Canone Rai 2016 in bolletta elettrica: esenzioni e rimborsi

La Legge di Stabilità ha stabilito che il Canone Rai 2016 ammonterà a 100 euro e verrà incluso nella bolletta elettrica a partire dal prossimo primo luglio. Vediamo di capire quali sono le nuove regole.

Canone RAI bolletta luce
Canone Rai in bolletta elettrica

Chi deve pagare

Il Canone Rai è collegato ai contratti domestici ed è destinato a tutti i residenti: deve essere quindi pagato sia dai proprietari di prima casa che dagli affittuari.
Sono esentati dal versamento coloro che non possiedono un apparecchio atto a ricevere il segnale TV, gli ultra settantacinquenni e coloro che hanno un reddito annuo inferiore a 8mila euro lordi. Qualora non si presenti l’autocertificazione di mancato possesso della televisione (le cui modalità devono ancora essere definite dall’Agenzia delle Entrate), il canone verrà inserito direttamente nella prima bolletta utile (dopo il primo luglio 2016) e solo successivamente sarà possibile chiedere il rimborso prima e l’esenzione poi.
Per richiedere il rimborso, nel caso in cui non si possegga la TV, ci sarà tempo fino al 30 giugno 2017. Nel caso si proceda alla disdetta, l’esenzione dal pagamento decorrerà dal primo gennaio successivo se si è presentata la disdetta entro il 31 dicembre dell’anno corrente, dal primo luglio dello stesso anno se è stata presentata tra il primo gennaio e il 30 giugno dell’anno corrente.

Il problema rimborsi

L’inserimento del Canone Rai nella bolletta elettrica sta creando molti dissapori tra il Ministero dell’Economia e le società che gestiscono la fornitura dell’energia. Il principale oggetto del contendere è il rimborso nel caso in cui un nucleo familiare abbia provveduto al pagamento pur potendo in realtà beneficiare dell’esenzione.
Secondo quanto inserito nella bozza del decreto attuativo, che verrà girato a breve al Consiglio di Stato per un parere tecnico, i Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico avrebbero optato per il risarcimento a carico delle società elettriche. In questo caso, il consumatore dovrebbe fare richiesta alla società elettrica che, a sua volta, dovrebbe girare la questione all’Agenzia delle Entrate per una verifica. A controllo effettuato, l’Aquirente Unico (società pubblica che assicura le forniture elettriche alle famiglie) avrebbe il compito di comunicare alla società elettrica la decisione di dare corso al risarcimento attraverso la banca dati comune (SII). La società elettrica dovrebbe dal canto suo restituire il canone indebitamente versato inserendolo in una successiva fattura. Tutti questi passaggi dovrebbero compiersi entro ogni 15 del mese, facendo in modo che il consumatore riceva il suo rimborso nel minor tempo possibile (il decreto non entra però nel merito e non indica esattamente il numero di giorni). Solo leggendo gli step della procedura, si comprende che questa dinamica è fin troppo articolata. Inoltre le società elettriche non vogliono assolutamente farsi carico dei risarcimenti in quanto si tratta di un’operazione molto intricata e molto onerosa.
Ma non è tutto. La Legge di Stabilità, in realtà, sottolinea che le società elettriche non hanno il ruolo di sostituti di imposta: dovrebbero quindi essere esonerate in partenza dalle pratiche di rimborso. Per risolvere questo impiccio, il Governo starebbe quindi pensando di rimunerare le società elettriche a forfait per ogni attività svolta. Ma in questa ipotesi, l’Autorità per l’Energia dovrebbe stabilire dei criteri specifici per suddividere il compenso tra le società stesse che continuano comunque a dichiararsi contrarie per una questione di principio.

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Luglio si avvicina e il rischio che l’iter burocratico non sia stata collaudato è molto alto. Staremo a vedere nei prossimi giorni quali saranno le decisioni definitive.