Buoni-pasto elettronici defiscalizzati

Al rientro dalle ferie, molti italiani troveranno ad attenderli una sorpresa. È infatti entrata da poco in vigore la normativa che prevede le detassazione dei ticket elettronici e che porterà ad un graduale addio alla spesa cumulativa con i buoni pasto. Vediamo cosa cambia e cosa comporta per i lavoratori.

La nuova legge stabilisce che, per approfittare della defiscalizzazione fino a 7 euro (dai 5,29 euro attuali, cifra ancora in vigore per i buoni cartacei tradizionali), il ticket debba essere elettronico e che debba essere usato in maniera non cumulabile solo nelle giornate lavorative, o festive per coloro che sono di turno. Concretamente, non cambia nulla rispetto alla normativa precedente visto che anche nei buoni cartacei c’è scritto: “Non sono cedibili, commercializzabili, cumulabili o convertibili in denaro“. Ma ora i controlli, proprio perché telematici e meglio tracciabili, potranno essere molto più semplici e veloci.
I ticket elettronici – al momento coprono solo il 15% del totale dei buoni pasto e vengono accettati solo da un quarto degli esercizi commerciali – verranno caricati su una tessera analoga ad una carta di credito e potranno essere utilizzati solo uno alla volta. Decadrà quindi la possibilità (già illegale) di cumulare tutti i buoni della settimana e fare la spesa in una volta sola.
I negozi e i supermercati saranno costretti a rifiutare buoni pasto maggiori di 7 euro al giorno (la cifra eccedente dovrà essere versata in contanti) e rilasceranno uno speciale scontrino con l’indicazione del saldo aggiornato dei ticket rimanenti.

Abbiamo accennato al fatto che i ticket vantano l’esenzione fiscale e contributiva. Il Testo Unico spiega infatti che i buoni pasto non vengono tassati in quanto non costituiscono un reddito, ma sostituiscono esclusivamente la mensa messa a disposizione dal datore di lavoro. Collegandoci proprio alla figura del datore di lavoro chiudiamo sottolineando un altro aspetto. Visto che le imprese non otterranno nessun vantaggio fiscale per la quota eccedente è molto probabile che verranno abbassati i valori dei buoni pasto superiori ai 7 euro. Con un nuovo svantaggio per il lavoratore.