Buono asilo nido: come funziona e come richiederlo?

buono asilo nido

Nuovi benefici per chi ha figli, in particolari bimbi che vanno al nido, quindi per le famiglie con figli fino a 3 anni di età: in arrivo infatti il buono asilo nido, ossia 150 euro al mese più delle tariffe agevolate. Il decreto si chiama 0-6 e fa riferimento a tutti i dipendenti pubblici e privati. Le nuove misure a favore delle famiglie dovranno costituire un contributo al pagamento delle rette mensili degli asili nido, incentivando l’occupazione femminile.

Come dovrebbe funzionare il Buono asilo nido?

Anche in questo caso tornerà a farsi sentire una parola sempre più di moda in questo ultimo periodo “voucher” il cui massimo valore sarà come già annunciato di 150 euro e verrà erogato da parte dei datori di lavoro completamente esentasse, sia per i lavoratori che per i datori stessi, questo diciamo “per non fare un torto a nessuno” e conciliare con maggior cura la relazione tra lavoro e famiglia ed in particolare con le donne. Il Buono asilo nido potrà essere utilizzato sia nelle strutture comunali che in quelle private convenzionate che ricevono finanziamenti pubblici. buono asilo nido

Questa però, non è l’unica agevolazione che deriverà dal decreto, ma ce ne saranno anche delle altre, come l’autorizzazione per gli enti locali a praticare tariffe agevolate per asili nido e scuole d’infanzia in base al reddito Isee della famiglia, fino ad arrivare alla completa esenzione dal pagamento della retta. Saranno inoltre fissate delle soglie massime per le quote dovute dalle famiglie per le rette a favore di strutture pubbliche o convenzionate.

Qual è la differenza tra i voucher baby sitter e i nido?

Il nuovo buono asilo nido si differenzia e non sono compatibili con i voucher baby sitter e nido istituiti con l’ultima legge di Stabilità in quanto quest’ultimi sono intesi come alternativa al periodo di congedo parentale. I voucher baby sitter sono diversi infatti: sono dei buoni da 600 euro al mese che vengono erogati per i primi sei mesi di vita del bambino (tre mesi per le lavoratrici autonome) nel nel caso in cui la madre rinunci al previsto periodo di congedo parentale. I voucher asilo nido, invece, sono erogati direttamente dall’Inps alla struttura prescelta per l’affidamento del bambino. Le lavoratrici part-time invece, potranno fruire del contributo in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa. Anche in questo caso il contributo concesso per il pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro

Come effettuare la domanda per i Buoni asilo nido?

La domanda per l’erogazione dei Buoni asilo nido va presentata sul sito web dell’INPS tramite l’apposito portale istituzionale e accedendo tramite il proprio PIN, reperibile al patronato.

In sede di domanda la lavoratrice richiedente deve:

  1. indicare a quale dei due benefici intende accedere, ed in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, indicare la struttura per l’infanzia (pubblica o privata accreditata) nella quale la lavoratrice stessa ha effettuato l’iscrizione del minore;
  2. indicare il periodo di fruizione del beneficio, specificando il numero di mesi;
  3. dichiarare la rinuncia alla fruizione del corrispondente numero di mesi di congedo parentale;
  4. dichiarare di aver presentato dichiarazione ISEE valida.

Sarà poi l’Istituto stesso a pensare ad avvisare il datore di lavoro della lavoratrice della proporzionale riduzione del periodo di congedo parentale conseguente alla concessione del beneficio.

La rinuncia del beneficio può essere effettuata dal giorno successivo all’accoglimento della domanda esclusivamente in via telematica sul sito web dell’Istituto (www.inps.it). In caso la rinuncia avvenga in un periodo successivo all’appropriazione telematica dei voucher, i voucher non ancora fruiti dovranno essere restituiti.

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