Borse europee: Milano apre in calo con Eni negativa dopo dati trimestre

Un altro venerdì iniziato con il segno meno per le borse europee. Tutti sono in attesa dei dati del prodotto interno lordo statunitense del terzo trimestre, che verranno comunicati alle ore 14.30.

Qual è il timore più grande per le borse europee?

La paura che aleggia nei mercati è che le banche smettano di adottare politiche monetarie accomodanti e alzino i tassi di interesse. Un incremento sempre più probabile è quello che ci sarà a breve da parte della Federal Reserve, mentre per quanto riguarda la Bce, come è già stato più volte ribadito, dovremo e potremo aspettare almeno fino a marzo 2017. Il dato dunque più atteso è quello sul PIL statunitense, da cui ci si aspetta un incremento rispetto all’ultimo trimestre da +1,4% a +2,6%. Qualora dovesse verificarsi questa crescita, sarà molto più probabile anche l’incremento dei tassi americani. borse europee

Tra le borse europee a Milano brilla Mediobanca e crolla Eni

Tutto ruota attorno ai dati delle trimestrali e a Milano, quelli rilasciati da Mediobanca sono positivi, ma sono addirittura i migliori dal 2008. I dati portano il titolo ad un +0,94%.
Seduta invece negativa per quanto riguarda Eni. Usciti dati negativi, con chiusura del terzo trimestre in perdita di 484 milioni di euro. Sembra che questo sia stato causato dal fermo di Val d’Agri. Crolla in borsa anche Novo Nordisk, leader mondiale nella produzione di insulina, dopo le pressioni sui prezzi da parte degli USA.

Borse europee e cambi

Nell’ambito dei cambi, il dollaro continua a rafforzarsi nei confronti dell’euro e anche nei confronti dello yen, superando quota 105. Tuttavia, per avere una conferma certa di questo rafforzamento, come già anticipato, bisognerà attendere i dati delle 14.30 sul PIL statunitense.

Gli occhi rimangono anche puntati sul petrolio, visto che siamo alla vigilia del meeting Russia Opec che si terrà a Vienna. Il prezzo dell’oro nero è rimbalzato a ribasso sulla resistenza dei 50$. Le varie testate parlano di una discesa negativa, ma sostanzialmente il prezzo del greggio continua e molto probabilmente continuerà ad aggirarsi attorno a quella soglia almeno finché non si avranno gli esiti del vertice Opec che si terrà però il 30 novembre.