Comprare casa è sempre più difficile: colpa anche delle tasse

Comprare casa in Italia è sempre più difficile. Colpa della crisi, della scarsa capacità di acquisto, dei mutui troppo cari, delle tasse troppo elevate, e di tanto altro. Uno scenario non certo rallegrante, che nel corso delle prossime settimane è previsto in fase di ulteriore consolidamento, per la disperazione degli operatori immobiliari e dei tanti italiani che desiderano poter effettuare l’agognato acquisto del “tetto sopra la testa”.

Ad ogni modo, partiamo con ordine. Uno dei primi motivi per cui appare sempre difficile acquistare casa è l’onerosità dei supporti creditizi. In Italia il tasso di interesse medio sui prestiti per l’acquisto di abitazioni è infatti pari a 3,07 punti percentuali, ovvero 36 punti base in più rispetto alla media del 2,71 per cento rilevato nei Paesi dell’Eurozona. Le più penalizzate sembrano essere le famiglie sarde: stando alle ultime analisi compiute da Confartigianto, infatti, nell’isola il tasso medio di interessi sui prestiti per l’acquisto delle abitazioni è del 4,12%, ben 1,05 punti base in più della media italiana, e ben 1,41 punti base in più della media dell’Eurozona. Il che, tradotto in termini assoluti, si traduce in decine (o centinaia) di euro in più pagate ogni anno alle banche dai singoli mutuatari.

Sempre in ambito mutui, segnali di difficoltà sembrano essere confermati dalla diminuzione dei volumi di mutui per l’acquisto di abitazioni concessi alle famiglie italiane, che a maggio 2014 è ammontato a 360,1 miliardi di euro, in calo dell’1,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra i cali più drastici dello stock si segnala quello in Abruzzo (- 4%) e in Basilicata e in Molise (- 3,4% in entrambe le aree). Solamente il Trentino Alto Adige ha invece mostrato un aumento, pari all’1%. È sempre Confartigianato a confermare che sul totale dei prestiti alle famiglie per acquisto di abitazione, l’80,7% si concentra nel Centro Nord, mentre solamente il 19,3% è relativo al Mezzogiorno. Più nel dettaglio, sottolinea la confederazione, tra le regioni che utilizzano maggiormente il volume di mutui a disposizione, la leadership è della Lombardia, con quasi un quarto di tutti i finanziamenti erogati, seguita da Lazio (12,9%), Emilia Romagna (9,1%), Veneto (9,1%), Piemonte (7,8%), Toscana (7,2%).

Infine, un capitolo del report di Confartigianato è dedicato alle tasse, cresciute del 107,2% tra il 2011 e il 2013, e con una proporzione che è destinata a peggiorare nelle prossime settimane a causa dell’influenza della Tasi, che dovrebbe far crescere il prelievo fiscale del 12%.