Calcolo TFR netto: tassazione separata, aliquota media ed esempi

Alla fine di un qualsiasi rapporto di lavoro, per dimissioni, licenziamento o pensionamento, il lavoratore ha diritto a percepire il TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto come sancito dal dettato legislativo. Esso non è altro che una porzione di retribuzione spettante al lavoratore subordinato differita alla cessazione del rapporto di lavoro, effettuata da parte del datore di lavoro. Vediamo in questa guida come si calcola la liquidazione lorda e netta, le aliquote da applicare ed un esempio applicativo che chiarifica la disciplina in materia.

TFR: disciplina normativa di riferimento

La disciplina legislativa del Tfr si colloca ed affonda le sue origini storiche in data 21 aprile del 1927 (G.U. n. 100 del 30 aprile 1927), con cui che sancisce il diritto del lavoratore ad un’indennità proporzionata agli anni di servizio svolti. E nel dettato della Carta del Lavoro, all’articolo 17 si legge: “Nelle imprese a lavoro continuo il lavoratore ha diritto, in caso di cessazione dei rapporti di lavoro per licenziamento senza sua colpa, ad una indennità proporzionata agli anni di servizio. Tale indennità è dovuta anche in caso di morte del lavoratore”.

La legge n. 297 del 29 maggio 1982 ha definitivamente surrogato l’indennità di anzianità corrisposta a fine rapporto con il TFR a decorrere dal 1º giugno 1982. A garanzia del TFR, la legge 297/1982, ha istituito un Fondo di Garanzia nazionale al quale possono rivolgersi i lavoratori di imprese in stato di insolvenza o dichiarate fallite, e ne affida la gestione all’INPS.

TFR: soggetti destinatari e disciplina codicistica

Sono assoggettati alla disciplina del TFR tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro del settore privato, e lavoratori del settore pubblico. Ai sensi dell’articolo 2120 del codice civile, rubricato “Disciplina del trattamento di fine rapporto” si viene a stabilire che “In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto. Tale trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni”.

Inoltre, è prevista la rivalutazione del TFR dato che, sempre secondo la disciplina codicistica, “è incrementato, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con applicazione di un tasso costituito dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente”.

Computo TFR: art. 17 del Tuir

Come sancito dalla disciplina tributaria in materia di tassazione separata (Tuir 917/86), “L’imposta si applica separatamente sui seguenti redditi:

trattamento di fine rapporto di cui all’art. 2120 del codice civile e indennità equipollenti, comunque denominate, commisurate alla durata dei rapporti di lavoro dipendente, compresi quelli contemplati alle lettere a), d) e g) del comma 1 dell’art. 50, anche nelle ipotesi di cui all’art. 2122 del codice civile; altre indennità e somme percepite una volta tanto in dipendenza della cessazione dei predetti rapporti, comprese l’indennità di preavviso, le somme risultanti dalla capitalizzazione di pensioni e quelle attribuite a fronte dell’obbligo di non concorrenza ai sensi dell’art. 2125 del codice civile nonché le somme e i valori comunque percepiti al netto delle spese legali sostenute, anche se a titolo risarcitorio o nel contesto di procedure esecutive, a seguito di provvedimenti dell’autorità giudiziaria o di transazioni relativi alla risoluzione del rapporto di lavoro…. “.

In pratica, ai fini del computo del TFR lordo, il reddito maturato dal soggetto lavoratore dipendente su più anni non deve essere tassato con le aliquote di riferimento dell’anno di incasso ma, con un’aliquota media. In pratica, per il computo del TFR lordo, occorre prendere in considerazione i seguenti elementi retributivi quali: scatti di anzianità, straordinario fisso ripetitivo, valori convenzionali mensa, provvigioni, premi presenza, premi, etc. La quota spettante al lavoratore si ottiene dividendo la retribuzione lorda per 13,5 e sottraendo la contribuzione dovuta all’Inps nella misura dello 0,5%. L’erogazione del Tfr è assoggettata a tassazione separata ed il carico tributario varia in base al numero degli anni e frazioni di anni di anzianità di servizio. A partire dall’1 gennaio 2001, le quote TFR sono imponibili solo per la quota capitale senza dover considerare le rivalutazioni annuali.

Esempio computo TFR: dal lordo al netto

Per procedere con il computo, il datore di lavoro, che opera come sostituto d’imposta, deve procedere nel modo seguente:

  • Determinazione della base imponibile come sommatoria dei TFR accantonati nel corso degli anni e rivalutati;
  • Determinazione del reddito di riferimento e dell’aliquota media di tassazione risultante dalle dichiarazioni fiscali degli ultimi 5 anni;
  • Computo dell’imposta (IRPEF).

Procediamo con un esempio numerico ed applicativo: supponiamo che il Signor Tizio abbia maturato un TFR lordo di euro 100.000 in 30 anni di servizio e non abbia diritto ad alcuna detrazione fiscale.

Per procedere al computo ed al “passaggio” dal TFR lordo a quello netto si moltiplica il TFR lordo per 12 e si divide successivamente l’ammontare totale per gli anni di servizio prestati dal dipendente, in pratica:

(100.000*12)/30 = 40.000 euro

Procediamo allo step successivo e si calcoli l’aliquota IRPEF utilizzando il sistema in vigore relativo alla tassazione con aliquote e scaglioni di reddito.

A titolo informativo, riportiamo la tabella riguardante gli scaglioni reddito IRPEF, l’aliquota da applicare all’IRPEF lordo.

Scaglioni reddito IrpefAliquotaIrpef lordo
Da 0 a 15.000 euro23%23% del reddito
Da 15.000, 01 a 28.000 euro27%3.450 euro + 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro
Da 28.000,01 a 55.000 euro38%6.960 euro + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro
Da 55.000,01 a 75.000 euro41%17.220 euro + 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro
Oltre i 75.000 euro43%25.420 euro + 43% sulla parte eccedente i 75.000 euro

Sui 40.000 euro del caso, occorre applicare un’aliquota media Irpef per scaglione di reddito (come risulta dalla tabella sopra riportata), il 38%. In pratica:

40.000 * 38% = 15.200 euro

A questo punto dal TFR lordo si passa a quello netto, sottraendo dai 100.000 euro (TFR lordo) l’Irpef, ovvero:

100.000 – 15.200 = 84.800 euro

L’aliquota media della tassazione separata TFR è pari a (15.200/100.000)*100 = 15,2

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