Come cambia l’inflazione: il paniere Istat si aggiorna

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Come ogni anno, anche a inizio 2014 il paniere dei prezzi Istat subisce un parziale aggiornamento, con revisione parziale dei prodotti in base ai quali viene calcolata l’inflazione. Con i nuovi ingressi (e le poche uscite), il paniere conta oggi ben 1.447 prodotti, puntando a diventare più puntuale e preciso e – ancor prima – a divenire maggiormente rappresentativo delle abitudini di consumo degli italiani.

Ma quali sono le voci che escono dal paniere? E quali quelle che subentrano al loro posto?

Partendo dalle prime, ricordiamo come abbiano di fatto abbandonato il paniere Istat i costi di riparazione degli apparecchi audiovisivi o informatici, evidenza della scarsa convenienza a procedere con la riparazione di dispositivi guasti, invece della loro sostituzione. Sparisce anche la voce “tailleur”, resa obsoleta e più riduttiva dalla nuova denominazione “abito donna”. Gli yogurtbiologici” lasciano invece spazio ai più generici yogurtprobiotici”.

Risulta tuttavia di maggior interesse comprendere quali siano le voci che hanno apportato una maggiore sostanziale novità tra le abitudini di consumo degli italiani, tanto dal dover essere rilevate dall’Istat nell’aggiornamento del proprio paniere. A ben vedere, le new entries sono relative a prodotti “figli” delle mutate tendenze di consumo, con la necessità di accorciare i tempi di produzione degli alimenti consumati. Ecco pertanto che fanno la loro comparsa i formaggi grattugiati in confezione e quelli spalmabili in confezione, o ancora il caffè in cialde o in capsule e le relative macchine da caffè.

La tendenza a una maggiore attenzione ecosostenibile include nel paniere i sacchetti ecologici per i rifiuti organici, mentre il boom delle e-cig ha portato all’inclusione delle sigarette elettroniche e delle ricariche. Fanno il loro ingresso anche gli acquisti di giornali quotidiani online e di notebook ibridi, oltre alle fotocamera large sensor.

Rimanendo infine nel recinto delle voci già precedentemente incluse nel paniere, ma che nel corso dell’ultimo anno vedranno crescere la propria importanza in termini di ponderazione, scopriamo come la maggior parte delle voci più “apprezzate” all’interno del paniere sono quelle relative ai prodotti alimentari, che tra il 2013 e il 2014 assumono quindi un maggiore valore tra le divisioni di spesa. Una tendenza che – spiegano dall’Istat – “risente sia dell’accresciuta importanza relativa (‘effetto spesa’) di questo raggruppamento di prodotti, misurata nei Conti Nazionali del 2012 rispetto all’anno precedente, sia dell’’effetto rivalutazione’ con cui la spesa del 2012 viene riportata al periodo che costituisce la base di calcolo degli indici (dicembre 2013)”.