Casa alle banche se il debitore non paga le rate, ecco le conseguenze

Casa alle Banche in 18 rate

E’ scattato ufficialmente l’allarme “casa alle banche“. La questione in verità era stata sollevata qualche settimana fa dal Movimento Cinque Stelle, che aveva avvertito i cittadini: le banche potranno appropriasi dell’immobile dopo poche rate non pagate. La situazione si è nel frattempo evoluta e la normativa si è formalizzata. Non c’è da essere entusiasti visti il risultato, ma la situazione è meno grave rispetto a quella paventata dai grillini. Ecco in che cosa consiste la norma e a quai rischi (reali e potenziali) espone i debitori.

Casa alle Banche in 18 rate

Casa alle banche dopo 18 rate: il meccanismo

Secondo la normativa, la banca creditrice può far valere in tempi rapidi l’ipoteca nel caso in cui il debitore non pagasse 18 rate consecutive. Tale numero è frutto di una contrattazione serrata, dal momento che all’inizio il limite era stato fissato a sette.

L’iniziativa aveva comunque suscitato scalpore perché colpiva – e colpisce tutt’ora – un diritto costituzionalmente garantito: il diritto all’abitazione. Tuttavia, almeno in linea logica, la normativa ha un senso, anzi due. Risponde a una direttiva dell’Unione Europea, interessata ufficialmente a ridurre i tempi per la riscossione del credito in caso di morosità, in modo da alleggerire la pressione giudiziaria. Consente di formalizzare i rapporti tra debitore e creditore, fino a questo momento in balia delle contingenze, quindi prive di una prassi sufficientemente consolidata.

Ad ogni modo, il legislatore ha inteso bilanciare la normativa introduce alcuni elementi in grado di recare vantaggi ai debitori. In primo luogo, ha stabilito formalmente l’obbligo delle banche di informare correttamente i loro clienti circa la clausola, che comunque rimane facoltativa. Prima di accettarne la presenza, il cliente deve conoscere rischi e opportunità.

Secondariamente, ha stabilito che la Banca d’Italia debba tutelare le persone che, pur non avendo pagato le rate, sono meritevole di sostegno a causa di una condizione pesantemente disagiata. Quest’ultimo punto non è stato adeguatamente esplorato dal legislatore, ma si pensa a un sistema di garanzie tali da rendere più indolore possibile il processo di pignoramento.

Infine, è stata decisa l’obbligatorietà per le banche di predisporre un consulente a parte, che segue il cliente nella ricezione della clausola e nella sua gestione, in modo da mettere al riparto il debitore da una carenza informativa che, in questo caso, avrebbe un costo altissimo.

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