Cartelle 2016: via libera alla rottamazione

Le commissioni Bilancio e Finanza della camera hanno approvato nella giornata di ieri, la misura di semplificazione fiscale contenuta in un emendamento all’articolo 7 in relazione alla Legge di Bilancio 2017, ora si attende l’approvazione definitiva e lunedì si passerà all’esame in Aula. Se il decreto verrà approvato, il gettito sarà incrementato di 1,4 miliardi di euro in due anni ovvero 300 milioni nel 2017 e 1,1 miliardi nel 2018. L’emendamento introdurrà diverse novità che abbracciano la rottamazione delle Cartelle del 2016 alla posticipo di alcune scadenze fiscali.

29 Dec 1971, Rome, Italy --- Senators and Deputies fill the flag-draped Chamber of Deputies to witness President Giovanni Leone (standing at second highest row of desks facing deputies) take the oath of office. --- Image by © Bettmann/CORBIS

Rottamazione Cartelle 2016

L’emendamento al decreto legge collegato alla manovra prevede la rottamazione delle Cartelle anche per coloro i quali hanno ricevuto gli avvisi nell’arco del 2016. La liquidazione delle Cartelle potrà avvenire in 5 rate e il 31 marzo sarà il termine ultimo per poter aderire, la manovra estende la rottamazione anche a tutte le multe. Le future cartelle esattoriali dovranno rispondere al criterio di trasparenza, devono cioè far comprendere al cittadino in modo chiaro il reato commesso.

Scadenze Fiscali

Nel mese di giugno verranno introdotte due scadenze fiscali, entro il 16 per il pagamento della Tasi e dell’Imu, il 30 invece per il pagamento dell’Ires, Irap ed Irpef.

Riduzioni sanzioni Iva

Le sanzioni per l’errata trasmissione dei dati relativi alle fatture Iva o l’omissione vengono ridotte a 2 mila euro di multa per ogni fattura scorretta. La multa verrà ulteriormente ridotta a 500 euro se la correzione dei dati verrà trasmessa entro i 15 gg successivi alla scadenza indicata.

Infortuni sul lavoro

Per coloro i quali hanno subito un infortunio sul lavoro o hanno subito malattie legato ad esso e hanno avuto un risarcimento, tale somma di denaro non sarà soggetta a tassazione in quanto la rendita “non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dei tributi”.