Canone Rai in bolletta: si rischia il distacco della luce?

La decisione del legislatore di inserire il canone Rai nella bolletta elettrica non ha suscitato grandi entusiasmi. Anzi, ha dato adito a parecchi dubbi e paure. Una di queste riguarda il pericolo di vedersi staccata la luce. Questo rischio esiste realmente? In linea teorica, non è difficile immaginare che tale iniziativa abbia proprio lo scopo di agitare questo spauracchio, e costringere a pagare il canone Rai anche a chi in precedenza, per motivi anche legittimi (es. non aveva la televisione in casa), ha evitato di farlo. Le ultime notizie però sono parzialmente positive.

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Non c’è ancora nulla di sicuro, sia chiaro. Anche perché il decreto che doveva fare luce sulla situazione (è proprio il caso di dirlo) sarebbe dovuto arrivare a metà febbraio e ancora non è giunto in Parlamento. Alcune voci di corridoio, provenienti dai ministeri dello Sviluppo economico e del Tesoro, che si occupano della stesura, però fanno ben sperare. Si profila un ammorbidimento delle premesse iniziali, con rischi minori a carico dei contribuenti, anche di coloro che evaderanno la tassa o cercheranno, a questo punto inutilmente, di farlo. In definitiva, con tutta probabilità non si rischierà di rimanere al buio.

Cosa suggerisce il decreto (ancora in essere)? Se il contribuente paga solo la bolletta ma non il canone, la palla passa all’Agenzia delle Entrate. Sarà lei a dover procedere con le operazioni di riscossione. L’Enel, in ogni caso, giocherà una parte attiva nella faccenda, ma il suo compito si ridurrà all’inoltro di sollecitazioni al presunto evasore. Nel caso, poi, l’utente non avesse potuto pagare per motivi indipendenti dalla sua volontà, dovrà certamente versare il canone Rai, ma non sarà obbligato a pagare sanzioni o a corrispondere interessi. In ogni caso, non si giungerà mai al distacco della luce.

Da questo punto di vista, l’iniziativa rivela la sua vera natura, lo scopo ultimo per il quale è stata varata. Non costringere tutti a pagare l’odiosa tassa sulla televisione pubblica, bensì consentire all’Agenzia delle Entrate di venire a conoscenza chi ha evaso e chi no. Se la si mette su questo piano, l’intervento del legislatore appare legittimo non solo sul piano funzionale, ma anche morale.

Canone Rai in bolletta: una iniziativa ambigua

Al netto di queste buone notizie, i dubbi sulla bontà di questa iniziativa rimangono. Innanzitutto, si ravvisa una certa ambiguità sul piano della comunicazione. L’introduzione del canone Rai in bolletta viene sbandierata come un intervento a favore del contribuente, dal momento che la tassa è stata realmente abbassata di qualche decina di euro.

Di contro, i proprietari di seconde case rischiano di pagare di più. I telegiornali ripetono che in questo caso il Canone Rai non dovrà essere corrisposto, ma cosa succede se il contratto Enel è a carico di una persona diversa dal proprietario? Magari un affittuario? A questa domanda, in realtà, non è stata trovata ancora risposta. L’Agenzia delle Entrate per ora brancola nel buio e aspetta chiarimenti da parte del legislatore. Forse è anche la mole di punti interrogativi ad aver causato il ritardo nella stesura del decreto.