Buste paga: cambiano le modalità di pagamento

In arrivo nuove modalità di pagamento delle buste paga, introdotte dal disegno di legge c1041 che ne dispone il versamento diretto sul conto corrente bancario o sul conto postale. Il nuovo DDL sarà all’esame della commissione lavoro della Camera questa settimana.

Con tale provvedimento si voglio tutelare i lavoratori dipendenti che, sotto il ricatto del licenziamento, vedono corrispondersi dal datore una retribuzione inferiore ai minimi fissati dai contratti collettivi e facendo firmare una busta paga che apparentemente risulti essere regolare.

Le novità del DDL “disposizioni in materia di modalità di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori”

Sommario

Buste paga: a scelta del lavoratore in banca o in posta

Il nuovo DDL si compone di 5 articoli, il primo prevede l’introduzione dell’accredito diretto, a scelta del lavoratore, dello stipendio o sul proprio conto corrente bancario o sul proprio conto postale. Il dipendente potrà inoltre optare per l’emissione di un assegno consegnato direttamente a lui (o ad un delegato in caso di impedimento), oppure per il pagamento in contanti presso uno degli sportelli appena citati. La firma della busta paga non costituirà più prova dell’avvenuto pagamento.

Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro, al momento dell’assunzione, avrà l’obbligo di comunicare al centro per l’impiego di competenza gli estremi dell’ufficio postale o dell’istituto bancario, sul quale verrà accreditata la busta paga.

Il pagamento potrà essere annullato, tramite l’invio della copia della lettera di licenziamento o dimissioni del lavoratore, agli istituti suddetti.

Convenzione

Entro tre mesi dall’entrata in vigore, verrà stipulata una convenzione tra il Governo e l’Associazione bancaria italiana e la società Poste Italiane Spa, che individua gli strumenti bancari/postali idonei per permettere ai datori di lavoro si effettuare il pagamento dello stipendio ai propri dipendenti.

Esclusioni

Il nuovo Disegno di Legge esclude tutti i datori di lavoro che non sono titolari di Partita Iva, oltre ai rapporti di lavoro di tipo domestico e familiare e dai piccoli condomini (per esempio pulizie scale).

Sanzioni

I datori di lavoro che non ottemperano agli obblighi, saranno soggetti a pesanti sanzioni che possono variare dai 5mila ai 50 mila euro.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY