Broker Forex: Guida alla scelta

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Quando ci si avvicina al Forex, la scelta del broker è un’attività propedeutica. E’ infatti impossibile investire senza una piattaforma che funga da intermediario. Non solo, la scelta del broker è anche un’azione essenziale: il successo di un trader è determinato, in ultima analisi, anche e soprattutto dalle qualità del broker. Se avete scelto un broker pessimo, difficilmente riuscirete a guadagnare come vorreste (o come dovreste).

La domanda che tutti i trader si pongono, specie quelli alle prime armi, è: come faccio a scegliere un buon broker? La risposta consiste nell’analisi dell’offerta attraverso la verifica di alcuni criteri. Il possesso di questi ultimi fa di un broker,  in ultima analisi, un buon broker.

Il criterio principale è rappresentato dalla licenza. Un broker che non può fregiarsi di una licenza è un broker da cui stare alla larga. Un broker che è in possesso di una licenza scadente è un broker che, prima di essere scelto, deve essere oggetto di una valutazione ancora più attenta. Esiste un numero altissimo di licenze e di enti in grado di rilasciarle. L’ente più famoso e capace di rappresentare una sorta di bollino qualità è la Cysec, di Cipro (nazione che per motivi fiscali è la sede di molti broker). In Italia è molto presente la Consob, ma molti broker posseggono una doppia licenza (la Cysec e una nazionale).

Il secondo criterio che un broker deve avere è uno spread adeguato alle esigenze del trader. Per spread si intende la differenza tra il valore di acquisto e il valore di vendita di una certa valuta. E’proprio a partire da questa differenza (uno dei significati di spread è proprio differenza) che si forma il guadagno dei broker – e dunque non sulle commissioni. Ovviamente, più alto è il guadagno dell’intermediario, più basso è il guadagno per l’investitore. Lo spread si misura in pip, che può essere definito come il decimale più piccolo nel valore di cambio (es, nell’EUR/USD un pip vale 0,001).

Un terzo criterio può essere la leva. Per leva (finanziaria) si intende quello strumento che permette all’investitore di impegnare un capitale di molte volte più piccolo rispetto al potenziale guadagno. Il rapporto può essere anche di parecchie centinaia, ma una leva eccessiva può essere sinonimo di poca serietà (da parte del broker). In genere, è considerata adeguata una leva di 100, 150.

Molto importante è anche l’offerta di strumenti analitici che un broker può vantare. Gli strumenti sono essenziali perché rappresentano una sorta di materia prima per il trader che, così, può redigere le sue strategie con cognizione di causa. Gli strumenti più utili sono quelli dell’analisi tecnica, i grafici in tempo reale ma anche i servizi di notizie ben aggiornati.

Da tenere d’occhio, infine, anche la questione dei bonus. Molto spesso, i broker offrono dei “regalini” ai nuovi utenti. E’ una consuetudine ormai acquisita. Generalmente, i bonus si riducono a un capitale omaggio, che però può essere utilizzato solo in certe occasioni (ad esempio se il deposito iniziale è consistente). Il consiglio è quello di diffidare dai bonus troppo generosi: spesso non lo sono affatto (ed è solo un’illusione) o sono indice di scarsa qualità del servizio.