Calo del petrolio: prezzi in discesa o illusione momentanea?

Dopo aver chiuso oltre i 50$ al barile, questa mattina c’è stato un calo del petrolio, il cui prezzo scende di nuovo sotta la soglia dei 50$, aggirandosi attorno ai 49,5 e con un conseguente calo dello 0,5%. Come mai visti gli andamenti già descritti la scorsa settimana, oggi, dopo gli accordi raggiunti dall’OPEC, c’è stata questa diminuzione?

Quali sono le motivazioni del calo del petrolio?

Le motivazioni del calo del petrolio, almeno nel breve termine, risiedono nella dichiarazione del Ministro dell’energia russo, Alexander Novak, che preannuncia di non voler firmare nessun accordo per il Congresso Mondiale dell’Energia di Istanbul, annullando quindi le possibilità per un blocco della produzione. Oltre a ciò sembrerebbero in aumento gli impianti di trivellazione negli USA, secondo Goldman Sachs, aumentati del 35%. calo del petrolio

Quanto durerà questo calo del petrolio?

Il calo del petrolio a cui abbiamo assistito questa mattina sarà solo una situazione temporanea, infatti secondo il Ministro saudita dell’energia, “L’OPEC non dovrebbe tagliare troppo la produzione”, ma contemporaneamente ad essa, sembra che anche i produttori non facenti parte del cartello, si stiano indirizzando verso un taglio proprio per una ristabilizzazione del prezzo.
Siamo davvero sicuri allora di questo calo del petrolio? Sempre il Ministro saudita ha previsto un recupero dei prezzi: “Non è impensabile che il prezzo raggiunga i 60$ entro la fine dell’anno”. Nazioni come l’Arabia Saudita o il Venezuela, dove grossa parte della ricchezza viene prodotta dalla vendita del petrolio, stanno percependo un calo del PIL e si sentono sotto pressione. Basti pensare che il prezzo del Brent Crude, sotto i 52$ al barile è meno della metà del prezzo che aveva raggiunto a metà del 2014. Si vedrà se i paesi dell’OPEC, raggiungano un accordo stabile il 30 novembre a Vienna.

Calo del petrolio negli USA e negli altri paesi produttori

Un dato da tenere sotto controllo riguardo il calo di petrolio è quello che uscirà giovedì 13 ottobre sulle scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti. A livello macroeconomico risulta essere uno dei dati più importanti della settimana insieme al discorso della Yellen di venerdì. L’ultimo dato era stato positivo con -2,976 milioni nella produzione a fronte di un 2,560 milioni. Vedremo che cosa accadrà e a seconda del valore misurato potremo assistere ad un ulteriore calo del petrolio, ma che anche in questo caso non sarà altro che momentaneo. Gli occhi rimangono puntati sui maggiori produttori, ma in generale le variazioni del prezzo guardano il quadro complessivo, quindi oltre ad Arabia Saudita, Venezuela e USA, non vanno dimenticati alcuni paesi dell’Africa, come la Libia e la Nigeria, L’iran, ma soprattutto la Russia che non sembra voler assolutamente aderire ad alcun accordo.