ETF

Buy and Hold con gli ETF: strategie (2026)

Scopri come applicare la strategia buy and hold con gli ETF: vantaggi, costi, portafogli tipo e ribilanciamento.

Hai mai notato che le strategie di investimento più elaborate tendono a deludere? Fondi a gestione attiva con commissioni pesanti, algoritmi sofisticati, tentativi ossessivi di indovinare quando comprare e vendere. Il risultato, nella maggior parte dei casi, è peggiore di quello che avresti ottenuto comprando un indice azionario globale e andando a fare altro per 10 o 20 anni.

Il buy and hold parte da questa constatazione. Compri un paniere diversificato di ETF, lo tieni fermo e lasci che il tempo faccia il suo lavoro. Niente previsioni macro, niente grafici a candele, niente ansia da refresh del portafoglio. L’interesse composto si occupa del resto.

L’MSCI World ha reso il 9,21% annuo in media tra il 1970 e il 2020. L’S&P 500 ha fatto meglio: intorno al 10,4% annualizzato nell’ultimo secolo. Con 10.000 euro investiti nell’S&P 500 nel 1995, oggi te ne ritroveresti oltre 190.000 in tasca. Senza aver mai spostato un centesimo.

Approfondimento I migliori ETF per investire su MSCI World Leggi l'approfondimento →

Metterlo in pratica, però, non è scontato. Devi sapere quali ETF comprare, quanta parte destinare alle azioni e quanta alle obbligazioni, quando ribilanciare. E soprattutto devi resistere alla tentazione di vendere tutto quando i mercati perdono il 30% in tre settimane.

In questa guida trovi ogni aspetto: principi, dati storici, scelta degli strumenti, lazy portfolio collaudati, costi e trappole psicologiche. Tutto pensato per chi investe dall’Italia, ragiona in euro e paga il 26% sulle plusvalenze.

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Cos’è la strategia buy and hold e perché funziona

Definizione

Tre azioni, nessuna in più. Compri strumenti finanziari diversificati, li tieni in portafoglio per almeno 10-15 anni, ribilanci di tanto in tanto per riportare le percentuali al punto di partenza. Non vendi se il mercato scende, non compri di più se il mercato sale. André Kostolany la metteva giù semplice: “Compra azioni, prendi delle pillole per dormire e non guardare più i titoli. Dopo molti anni vedrai: sarai ricco.”

Con gli ETF funziona così: scegli da 2 a 5 fondi su asset class diverse (azioni globali, obbligazioni, magari oro), fissi le percentuali e investi con regolarità senza toccare la composizione. Una o due volte l’anno controlli se le quote si sono spostate. Se il divario è rilevante, sposti un po’ dal comparto che è cresciuto verso quello rimasto indietro.

Buy and hold vs market timing: cosa dicono 50 anni di dati

Comprare ai minimi e vendere ai massimi ha senso sulla carta. Nella realtà non funziona quasi mai. Il QAIB Report di Dalbar dice che l’investitore medio americano ha portato a casa il 3,6% annuo negli ultimi 30 anni. Nello stesso periodo l’S&P 500 ha reso il 10,4%. Quella differenza enorme dipende da una sola cosa: entrate e uscite sbagliate, dettate dalla pancia.

JP Morgan ha calcolato che saltare i 10 migliori giorni di borsa in vent’anni dimezza il rendimento totale. E quei 10 giorni capitano quasi sempre durante le fasi di panico, quando la voglia di liquidare tutto è al picco. Chi rimane investito li intercetta. Chi scappa al momento sbagliato, no.

L’interesse composto: il vero motore della strategia

Einstein definì l‘interesse composto “l’ottava meraviglia del mondo”. Il meccanismo è semplice: i guadagni di ogni anno si sommano al capitale e producono nuovi guadagni. Al 9% annuo, 10.000 euro raddoppiano in circa 8 anni e superano i 56.000 dopo 20.

Gli ETF ad accumulazione potenziano l’effetto: reinvestono i dividendi in automatico, senza intervento manuale e senza prelievo fiscale intermedio. Nel giro di 20-30 anni la differenza tra accumulazione e distribuzione si fa sentire.

Per approfondimenti puoi consultare il calcolatore dell’interesse composto che trovi nella sezione Strumenti.

Cosa pensano i grandi investitori del buy and hold

Benjamin Graham e i principi dell’Intelligent Investor

Benjamin Graham, padre del value investing e maestro di Warren Buffett, ha scritto le regole del buy and hold in “The Intelligent Investor” (1949). Sconsigliava market timing e stock picking, convinto che anche i professionisti avrebbero fatto meglio a incassare il rendimento dell’indice senza strafare.

Da Graham viene l’immagine del “Mr. Market”: un socio lunatico che ogni giorno ti propone un prezzo diverso per le tue azioni. Oggi euforico, domani in preda al panico. L’investitore accorto non gli dà retta e tiene gli occhi sul valore di lungo periodo.

Warren Buffett: il 99% della ricchezza dopo i 50 anni

Buffett ha messo insieme il 99% del suo patrimonio dopo i 50 anni. Non ha iniziato tardi, comprò la sua prima azione a 11 anni, ma ha dato all’interesse composto il tempo di lavorare. Nel testamento ha chiesto alla moglie di investire il 90% dell’eredità in un fondo indicizzato S&P 500 e il resto in titoli di Stato a breve. Un’indicazione che vale per chiunque.

John Bogle e la rivoluzione dei fondi indicizzati

Bogle fondò Vanguard nel 1975 e creò il primo fondo indicizzato accessibile ai piccoli risparmiatori. L’idea era lineare: se la maggior parte dei gestori attivi non batte l’indice, tanto vale copiare l’indice e risparmiare sulle commissioni. Wall Street lo prese in giro, chiamando il fondo “Bogle’s Folly”. Oggi Vanguard gestisce più di 8.000 miliardi di dollari.

“Non cercare l’ago nel pagliaio. Compra il pagliaio.” In pratica: compra ETF su indici amp, MSCI World, S&P 500, e smetti di illuderti di poter selezionare i titoli vincenti.

Come scegliere gli ETF per una strategia buy and hold

ETF azionari globali: MSCI World, FTSE All-World e S&P 500

Per la parte azionaria del portafoglio, gli ETF su grandi indici sono la strada più battuta. L’MSCI World copre circa 1.500 titoli di 23 Paesi sviluppati; gli USA pesano per il 70% circa. Il FTSE All-World aggiunge i mercati emergenti e arriva a oltre 4.000 titoli. L’S&P 500 si limita alle 500 maggiori aziende americane, ma è l’indice più replicato al mondo.

Vuoi la massima copertura geografica? FTSE All-World. Preferisci concentrarti sulle aziende USA, che negli ultimi decenni hanno fatto meglio delle altre? S&P 500. L’MSCI World sta nel mezzo: taglia fuori gli emergenti ma tiene tutto il mondo sviluppato.

# ETF Ticker TER AUM Perf 1Y Perf 3Y Voto Compra
1 iShares S&P 500 Swap UCITS ETF I500.AS 0,05% 11,9 mld € +28,8% +84,5% 9.5 Compra →
2 iShares Core S&P 500 UCITS ETF CSPX.AS 0,07% 129,5 mld € +25,0% +65,7% 9.5 Compra →
3 Vanguard S&P 500 UCITS ETF (USD) Distributing VUSA.AS 0,07% 69,8 mld € +23,8% +60,2% 9.5 Compra →
4 State Street SPDR S&P 500 UCITS ETF (Dist) SPY5.PA 0,03% 36,1 mld € +24,0% +60,4% 9.5 Compra →
5 Amundi Core S&P 500 Swap UCITS ETF Acc SP5C.PA 0,05% 26,2 mld € +25,3% +66,5% 9.5 Compra →

Fonte: webeconomia.it, dati al 15 Agosto 2026. Voto calcolato secondo la nostra metodologia.

ETF obbligazionari: il cuscinetto di protezione

Le obbligazioni attutiscono le oscillazioni. Quando le azioni scendono, i titoli di Stato di buona qualità tendono a reggere o a salire. Per chi investe in euro, un ETF sul Bloomberg Euro Aggregate Bond elimina il rischio di cambio e offre una base di stabilità.

Quanta parte dedicare ai bond? Una vecchia regola suggerisce: metti in obbligazioni una percentuale vicina alla tua età. A 30 anni, il 30% in bond; a 50 anni, metà e metà. Non è un obbligo, ma un riferimento utile per partire.

Oro, REIT e materie prime: serve davvero diversificare oltre?

L’oro ha fatto bene nel 2008, salendo mentre il resto del mercato sprofondava. Un 5-10% in un ETC sull’oro fisico può attenuare le oscillazioni complessive. I REIT globali danno accesso all’immobiliare commerciale con un profilo a metà strada tra azioni e obbligazioni.

Le materie prime in generale sono più discutibili: il contango ne erode il rendimento e la performance storica è inferiore a quella di azioni e bond. Per un portafoglio buy and hold senza complicazioni inutili, azioni globali + obbligazioni + oro sono sufficienti.

Approfondimento Investire in oro: guida completa (2026) Leggi l'approfondimento →

Criteri di selezione: TER, dimensione del fondo, replica e accumulazione

Quando valuti un ETF per il buy and hold, guarda questi dati. TER sotto lo 0,30% per un azionario globale. AuM sopra i 100 milioni di euro, per liquidità e minor rischio di delisting. Replica fisica (totale o a campionamento) piuttosto che sintetica. Accumulazione dei dividendi, che sul lungo periodo è più efficiente della distribuzione.


ETF


ISIN


TER


AuM (mld €)


Replica


Rend. 5Y ann.


iShares Core MSCI World

IE00B4L5Y983


0,20%


77


Fisica (camp.)


~12,5%


Vanguard FTSE All-World


IE00BK5BQT80


0,22%


16


Fisica (camp.)


~11,8%


iShares Core S&P 500


IE00B5BMR087


0,07%


95


Fisica (totale)


~14,2%


Xtrackers MSCI World


IE00BJ0KDQ92


0,19%


12


Fisica (camp.)


~12,4%


SPDR MSCI World


IE00BFY0GT14


0,12%


8


Fisica (camp.)


~12,6%


Amundi Prime Global


LU2089238203


0,05%


4


Fisica (totale)


~12,3%

Dati aggiornati a maggio 2026. Rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Tutti ad accumulazione.

🛠 GUIDA PRATICA Come leggere la scheda di un ETF Leggi la guida →

I lazy portfolio: modelli pronti per il buy and hold

Portafoglio 60/40: il classico che divide ancora

Sessanta percento azioni, quaranta obbligazioni. Per decenni è stato il modello di riferimento nella gestione patrimoniale. Sto parlando del lazy portfolio. Bastano due ETF per costruirlo: un MSCI World e un Bloomberg Euro Aggregate Bond. Rendimento medio annuo storico: circa il 7,5%.

Il 2022 ha scosso le certezze: azioni e obbligazioni sono scese insieme, evento raro. Su orizzonti di 10-20 anni, però, la correlazione negativa tra le due classi tende a tornare. Per chi ha un profilo moderato rimane un buon punto di partenza.

Permanent Portfolio di Harry Browne: 4 asset class in parti uguali

Browne lo disegnò negli anni Ottanta: 25% azioni, 25% obbligazioni lunghe, 25% oro, 25% liquidità. In ogni fase economica almeno una delle quattro gambe sostiene le altre. CAGR su 30 anni: 7,10%. Drawdown massimo: 15,9%. Meno rendimento del tutto azionario, ma notti decisamente più tranquille.

All Weather di Ray Dalio: rendimento in ogni scenario

Dalio ha progettato l’All Weather per bilanciare i rischi, non le percentuali di denaro: 30% azioni, 40% bond lunghi, 15% bond medi, 7,5% oro, 7,5% materie prime. Rendimento medio dal 2005 al 2023: circa il 6,6% annuo. Oscillazioni contenute, il che rende più facile stare fermi quando il mercato scende.

Portafoglio All wether

Portafoglio 100% azionario: per chi ha stomaco e orizzonte lungo

Con meno di 35-40 anni e almeno due decenni davanti, un singolo ETF MSCI World o FTSE All-World ha dato storicamente il rendimento più alto: circa il 9,2% annuo. Il prezzo da pagare è la volatilità. Nel 2008 il calo ha raggiunto il 50%; nel 2020, il 33% in poche settimane.

Regge solo se non tocchi niente durante le cadute. Se un meno 40% ti toglie il sonno, aggiungi obbligazioni anche a costo di rinunciare a qualche decimale di rendimento.

Rendimenti medi dei principaly Lazy Portfolio

Fonte: Moneyfarm — dati storici indicativi su ~20 anni.

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I costi del buy and hold: ETF vs fondi attivi

TER medio degli ETF globali vs commissioni dei fondi attivi

L’iShares Core MSCI World costa lo 0,20% annuo. Un fondo attivo sullo stesso mercato parte dall’1,50-1,80%, più eventuali commissioni di ingresso fino al 3% e premi di performance. In un singolo anno la differenza sembra trascurabile. Su 15-30 anni, grazie all’effetto composto, diventa un divario che pesa migliaia di euro.

L’impatto dei costi su 15, 20 e 30 anni: simulazione con 50.000 euro

50.000 euro investiti al 5% lordo annuo. Con un ETF allo 0,20% di TER, dopo 15 anni hai circa 100.000 euro. Con un fondo attivo all’1,80%, arrivi a 77.000. Le commissioni ti hanno mangiato 23.000 euro. Estendi il calcolo a 30 anni: l’ETF porta a 200.000 euro, il fondo attivo a 128.000. Oltre 70.000 euro finiti in commissioni anziché nel tuo capitale.


Orizzonte


ETF (0,20% TER)


Fondo attivo (1,80%)


Differenza costi


15 anni


€ 100.066


€ 77.382


€ 22.684

20 anni

€ 126.533

€ 91.524

€ 35.009


30 anni


€ 201.810


€ 128.289


€ 73.521

Fonte: Investimento iniziale 50.000€, rendimento lordo 5% annuo. Dati arrotondati.

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Come costruire il tuo portafoglio buy and hold passo dopo passo

Definisci il tuo profilo di rischio e l’orizzonte temporale

Prima di toccare qualsiasi piattaforma di trading, fermati. Tra quanti anni ti serviranno questi soldi? Quanto sei disposto a perdere temporaneamente senza andare nel panico? Se il tuo orizzonte supera i 15 anni e tolleri oscillazioni forti, puoi tenere il 70-100% in azioni. Se i soldi ti servono tra 5-7 anni, il 40-60% in obbligazioni è più prudente.

Scegli l’asset allocation: quanto in azioni e quanto in obbligazioni

L’asset allocation è la decisione che pesa di più. Secondo la ricerca accademica, oltre il 90% della variabilità dei rendimenti dipende da come ripartisci tra le asset class, non da quali singoli strumenti scegli. Fissa le percentuali e scrivile da qualche parte. Quel foglio ti servirà il giorno in cui i mercati perderanno il 30% e ogni fibra del tuo corpo vorrà vendere.

Seleziona gli ETF: da 2 a 5 strumenti bastano

Non riempire il portafoglio di 15 ETF. Due è il minimo: un azionario globale più un obbligazionario. Cinque è il massimo ragionevole: sviluppato, emergenti, governativo, corporate, oro. Ogni ETF in più complica il ribilanciamento senza aggiungere diversificazione che conti.

PAC o investimento in un’unica soluzione: cosa conviene

Due terzi delle volte, investire tutto subito batte il piano di accumulo. I mercati tendono a salire: prima metti i soldi al lavoro, prima rendono.

Il PAC ha però un vantaggio pratico: spalma il rischio di entrare nel momento peggiore e ti obbliga a investire con continuità. Se non hai un grosso capitale da parte, un PAC da 100-300 euro al mese su un ETF MSCI World è il modo più ragionevole per cominciare. Parecchi broker online li offrono senza commissioni.

Abbiamo realizzato anche un video su come costruire un PAC passo dopo passo:

Come costruire un PAC in pochi passi

Il ribilanciamento: quando e come farlo

Perché il portafoglio si sbilancia nel tempo

Parti con 80% azioni e 20% obbligazioni. Un anno dopo, con l’azionario in forte rialzo, ti ritrovi a 88% azioni e 12% obbligazioni. Il portafoglio è più aggressivo di quanto volevi. Il ribilanciamento corregge lo scostamento: vendi un po’ di azionario e compri obbligazionario.

Ribilanciamento Portafoglio

Ribilanciamento a calendario vs ribilanciamento a soglia

Due strade. Ribilanciare a date fisse, ogni sei mesi o ogni anno, oppure quando una classe si discosta dalla quota target di più del 5%. Il secondo metodo è un po’ più efficiente. Il primo è più comodo da seguire. La differenza reale tra i due è piccola: conta avere un metodo e applicarlo.

Un esempio pratico: portafoglio 80/20 dopo un anno di rialzo azionario

Portafoglio di partenza: 80.000 euro in azionario, 20.000 in obbligazionario. Totale: 100.000 euro. Un anno dopo: l’azionario guadagna il 15% (92.000), l’obbligazionario il 3% (20.600).

Totale: 112.600 euro. L’allocazione si è spostata a 81,7% azioni e 18,3% obbligazioni. Per tornare a 80/20 basta vendere 1.920 euro di azionario e girarli nell’obbligazionario.

Approfondimento Come ribilanciare un portafoglio Leggi l'approfondimento →

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Paura e avidità: le trappole psicologiche del buy and hold

Vendere nel panico: il costo reale di uscire durante un crollo

Marzo 2020: i mercati perdono il 33% in poche settimane per il COVID. Chi ha venduto nel panico ha fissato la perdita a quel livello. Chi non ha toccato niente ha visto il portafoglio tornare ai valori pre-crisi entro agosto 2020, cinque mesi dopo. Nel 2008 ci sono voluti 4 anni per recuperare, ma poi è partito il rialzo più lungo della storia moderna dei mercati.

Inseguire i trend: perché comprare ai massimi è la norma

Quando un settore sale da mesi, la voglia di salire a bordo è forte. Ma la parte grossa del rialzo, di solito, è già passata. Il comportamento tipico del piccolo investitore è comprare dopo le salite e vendere dopo le discese.

L’opposto di ciò che funziona. Il buy and hold taglia il problema alla radice: non prendi decisioni di timing.

Come mantenere la disciplina: regole scritte e automatizzazione

Per non cedere alle emozioni, servono regole stabilite a mente fredda. Scrivi tutto prima di cominciare: allocazione target, cadenza di ribilanciamento, quando investire nuova liquidità. Metti il PAC in addebito automatico. Non guardare il portafoglio più di una volta al mese. Quando il mercato va giù, riapri quel foglio. Lo hai scritto quando eri lucido. I dati storici ti confermano che restare investiti è la scelta corretta.


Crisi


Calo massimo MSCI World


Tempo di recupero


Rend. 5 anni dopo


Bolla dot-com (2000-02)


-47%


~5 anni (2007)


+56% cumulato


Crisi finanziaria (2008-09)


-54%


~4 anni (2013)


+95% cumulato


COVID-19 (2020)


-33%


~5 mesi


+72% cumulato


Inflazione/tassi (2022)


-18%


~1 anno (2023)


In corso (~+30%)

MSCI, dati in USD total return. Rendimenti arrotondati.

Fiscalità degli ETF in Italia: cosa sapere per il buy and hold

Tassazione delle plusvalenze: aliquota del 26%

In Italia le plusvalenze sugli ETF si tassano al 26%. Sulla parte investita in titoli di Stato l’aliquota scende al 12,50%. La tassazione parte solo quando vendi con un guadagno: finché tieni l’ETF non paghi nulla. Il buy and hold sfrutta questo meccanismo di default: differisci il prelievo e lasci tutto il capitale al lavoro.

Minusvalenze e compensazione: il limite degli ETF armonizzati

Gli ETF UCITS generano “redditi diversi” sulle plusvalenze e “redditi di capitale” sui dividendi distribuiti. Le minus da ETF non si compensano con i redditi di capitale di altri ETF: puoi usarle solo contro redditi diversi (plus da azioni singole, certificati, ETC). Nel buy and hold vendi poco, quindi il problema si presenta di rado. Però è bene saperlo.

ETF ad accumulazione vs distribuzione: impatto fiscale

Con un ETF a distribuzione, ogni dividendo viene tassato al 26% quando lo incassi. Con uno ad accumulazione, i dividendi restano nel fondo e non scatta alcuna tassazione fino alla vendita. Su 20-30 anni l’accumulazione pesa: l’intero importo dei dividendi continua a comporre senza tagli intermedi.

Domande frequenti sulla strategia buy and hold con ETF

Quanto tempo devo tenere gli ETF in un portafoglio buy and hold?

L’orizzonte minimo consigliato è 10 anni. I risultati migliori si vedono su 15-20 anni e oltre. Su periodi più corti la volatilità può generare perdite temporanee anche pesanti.

Posso fare buy and hold con un solo ETF?

Sì. Un ETF sull’MSCI World o sul FTSE All-World copre oltre 1.500 titoli globali. Le obbligazioni riducono le oscillazioni ma non servono per forza se il tuo orizzonte è lungo.

Serve un PAC o posso investire tutto subito?

L’investimento in un’unica soluzione batte il PAC circa due volte su tre. Il PAC attenua il rischio di entrare nel momento peggiore ed è la via naturale per chi investe a rate mensili.

Considerazioni finali

Il buy and hold non ha niente di spettacolare. Non promette guadagni rapidi, non insegue il titolo del momento e non ti chiede di passare ore davanti allo schermo. È lento. È metodico. Qualcuno direbbe noioso. Ed è proprio per questo che funziona.

Chi ha messo i soldi in un indice azionario globale e li ha lasciati lì per 15 o 20 anni ha ottenuto rendimenti positivi nella quasi totalità dei casi, anche passando attraverso crisi finanziarie, una pandemia e un’ondata inflazionistica. L’MSCI World ha reso il 9,21% annuo tra il 1970 e il 2020; l’S&P 500, il 10,4% nell’ultimo secolo.

Con un TER dello 0,20%, gli ETF hanno reso questa strategia alla portata di tutti. Su 30 anni la differenza di commissioni tra un ETF e un fondo attivo vale decine di migliaia di euro. Non è un’ipotesi: è aritmetica pura.

L’ostacolo vero non è il mercato, è la testa. La paura durante i ribassi, l’impazienza durante i rialzi, il prurito di “fare qualcosa” quando la mossa giusta sarebbe stare fermi. Per questo serve un piano deciso prima di cominciare, percentuali chiare e la disciplina di ribilanciare una o due volte l’anno ignorando il rumore di fondo.

Se stai muovendo i primi passi negli investimenti e cerchi un approccio che funzioni nel lungo periodo senza richiedere competenze da analista, il buy and hold con gli ETF è la scelta che ha più senso. Un PAC da 100 euro al mese su un MSCI World è sufficiente per partire. Un lazy portfolio con 2-4 ETF ti dà tutto quello che serve.

Serve tempo. E la determinazione di investire con costanza.

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Domenico Sacchi

Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute da oltre 15 anni.

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