Il cambio USD-JPY crolla sui minimi dello scorso mese di Marzo: pesano timori crescita globale

La divisa nipponica continua a mostrare i muscoli nei confronti del biglietto verde, sostenuta dai timori di rallentamento della crescita globale, ingigantiti dopo la battuta d’arresto fatta registrare dalla manifattura cinese con la debole lettura dell’indice PMI di Dicembre. Il cross USD-JPY, dopo il flash-crash della seduta del 2 Gennaio in cui a causa della violazione del supporto a quota 108 la coppia è crollata fino ad un minimo intraday a quota 105, continua a mantenersi debole. Al momento della scrittura il cambio Dollaro-Yen cede infatti quasi 1 punto percentuale, scambiando in area 107,80.

Valuta statunitense debole, nonostante il National Employment Report diffuso da ADP abbia rivelato che a Dicembre, nei settori privati statunitensi siano stati creati 271 mila nuovi posti di lavoro, in netta crescita rispetto alle 179 mila unità del saldo di Novembre ed alle +180 mila unità pronosticate dagli analisti. La stima elaborata dalla società attiva nel campo dei servizi e delle risorse umane anticipa il dato sulle cosiddette Non-Farm Payrolls, ovvero il numero delle nuove buste paga nei settori non agricoli statunitensi.

A pesare sul dollaro ha contribuito il crollo fatto registrare dall’attività manifatturiera USA nel mese di Dicembre, evidenziato dall’indicatore elaborato dall’Institute for Supply Management . Il cosiddetto indice ISM manifatturiero nel periodo in esame è infatti sceso a 54,1 punti dai 59,3 punti di Novembre. Le attese degli analisti erano per un calo più modesto, a 57,5 punti. ln calo anche l’indicatore ISM sui prezzi pagati, assestatosi a 54,9 punti dai 60,7 punti della precedente stima mensile (attese 57,7 punti).

Il Dipartimento per il Lavoro ha reso noto che nella settimana terminata il 29 Dicembre, il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione si è portato a 231 mila unità, in salita rispetto alle 221 mila unità della precedente stima settimanale (corretta al rialzo dalle 216 mila unità della prima comunicazione). Il saldo delle richieste continuative di disoccupazione, al 22 Dicembre, si è invece portato a 1,740 milioni di unità, oltre 1,690 milioni di unità stimate dagli analisti ed in crescita rispetto alla precedente rivelazione, rivista al rialzo a 1,708 milioni di unità da 1,701milioni di unità stimate in precedenza.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo

Come ben visibile sul grafico annuale con time-frame giornaliero, in alto, la lunga spike ribassista che si è abbattuta sulla coppia Dollaro-Yen ha riportato le quotazioni su livelli che non erano stati più toccati da Marzo 2018, a quota 105. Sotto l’aspetto tecnico ha pesato la forte accelerazione sotto l’importante sostegno di breve individuato in area 108. Le quotazioni si trovano al di sotto delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni, il ché non lascia presagire nulla di buono sul breve-medio periodo. Finché la coppia verrà scambiata al di sotto della media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico) anche l’impostazione di brevissimo rimarrà vincolata al ribasso, con la possibilità di rivedere i minimi in area 105.

Le resistenze di breve-medio periodo, invece, identificate con le medie mobili a 25 e 50 giorni (rispettivamente la linea di colore rosso e la linea verde sul grafico), transitano invece in area 111,25 e 111,95.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 108 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 108,25 e 108,65; stop loss in caso di ritorno sotto quota 107,30 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 108,65 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 108,90 e successivamente a quota 109,30; stop loss in caso di ritorno sotto quota 108 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 109,30 per approfittare di possibili allunghi in area 109,60 e 109,98 estesi a quota 110,40; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 108,90 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 104,30 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 105,10 ed in un secondo momento a quota 105,75, esteso a quota 106; stop loss in caso di discesa sotto quota 103,65 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 107,30 e prevede i primi due target price in area 106,25 e 106; stop loss in caso di close orario sopra quota 108. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 106 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 105,75 e successivamente a quota 105,35; stop loss in caso di recupero sopra quota 107,30 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 105,35, per cercare di ricoprirsi in area 105,10 e 104,70 estesa a quota 104,30; stop loss in caso di ritorno sopra quota 106 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 110,40 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 109,98 e successivamente a quota 109,60, estesi a quota 108,90; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 111,10 in chiusura di candela oraria o daily.

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