BSkyB acquista Sky: nasce un nuovo colosso Europeo

Il gruppo britannico BSkyB ha affermato di aver acquistato da Fox le pay Tv Sky Italia (Italia) e Sky Deutschland (Germania) al prezzo di 6,2 miliardi di euro: una operazione societaria piuttosto importante nel panorama televisivo europeo e, soprattutto, tutta interna alla galassia Murdoch (che detiene la maggioranza di BSkyB, e il controllo di Fox).

In termini meramente giuridici, la BSkyB entra ora in possesso del 100% di Sky Italia e del 57,4% di Sky Deutschland, con le attività italiane che vengono valutate circa 3 miliardi di euro, in apporto a una ricca platea di abbonati che – unitamente a quella dell’acquirente e alla controparte tedesca – tocca quota 20 milioni di unità. Finanziariamente, la transazione è stata sostenuta in parte dalla liquidità, in parte dall’esposizione debitoria, e in parte dallo scambio di titoli azionari (per circa un decimo del capitale sociale).

Ancora, Fox si sarebbe impegnata a mantenere la propria quota del 39,14% di BSkyB, ottenendo altresì 2,5 miliardi di euro circa per la cessione delle attività di Sky Italia, e una quota del 21% del National Geographic Channel, valutata in 480 milioni di euro. Per acquisire Sky Deutschland, invece, BSkyB ha pagato 3,6 miliardi di euro.

Superati gli aspetti giuridici e finanziari, passiamo a quelli commerciali e industriali. BSkyB attende che l’operazione porti in dote circa 250 milioni di euro di risparmi conseguenti alle sinergie create, con benefici molto significativi proprio sul mercato italiano. Per i clienti – promettono gli analisti – la transazione dovrebbe riservare qualche gradevole sorpresa: verrà infatti accresciuta la possibilità di poter acquisire nuovi diritti televisivi sui programmi, sebbene nulla sia stato finora detto su uno dei temi più caldi: la gestione dei diritti sportivi e, in particolar modo, parte di quelli calcistici che dalla successiva stagione sportiva termineranno in via esclusiva in casa Mediaset.

L’annuncio dell’acquisto di Sky Italia da parte di BSkyB è stato altresì accompagnato dalla pubblicazione dei risultati di bilancio di esercizio, conclusosi il 30 giugno 2014. Il gruppo britannico dichiara ricavi per 7,6 miliardi di sterline, in incremento del 6,5% rispetto all’anno precedente. Il margine operativo lordo scende invece dell’1,5% a 1,667 miliardi di sterline, mentre l’utile operativo retrocede del 5,3% a 1,26 miliardi. L’utile per azione “adjusted” è pari a 60 pence, con un 7% di crescita nei dividendi (ora pari a 32 pence per azione).