Casa: boom dei mutui, +82% tra gennaio e luglio 2015

fondo di garanzia

L’Abi, tra gennaio e luglio 2015, ha erogato mutui alle famiglie per l’acquisto di immobili per 26,603 miliardi, facendo registrare un aumento dell’82% rispetto ai 14,605 miliardi dello stesso periodo del 2014. Il miglior dato a partire dal 2011 quando la cifra totale aveva toccato i 26,9 miliardi. Inoltre, sono in crescita le richieste di mutui a tasso fisso. Questi in sintesi i dati presentati dall’Associazione Bancaria Italiana che parla di “forte ripresa del mercato”.

Entrando nello specifico, vediamo che i mutui a tasso variabile, secondo l’Abi, rappresentano nei primi sette mesi del 2015 il 49,4% delle nuove erogazioni totali; assistiamo inoltre ad un notevole aumento dei mutui a tasso fisso che, a luglio 2015, superano il 60% delle nuove erogazioni (erano meno del 20% un anno fa). Il totale erogato supera di gran lunga le cifre degli anni passati: 11,383 miliardi di euro nel 2013 e 13,045 miliardi di euro nel 2012.

L’Abi, poi, allarga il campo e rende noti altri dati. Sempre nei primi sette mesi di quest’anno, per esempio, segnala che i finanziamenti alle imprese hanno fatto registrare un aumento del 16% (dati raccolti su un campione di 78 banche, rappresentanti circa l’80% del mercato). Segnali positivi arrivano, quindi, anche per le imprese.

L’Associazione Bancaria Italiana rileva, inoltre, che le nuove operazioni di credito al consumo hanno fatto segnare un aumento del 24,3% rispetto al periodo gennaio-luglio 2014. Nel mese di luglio 2015, il totale dei finanziamenti a famiglie ed imprese ha fatto registrare un calo vicino allo zero (-0,1%) nei confronti dello stesso mese del 2014, mantenendosi stabile sullo stesso valore del mese precedente e migliorando notevolmente rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva toccato il picco negativo. L’Associazione sottolinea come quello del mese di luglio 2015 sia, per i prestiti bancari a famiglie e imprese, il miglior risultato raggiunto da aprile 2012.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY