Cartelle Equitalia: quando è possibile contestarle?

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Ci sono casi in cui i cittadini si vedono recapitare delle Cartelle Equitalia, inerenti a pagamenti non versati o errati. In molti casi, però, succede che i controlli e i conteggi effettuati da parte dell’Ufficio sono errati. In questo caso il contribuente può opporsi al pagamento tramite contestazione delle cartelle Equitalia.

In questa guida ci occuperemo di affrontare tale problema, al fine di comprendere al meglio come procedere per contestare le cartelle Equitalia.

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Come contestare le cartelle esattoriali?

Abbiamo detto, che molto spesso, il contribuente si vede recapitare delle cartelle in merito a pagamenti che non devono essere versati in quanto già versati o nella migliore delle ipotesi non dovuti.

In questo caso, il contribuente può optare per contestare le cartelle esattoriali, ovvero può adire in giudizio, sia in riferimento al contenuto, sia in merito alla forma in cui è avvenuta la notifica.

Attenzione: Prima di procedere alla contestazione è sempre meglio controllare, magari facendosi assistere anche dal proprio centro di tutela fiscale, o dal proprio commercialista, se i versamenti sono stati effettuati o se veramente esiste il vizio da parte dell’ufficio che attiverebbe la contestazione delle cartelle.

In merito alla contestazione delle cartelle Equitalia, vi invitiamo anche ad approfondire altri argomenti: Equitalia 2.0, attivo il servizio Smsutile per tutti i contribuenti al fine di evitare di incappare in sanzioni per mancato versamento o versamento effettuato in ritardo.

Cartelle Equitalia ed errori di notifica

Molto spesso, accade però, che il cittadino si vede recapitare una cartella esattoriale senza un atto prodromico, ovvero senza che sia avvenuta in precedenza una notifica, un’avviso, che ne contesti il mancato pagamento di un contributo.

In questo caso, tutti i cittadini, che si ritrovano in questa situazione possono considerare nulla tale cartella. Ma si badi bene che questo passaggio deve essere provato.

Inoltre, vi sono casi in cui, la cartella Equitalia che si riceve, è inerente ad un pagamento come ad esempio un avviso di mancato pagamento della Tari.

Leggi anche: Rottamazione cartelle equitalia, approfondendo l’argomento – Arrivato modulo per la rottamazione delle cartelle esattoriali di Equitalia.

In questo caso, potrebbe essere che non sia mai avvenuta la notifica della cartella e che il contribuente si ritrovi in una delle seguenti condizioni:

  • ricevuta di un sollecito di pagamento;
  • preavviso di fermo auto;
  • preavviso di ipoteca;
  • pignoramento del bene, ecc

Ovviamente, nei casi su elencati si deve verificare la condizione per cui non si è mai ricevuto effettivamente la cartella esattoriale. Solo in questo caso, il contribuente può impugnare la mancata notifica ed adire in giudizio dinanzi ad un giudice.

Cartelle Equitalia: come contestarle senza incappare in reati

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Nel momento in cui si decide di contestare una cartella Equitalia, si deve fare molta attenzione. Noi siamo del parere che è meglio fare pressione sul vizio piuttosto che sul merito.

In questo senso, consideriamo di fondamentale importanza la valutazione dell’’irregolarità di notifica della cartella esattoriale prima di contestarla, perché potrebbe rappresentare per voi contribuenti un’arma a doppio taglio. Vediamo perché.

Nel momento in cui si decide di contestare la notifica irregolare, la si deve impugnare. L’impugnazione sana il vizio. In sostanza, il contribuente non può rivolgersi al giudice per la mancata notifica, anche perché la contestazione presuppone l’avvenuta notifica. Quindi il contribuente in questo caso potrebbe essere accusato di dichiarazioni false.

La notifica non è valida, solo nei casi di inesistenza, ovvero quando la consegna non avviene tramite ufficiale giudiziario, o postino o messo comunale, ma bensì tramite un terzo soggetto per altro non abilitato.

Solo in questo caso la contestazione può essere valida.

Quando le cartelle esattoriali possono essere dichiarate nulle?

Un altro aspetto molto importante per tutti i contribuenti, è conoscere il momento in cui la cartella può essere dichiarata nulla. Esse sono definite tali, solo nel momento in cui, non sono stati indicati ad esempio il responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo o in alternativa il responsabile del procedimento di emissione e di notifica della cartella esattoriale.

Questi rappresentano 2 soggetti differenti:

  1. il primo soggetto è l’ente creditore;
  2. il secondo soggetto è colui che notifica la cartella, ovvero l’Agente della riscossione.

Cartelle Equitalia: casi in cui è dichiarata nulla

Mancanza di motivazione

Un elemento molto importante da valutare per la contestazione, è la mancanza della motivazione.

Infatti, per essere definita valida, una cartella esattoriale deve contenere la motivazione, ovvero deve contenere la spiegazione del fondamento dell’iscrizione a ruolo o di altro atto.

Per comprendere meglio, possiamo dire che una cartella è annullabile a seguito di un difetto di motivazione, come nel caso in cui si riceve una cartella inerente il pagamento del bollo auto, ma all’interno della notifica non vi è il numero di targa del veicolo. In questi casi, la cartella è nulla e il contribuente può contestare la cartella.

Cartella incompleta

Altro esempio in cui una cartella è dichiarata nulla è quando al suo interno si rileva:

  • mancanza di fogli (ovvero mancanza di una parte di documentazione);
  • assenza di elementi essenziali (come ad esempio il numero di targa);
  • tempi di notifica certi.

Se si viene a verificare uno di questi casi, la cartella è dichiarata nulla. Infatti molto spesso accade che si riceva il plico vuoto, o che la cartella non è completa, ovvero difetti della mancanza di fogli esplicativi o altro.

In tutti questi casi, è possibile contestare la cartella esattoriale.

Infine, la cartella può essere contestata nel caso in cui questa non rispecchi lo schema ministeriale. In questo caso la cartella è dichiarata nulla.

Per fare un esempio in dettaglio, una cartella è dichiarata nulla se non presenta:

  • numero identificativo del titolare del credito o della specie del ruolo;
  • numero identificativo della generalità del debitore;
  • anno;
  • periodo di riferimento.

In sostanza, possiamo consideriamo valida anche la cartella che non è stata notificata.

Solo nel caso in cui la carella è caduta in prescrizione, possiamo dire che il sollecito di pagamento è nullo.

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