Buoni Pasto 2017: ecco cosa cambierà dal 10 settembre 2017

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 122/2017 pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico che introduce novità rilevanti in materia di Buoni Pasto 2017.

Il Regolamento reca le disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa (Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 7 giugno 2017 n. 122 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 agosto 2017, n. 186).

Tra le novità introdotte dal Decreto Ministeriale che entreranno in vigore dal 10 settembre 2017, vi è la possibilità di utilizzare i Buoni Pasto anche negli agriturismi, negli ittiturismi, nei mercatini e negli spacci industriali.

Il decreto elenca gli esercizi presso i quali può essere erogato il servizio sostitutivo di mensa e precisa che i buoni pasto devono essere utilizzati solamente dal titolare e non possono essere ceduti a terzi soggetti né essere cumulati oltre il limite di otto buoni.

Si tratta di un Decreto Ministeriale costituito da 7 articoli, la cui entrata in vigore decorre dopo 30 giorni dalla pubblicazione dello stesso sulla Gazzetta Ufficiale.

Vediamo meglio in questa guida di cosa si tratta e quali sono le novità più rilevanti in materia di servizio sostitutivo di mensa o di Buoni Pasto 2017.

Caratteristiche Buoni Pasto 2017: il Decreto Ministeriale n.122

Come disciplinato nel Decreto Ministeriale 122/2017, il buono pasto è uno strumento che consente al lavoratore dipendente di ricevere dal datore di lavoro un servizio sostitutivo di mensa.

Il Buono pasto dà diritto al lavoratore di rivolgersi presso un qualsiasi “esercizio convenzionato di provare documentalmente l’avvenuta prestazione nei confronti delle società di emissione”, come sancito dall’articolo 4 del D.M.

I Buoni pasto possono essere utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato assunti con contratto di lavoro a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario di lavoro non preveda alcuna pausa pranzo e anche dai soggetti che abbiano instaurato con il cliente/committente un rapporto di collaborazione.

I Buoni pasto non sono commercializzabili o convertibili in denaro e sono utilizzabili esclusivamente per l’intero valore riportato sullo stesso.

Tipologie di Buoni Pasto: forma cartacea e/o elettronica

I Buoni pasto possono essere erogati e fruibili sia in forma cartacea che in quella elettronica; quelli cartacei devono riportare, come richiamato dall’articolo 4 del D.M. sopra richiamato le seguenti informazioni:

a) il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro;

b) la ragione sociale e il codice fiscale della società di emissione;

c) il valore facciale espresso in valuta corrente;

d) il termine temporale di utilizzo;

e) uno spazio riservato alla apposizione della data di utilizzo, della firma del titolare e del timbro dell’esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato;

f) la dicitura «Il buono pasto non è cedibile, Né cumulabile oltre il limite di otto buoni, Né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare.

Per quanto concerne i Buoni pasto erogati in forma elettronica:

a) le indicazioni di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 2 sono associate elettronicamente ai medesimi in fase di memorizzazione sul relativo carnet elettronico;

b) la data di utilizzo del buono pasto e i dati identificativi dell’esercizio convenzionato presso il quale il medesimo è utilizzato di cui alla lettera e) del comma 2, sono associati elettronicamente al buono pasto in fase di utilizzo;

c) l’obbligo di firma del titolare del buono pasto è assolto associando, nei dati del buono pasto memorizzati sul relativo supporto informatico, un numero o un codice identificativo riconducibile al titolare stesso;

d) la dicitura di cui alla lettera f) del comma 2 è riportata elettronicamente.

Le società che emettono i buoni pasto in formato elettronico sono tenute ad adottare tutte le misure antifalsificazione e volte ad assicurare la tracciabilità del buono pasto.

Esercizi che devono accettare i Buoni pasto

Per quanto concerne gli esercizi presso i quali è data la possibilità al titolare del Buono pasto (sia in formato cartaceo che in formato elettronico) di utilizzare lo stesso, l’articolo 2 del D.M. prevede che lo stesso possa essere fruito presso la seguente lista di esercizi:

  • la somministrazione di alimenti e bevande,
  • l’attività di mensa aziendale ed interaziendale,
  • la vendita al dettaglio dei prodotti alimentari,
  • la vendita al dettaglio nei locali di produzione e nei locali attigui dei prodotti alimentari,
  • la vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi svolta dagli imprenditori agricoli, dai coltivatori diretti e dalle società semplici esercenti l’attività agricola,
  • nell’ambito dell’attività di agriturismo,
  • nell’ambito dell’attività di ittiturismo,
  • la vendita al dettaglio dei prodotti alimentari nei locali adiacenti a quelli di produzione nel caso di soggetti esercenti l’attività di produzione industriale.
  • Interessante novità è quella che riguarda gli agriturismi: l’intento del Legislatore è quello di maggiore rilevanza ai prodotti bio e a quelli provenienti da sistemi di filiera “corta” e dagli addetti dell’agricoltura sociale, nel rispetto della green economy.
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