Carta di credito: tetto massimo alle commissioni

Entra in vigore anche in Italia la normativa europea che impone un tetto massimo alle commissioni interbancarie. La nuova soglia delle commissioni che gli istituti di credito potranno addebitare ai propri clienti sarà d’ora in poi pari allo 0,3% del valore dell’operazione per le transazioni con carta di credito e allo 0,2% per i pagamenti per le carte di debito (i bancomat) e le prepagate. La normativa (Regolamento UE n. 751 del 2015) si applicherà solo ai circuiti Visa, Mastercard e PagoBancomat. Sono esclusi quindi i circuiti American Express e Diners, che continueranno ad applicare le proprie commissioni, generalmente più alte.

La reazione delle associazioni dei consumatori

L’obiettivo della normativa è quello di incentivare l’utilizzo della moneta elettronica e di rendere maggiormente trasparenti le transazioni con le carte. Ma i consumatori temono di rimetterci e di vedersi applicare nuovi costi che graveranno sulle loro spalle.
Federconsumatori e Adusbef sottolineano, infatti, come l’introduzione di questi tetti alle commissioni per pagamento con carta siano a tutto vantaggio dei commercianti e non dei consumatori. «Le nuove norme, decise dall’Unione europea e ratificate dal Consiglio dopo il via libera dell’Europarlamento, produrranno vantaggi per gli esercenti, ma scarsi benefici per i consumatori. Il tetto massimo ai costi per i pagamenti con le carte, secondo le stime degli economisti europei, potrebbe tradursi in un risparmio di circa 7 miliardi di euro l’anno, per oltre il 90% a vantaggio dei commercianti, meno del 10% per utenti e consumatori. La torta di 100 miliardi di pagamenti effettuati nel vecchio continente nel 2013 è stata transata per il 43,5% mediante 760 milioni di carte di pagamento in circolazione, circa 1,5 per abitante (43,5 mld di euro); il 26,5% tramite bonifici bancari (26,5 miliardi); il 24% con bancomat o carte prepagate (24 miliardi), il 4% tramite assegni (4 miliardi); infine il 2% tramite moneta digitale (2 miliardi)».
I nuovi limiti decisi da Bruxelles, inoltre, «difficilmente si tradurranno in una riduzione dei prezzi di beni e servizi, essendo noto l’agire degli esercenti, che per rifarsi dai costi delle tariffe bancarie, tendono ad addossare sui consumatori i costi delle transazioni».

La denuncia dello Iepc

Commenti critici anche dall’Italian E-Payment Coalition (Iepc), un’iniziativa di Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino nata con l’obiettivo di informare sul corretto uso della moneta elettronica. La Iepc denuncia il concreto rischio che la normativa, applicabile come abbiamo visto solo ad alcuni tipi di carte, possa ledere la libera concorrenza. Teme, infatti, che questa misura possa portare gli esercenti ad applicare un sovrapprezzo sugli acquisti effettuati con carta di credito Diners e American Express. Inoltre non esclude un ulteriore rischio: i possessori di carte di credito soggette a questa nuova normativa potrebbero vedersi aumentare il canone annuo alfine di fronteggiare i mancati ricavi derivanti dalle commissioni.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY