Brexit: sterlina in calo del 18%

La sterlina non accenna a fermare la sua discesa dal giorno in cui, il popolo britannico, ha deciso tramite referendum, di uscire dal’Unione Europea. Nella giornata di ieri il cambio tra dollaro e sterlina ha subito un ribasso toccando quota 1,23, con un calo quindi dell’oltre 18%. Il negoziato tra Bruxelles ed il Premier Conservatore Theresa May, la quale ha comunicato di non voler rinunciare ai controlli sull’immigrazione in cambio del mantenimento delle stesse relazioni commerciali, ottenendo in questo modo la dura risposta della Cancelliera Merkel e del Presidente Hollande, ha influito negativamente sulla salute della sterlina.

Brexit: le conseguenze dell’uscita dal mercato comune

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Quali sarebbero le conseguenze per il Governo di Londra, se la Brexit riguardasse anche l’uscita dal mercato comune? A questa domanda ha provato a rispondere il Times con uno studio sul Tesoro Britannico. Gli scambi commerciali grazie al mercato comunitario, rappresentano attualmente il 44% dell’economia inglese, nel caso in cui non venissero mantenute le relazioni commerciali attuali, il Regno Unito accuserebbe una perdita potenziale di 66 miliardi di sterline (circa 73 miliardi di euro).

Confindustria Britannica in allarme

A seguito di questo scenario catastrofico per l’economia inglese, la Confindustria Britannica ha scritto una lettera al Premier May nella quale ha chiesto di mantenere l’accesso al mercato comune, salvaguardando in questo modo il benessere economico del paese. A questo punto Theresa May dovrà scegliere tra una “soft Brexit” ed una “hard Brexit”, nel primo caso il Governo di Londra manterrebbe l’accesso al mercato comune ma non avrebbe il totale recupero della sovranità nazionale, nel secondo caso invece, il Regno Unito riotterrebbe il totale controllo del territorio ma non avrebbe un accordo commerciale privilegiato con il resto dell’Europa

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