Brexit: Theresa May conferma l’uscita netta dalla UE

Lo scorso martedì il Primo Ministro britannico, Theresa May, ha confermato che l’uscita dall’Unione Europea sarà netta. Stando a tali direttive verrà a mancare la libera circolazione delle merci, dei capitali, dei sevizi e ovviamente delle persone, addio dunque alle speranze che da mesi davano quasi per certa una Brexit “soft”.

Dopo sette mesi dal Referendum, l’atteso discorso del Primo Ministro è finalmente arrivato, tuttavia non ha dato risposta a tutte le domande che ruotano attorno alla Brexit. I 12 punti delineati da Theresa May, ma soprattutto la modalità con la quale verranno messi in pratica, non è ancora chiara, si attende l’attivazione dell’Articolo 50 del Trattato di Lisbona con il quale si darà inizio ai negoziati con Bruxelles.

Il taglio netto del Governo di Londra con l’Unione Europea, lo pone allo stesso livello degli Stati Uniti, ovvero come paese terzo, se non si troveranno accordi per il libero scambio il commercio tra Ue e Regno Unito sarà regolato sulla base dei trattati Wto.

Brexit: fisco e commercio

Solo i futuri accordi commerciali permetteranno di capire quali costi effettivi le imprese dovranno affrontare, soprattutto nei settori legati alla manifattura (origine delle merci) ed alla finanza (passaporto). Per quanto riguarda l’Italia, i rapporti con il Regno Unito sono perlopiù commerciali pertanto le merci potranno avere una maggiorazione dei costi, siano esso legato ai dazi o alle procedure amministrative.

In attesa di conferme e maggiori chiarimenti legati alla Brexit, anche le imprese e banche stanno valutando diversi piani per la possibile uscita dal territorio britannico o ad una modifica nel modello organizzativo.

Responsabilità: Tutti gli autori, i collaboratori e i redattori degli articoli pubblicati su webeconomia.it esprimono opinioni personali. Tutte le assunzioni e le conclusioni fatte nei post ed ulteriori analisi di approfondimenti sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime, indici) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e/o raccomandazioni all'investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di investimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali.

LEAVE A REPLY