Canone concordato con cedolare secca al 10%: come funziona

Fino al 2017 gli italiano hanno l’opportunità di usufruire e proporre contratti di affitto con canone concordato grazie al Piano Casa

Grazie al Piano Casa, ideato dal Governo nel 2013 per stimolare il mercato degli immobili e dare un po’ a tutti l’opportunità di acquistare o fittare una casa, fino al 2017 si potrà usufruire e proporre contratti di affitto con canone concordato. Questa misura mira anche a rendere il contratto di affitto trasparente e legale, per ovviare al problema del mercato degli affitti in nero. Diventa così fiscalmente vantaggiosa per ambo le parti, proprietario e inquilino, dato che sul canone concordato si applica una cedolare secca al 10%. Di seguito ci proponiamo di fornirvi tutte le informazioni possibili su  questo tipo di canone, nonché cercare di schiarirvi le idee sul fatto che convenga o meno.

canone-concordato
Una casa affittata mediante canone concordato

Canone concordato con cedola secca al 10%, cos’è?

I contratti concordati che comprendono una cedolare ridotta al dieci percento hanno una durata di tre più due anni, destinati a quegli immobili che amministrativamente sono ubicati nei Comuni che patiscono di un’alta concentrazione di abitanti e/o una carente disponibilità di case. Di qui, si comprenderà l’obiettivo esposto nell’incipit di questa misura. Pertanto, si attua una sorta di accordo tra le associazioni delle due controparti, chi affitta e chi è inquilino, siglato da un esponente istituzionale comunale (che può essere l’assessore all’urbanistica o il Primo cittadino stesso), comprendente delle esplicite e chiare fasce di costo dell’affitto per varie zone territoriali con caratteristiche simili. Dopo aver stabilito il costo dell’affitto corrispondente per ogni metro quadro, si applicano le variazioni in base al tipo di immobile e alle sue caratteristiche.

Come funziona, il calcolo

Bisogna però specificare che il contratto concordato non è l’unico sistema per accedere a una cedolare secca agevolata al dieci percento. Intanto, per accedere a un contratto concordato, occorre valutare le tabelle che riportano i dettagli sugli accordi territoriali concordati dal Comune aderente. Ammesso che abbia aderito. Definendo la fascia di prezzo per il canone concordato, si può accostare quest’ultimo alla media del costo degli affitti dettata dal mercato. Pertanto, se il canone è approssimativo ai prezzi del mercato, si riesce ad accedere ad un regime fiscale particolarmente vantaggioso. Sommando a ciò il fatto che la durata del contratto di affitto diventa minimo di cinque anni, grazie al +2 anni previsto di rinnovo obbligatorio. Così affittuari e inquilini hanno una maggiore stabilità e durata nel rapporto, senza dover di volta in volta negoziare con nuove persone. Alla luce di ciò, il Canone concordato con cedolare secca al 10% diventa un’ottima opportunità anche per gli studenti universitari fuori sede, in genere vessati dai proprietari di immobili, i quali fittano loro, magari a prezzi anche svantaggiosi, immobili fatiscenti e carenti anche delle cose più essenziali. Stessi vantaggi per specializzandi e i dottorandi. Per tutti questi soggetti, però, il contratto dura tre anni anziché cinque.

canone concordato2
Calcolare vantaggi e svantaggi di un canone concordato

Come accedervi

Ora vediamo come è possibile usufruire di questo particolare tipo di canone con cedolare al dieci percento. Intanto, bisogna capire bene se fa al nostro caso (qualsivoglia parte delle due noi siamo). La scelta di questo tipo di cedolare si attua al momento della registrazione, in cui vengono azzerate le imposte di registro e di bollo. Le quali sono invece normalmente pagate se non si aderisce a questo tipo di agevolazione. Bisogna poi ovviamente accordarsi con l’inquilino e in caso di esito positivo, occorre ricordare che la cedolare secca al 10% si applica solo a partire dall’annualità in cui si è registrata la scelta per questo regime fiscale.

Vantaggi e svantaggi

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della cedolare secca al 10%? Dipende dalla nostra posizione reddituale. E’ ad esempio vantaggiosa per chi ha altre fonti di reddito, dato che il reddito da locazione con canone concordato non viene fiscalmente sommato agli altri. Pertanto, si continuerà ad usufruire di alcune agevolazioni fiscali, evitando di essere calcolati con aliquote Irpef di fascia più alta. Discorso opposto per chi ha come unico reddito proprio quello dal contratto di locazione che intendiamo sottoporre a contratto concordato, soprattutto se ha spese da detrarre, che annullerebbero le imposte sull’affitto. Il consiglio che vi diamo è quello di capire bene se appartenete alla prima o alla seconda categoria di proprietari di immobili, magari rivolgendovi anche a un Caf vicino casa.