BTP Italia, perchè piacciono

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I Btp Italia stanno registrando un enorme successo di pubblico. La quarta tranche, emessa dal 15 al 17 aprile, ha collocato 17 miliardi ed è stata persino chiusa in anticipo, vista la velocità con il quale è stata “divorata” dagli investitori.

Il Ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, principale sostenitore dell’iniziativa, ha commentato il positivo esito dei Btp Italia e lo ha legato all’operato del Governo Monti : “Abbiamo convinto i mercati sul nostro rigore e sulla nostra responsabilità dal punto di vista delle entrate finanziarie”.

Ma perché i Btp piacciono così tanto? Ci sono parecchi motivi.

Partendo da quello meno decisivo, ma comunque influente, si può dire che i Btp Italia incontrino un certo favore in virtù della loro “coloritura patriottica”. I Btp Italia, infatti, sono stati presentati come lo strumento migliore che hanno gli Italiani di salvare se stessi e la Nazione dalla bancarotta. C’è una crisi del debito? Gli investitori disdegnano i Titoli del tesoro e se non lo fanno, è a costo di interessi da usure? Tocca dunque ai cittadini a contribuire all’approvvigionamento delle casse dello Stato. Una versione meno drammatica di quanto accadde sotto il regime fascista, che chiese al popolo di consegnare le fedi.

I Btp piaccono, però, soprattutto perché convengono. Convengono perché sono indicizzati all’inflazione. Il Tesoro ha stabilito un interesse del 2,25% lordo, ma indicizzato all’inflazione. Questo vuol dire che se, per assurdo, l’inflazione si attesta su valori vicini allo zero, il rendimento sarà del 2,25%. Se l’inflazione si attesta sui valori di questi ultimi mesi, ossia intorno all’1,6%, il rendimento sarà del 3,9. Inoltre, è previsto anche un premio fedeltà per chi tiene “in pancia” fino alla fine il Titolo: se l’investitore non vende il Btp entro quattro anni avrà diritto a un +0,4% sul rendimento. Insomma, si tratta un investimento sicuro (a meno di catastrofi) e moderatamente redditizio. Lo Stato con i Btp Italia prende così due piccioni con una fava: da un lato si garantisce un raffreddamento della spesa per interessi (una cosa è il 2,25% un’altra è il 7,34% raggiunto durante il periodo di maggiore crisi); dall’altro lato “interiorizza” il debito svincolandosi dalle dinamiche che si vengono a creare quando si è debitori di paesi esteri.

Oltre ai Btp Italia, però, ci sono alcuni strumenti finanziari molto redditizi su cui investire. Tra questi spiccano i Bfp, i Buoni Fruttiferi Postali. Anch’essi garantiti dallo Stato, offrono un rendimento lordo fino al 7%. Anche in questo caso la sicurezza è la parola d’ordine visto che l’investitore può ritirare il denaro investito a ogni momenti, anche se solo al suo valore nominale. Inoltre, non vi è alcuni rischio di prezzo perché, a differenza dei titoli di Stato, i Bfp non sono suscettibili alle fluttuazioni del mercato.