentre l’imposta di registro corrisponde al 7% dello stesso.

IMU. La tassa più famosa del momento. Interessa tutti gli immobili di proprietà, ma solo “la prima casa” è soggetta a detrazioni per il numero di figli. Ha sostituito l’ICI.

Irpef. Imposta calcolata sul reddito di locazione. Le aliquote variano da caso a caso. il reddito è determinato, invece, dal valore più alto tra il 105% della rendita catastale e il canone di locazione (aggiornato alle rivalutazioni istat) ridotto del 15%.

Iva. Si paga nel caso di acquisto di immobile da un’azienda. L’aliquota cambia in base all’assegnazione dell’immobile “a prima o seconda casa”. Si va dal 4 al 10%, fino a raggiungere il 21% nel caso di immobili di lusso.

Ivie. E’ la tassa sugli immobili all’estero. L’importo equivale allo 0,76% del suo valore. Il possesso di immobili in territorio estero va dichiarata nel Modello Unico.

Tassa di registro sul contatto di locazione. Essa si paga al momento della stipula del contratto di locazione e si paga all’Ufficio del Registro. L’importo corrisponde al 2% del canone annuo, ma non deve essere inferiore ai 67 euro.

Tassa di scopo. Essa può essere introdotta dalle amministrazioni locali per sostenere le spese di un’opera pubblica. Si applica in base all’aliquota IMU e può essere rinnovata per un massimo di dieci anni. Se a due anni dalla prima tassazione la costruzione dell’opera non è iniziata, i contribuenti hanno diritto al rimborso.

Tassa sui passi carrabili. Questa imposta si paga quando si richiede di accedere in automobile dalla proprietà direttamente in strada. Si paga al Comune di riferimento.