BTp sotto il 2%: rendimento mai così basso nel 2019

Ancora una volta lo sguardo si volge verso il settore economico Italiano e nello specifico verso i rendimenti offerti dai BTP. Questa volta torniamo a parlare di essi in quanto, in tutto il 2019, mai prima d’ora si era registrato un record positivo del BTP a 10 anni, al di sotto del 2%. A ben vedere questo dato non si registrava dal 15 maggio 2018. Sicuramente questo atteggiamento lo si deve anche alla distensione derivante dallo spread BTp-Bund.

In pratica, con il mese di Luglio 2019 ha preso il via con un record per il BTp a 10 anni. Essi infatti hanno raggiunto un rendimento bassissimo, appena sotto il 2% (1,997%). Questo dato come analizzeremo in seguito, è il più basso dal 15 maggio 2018.

Nel mese passato (Giugno 2019), per merito delle parole del Presidente della BCE, Mario Draghi, il rendimento dei BTP hanno goduto di un effettivo deprezzamento pari al 25,06%. Allo stesso tempo, abbiamo assistito ai corsi del future decennale italiano che si attestava a 135,09 euro. Anche in questo  essi si sono attestati intorno ai massimi dal 16 maggio dello scorso anno.

Spread BTp-Bund ai minimi da oltre 9 mesi

Si devono registrare poi anche i forti segnali di distensione da parte dello spread BTp-Bund a 10 anni. Infatti, il differenziale tra BTP Italiani ei Bund Tedeschi, si attesta a 232,1413 punti base. Anche in questo caso, stiamo parlando del livello più basso dal 18 settembre 2018.

Dal mese passato fino ad oggi, abbiamo invece assistito ad una flessione dello spread tra BTp e Bund che è sceso del 19,13%.

Molto importante per i rendimenti BTP Italia è anche la procedura d’inflazione che al momento sembra essere scongiurata. Infatti, sulla base di quanto affermano alcune fonti europee, la stessa Commissione non provvederà ad aprire nessuna decisione inerente all’avvio della procedura di infrazione contro l’Italia.

Questa è una notizia più che positiva per i consumatori italiani, i quali devono questo anche al nuovo meeting del Consiglio Ue sulle nomine dei vertici comunitari.

Rendimento BTp ai minimi da 12 mesi: perché?

A questo punto non ci resta che comprendere perché i rendimenti del BTp a 10 anni hanno raggiunto un questo nuovo minimo. Tale non si registrava da ben 12 mesi addietro. Oggi si attestano come abbiamo detto in precedenza a 1,89%. Anche lo spread fa registrare una rapida discesa. Il tutto avviene nonostante in Italia si registra una forte incertezza politica. Uno dei timori più grandi, che si avverte oggi in Italia è che gli investitori sono sconvolti dalla procedura d’infrazione per debito eccessivo.

Infatti, se questo si venisse a verificare (anche se al momento sembra scongiurata tale ipotesi), il procedimento stesso porterebbe l’Italia a rischiare una multa salata con il conseguenziale congelamento dei fondi strutturali e la fine dei prestiti da parte della Banca centrale europea.

A cosa è dovuta la discesa dei rendimenti?

Uno dei motivi per il quale i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi, mentre al contrario la Borsa sale, lo si deve all’atteggiamento accomodante da parte della Banca Centrale Europea.

Infatti, il mesi di Giugno 2019 ha visto il Presidente della BCE, Mario Draghi, interessato a mettere sul tavolo una nuova possibilità di taglio legata ai tassi di interesse; si parla di un nuovo programma di Qantitative Easing. Questo vuol dire che la Banca Centrale Europea potrà ricominciare a comprare titoli di Stato sul mercato e allo stesso tempo stampare nuova moneta.

Vi è poi un altro fattore importante; la forte discesa degli yield dei bond governativi italiani rispetto quelli di altri Paesi del Vecchio continente. Questo processo lo si deve attribuire all’alto rendimento che questi offrono.

Da quanto detto fino a questo momento, possiamo notare come i BTP Italia a 10 anni è del l’1,89%; allo stesso tempo, quelli dell’OAT francese, si attestano a -0,053%, quello dei Bund tedeschi si attestano allo -0,364% e i Bonos spagnolo si attestano allo 0,312%.

Analizzando infine, quello che è successo negli ultimi giorni, possiamo attribuire il calo dei rendimenti al ritorno verso la calma dei mercati, i quali sono tornati calmi a seguito di una scongiura d’inflazione. Infatti, nelle scorse settimane, i bond a 2 anni sono arrivati a rendere fino all’1,50%. Invece, nel resto dell’Eurozona, venivano offerti rendimenti sottozero. Oggi invece essi si mostrano molto più remunerativi nel tratto a medio e breve termine.

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