Borse in attesa della BCE

FILES - A picture taken 28 June 2005 shows a giant Euro symbol, the currency of the EU, standing in front of Frankfurt's Eurotower, which houses the European Central Bank (ECB). German Finance Minister Peer Steinbrueck insisted 30 January 2007 that the independence of the European Central Bank was "sacrosanct" amid French calls for the ECB to be made more answerable to politicians. AFP PHOTO JOHN MACDOUGALL (Photo credit should read JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

 

Mattinata tiepida per le borse europee dove gli operatori sono in attesa della riunione di oggi a Malta della BCE. Gli investimenti sono molto fiacchi, e tutti in sostanza preferiscono attendere notizie dal meeting dove parlerà il governatore Draghi.

Poche dunque le notizie borsistiche, con spread e titoli tutti sostanzialmente stabili, anche perché gli investitori non credono a novità sulla politica monetaria della banca centrale me preferiscono averne comunque l’ufficialità mentre le ultime chiusure di Tolyo e New York non state negative.

Draghi e i mercati

I mercati attendono invece segnali della BCE per quel che riguarda l’impostazione da adottare sulla stagnazione e la debolezza asiatica. In particolare la BCE ancora non si è espressa sulla posizione della Federal Reserve e capire se la politica americana, attendista e di tassi ancora bassi, sia condivisa anche a Bruxelles.

Un segnale questo che aiuterebbe a capire anche il futuro dell’Europa monetaria, o tanto meno a prevedere alcuni andamenti. La Federal Reserve ha sostenuto un atteggiamento attendista in una visione globale di debolezza economica, più che domestica, mentre è da vedere se la BCE vorrà guardare solo in casa o la sua strategia sarà dettata più dalle preoccupazioni esterne che interne.

Le previsioni


Non attendendosi particolari novità da questo vertice gli analisti prevedono un mantenimento dell’attuale tasso europeo allo 0,005%, ma si aspettano comunque le decisioni di Draghi sul QE2 da 60 miliardi al mese.

Se il QE2 è in programma, lontano invece sembra il raggiungimento di quota 2% dell’inflazione, ancora molto bassa, a cui la BCE potrebbe dare uno stimolo aumentando gli acquisti di assets e immettere più moneta nel mercato.

Decisione su cui influisce molto il prezzo debole del greggio e delle altre materie prime che potrebbero annullare gli effetti del QE sull’inflazione. Ci si aspetta un rinvio sulle decisioni del QE alla fine dell’anno o all’inizio del prossimo, in attesa di sviluppi dei mercati.

Intanto l’euro si indebolisce leggermente, mentre Parigi e Londra aprono con un leggerissimo ribasso dello 0,1%. Stabile Milano.