Bpm e Carige: idea di fusione e reazioni in borsa

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Nasce l’idea di fondere le banche Bpm e Carige e la borsa reagisce punendo la banca milanese e premiando quella genovese.

La banca Popolare di Milano infatti perde il 2,83% con il triplo di capitalizzazione della Carige che invece guadagna il 3,19%.

L’idea di fusione tra i due istituiti nasce in realtà dalla mancata fusione della banca milanese con la Bper (Banca Popolare Emilia Romagna), quando nel 2007 sembrava che ogni dettaglio fosse stato messo a punto.

Un’improvviso dietro-front del gruppo emiliano, dopo aver trovato per altro l’accordo su piano industriale ed organizzativo, ha messo in moto l’idea che la popolare di Milano potesse fondersi con Carige.

Le notizie

Sono alcuni quotidiani a diffondere le notizie su meeting tra le direzioni al fine di cercare punti in comune da unire in questa aggregazione, ma il CEO della Bpm sarebbe in contatto con il Banco e Ubi, altra soluzione che sembra però meno vantaggiosa di quella con Genova, dove ci sarebbero in ballo un premio conferito dai milanesi.

Carige viene assistita da Mediobanca e sta valutando le proposte mentre a Milano intrecciano altri contatti pur lasciando una porta aperta al piano originale, quello del matrimonio “emiliano”.

Il primo contatto Carige-Bpm è avvenuto la scorsa settimana tra i soli presidente Piero Giarda per i milanesi e l’azionista di riferimento Vittorio Malacalza, a cui poi è seguito un vertice più ampio.

Segnali dunque all’insegna dell’intesa tra e due banche che vogliono la trasformazione in SpA e potrebbero dunque proseguire sulla via delle trattative per una fusione forse in aprile.

La più attiva sembra comunque la Bpm, il cui CEO Giuseppe Castagna ha confermato ieri a Roma l’ampio raggio dei sondaggi della banca nel tentativo di trovare il partner ideale, trovando in Carige un consenso anche nei tempi, quelli attuali, favorevoli a fusioni tutte italiane in attesa di un prossimo futuro in cui gli stranieri potrebbero inserirsi.