Borse Asiatiche in risalita grazie al rialzo del petrolio

Le Borse Asiatiche e del Pacifico hanno vissuto oggi una giornata positiva, arrivando a toccare i livelli massimi degli ultimi due mesi. Merito del recupero delle quotazioni petrolifere, delle parole dei leader del Dragone che scommettono sulla solidità dell’economia cinese e dei confortanti dati sul mercato del lavoro provenienti dagli Stati Uniti. Unica eccezione, la Borsa di Tokyo che dopo quattro sedute in crescita ha perso lo 0,61%.

I numeri in Asia

L’indice MSCI, che non include la piazza di Tokyo, cresce dello 0,3%. Shanghai ha guadagnato lo 0,81%, con l’indice cinese del mercato delle start up che è cresciuto del 2,5%, e Shenzhen ha fatto segnare un ottimo +2,03%. Seul rimane quasi stabile con un +0,11% ma ottiene un grande successo con il won, la divisa locale, che guadagna sul dollaro statunitense per la sesta volta consecutiva. Sidney registra un buon +1,04% (il livello massimo da due mesi), Singapore è in lieve calo, mentre Taiwan e Mumbai sono in rialzo. Hong Kong, nonostante l’ottima prova per quasi tutta la seduta, ha chiuso con un -0,08%.

La risalita del petrolio e le mosse cinesi

Le Borse Asiatiche hanno sicuramente beneficiato del recupero del greggio: il Wti è tornato sopra quota 36 dollari al barile, mentre il Brent ha guadagnato ben 75 centesimi arrivando a quota 39,42 dollari al barile. Rimbalzo non scontato oltretutto, dopo che sono stati toccati solo qualche giorno fa i livelli minimi da oltre dieci anni.
Da sottolineare inoltre la presa di posizione del primo ministro cinese Li Keqiang che un paio di giorni fa, in occasione del Congresso nazionale del Popolo, ha presentato il nuovo piano economico quinquennale per il Dragone: si stima un target di crescita media del 6,5-7% da qui al 2020 e un incremento nel deficit fiscale al 3% del Pil per quest’anno.
Infine, ma non meno importante, il dato sull’occupazione a stelle e strisce che alla fine della scorsa settimana ha fatto segnare un altro più. La crescita va infatti al di là delle più rosee previsioni di tutti gli analisti e fa guardare con interesse alla prossima riunione della Federal Reserve. Il 15-16 marzo si saprà se i tassi resteranno allo 0,25-0,50% o subiranno un nuovo ritocco.

Le ripercussioni in Europa

Non altrettanto positive le piazze europee. Nelle prime battute della settimana, Milano perde l’1,1% soprattutto a causa della debolezza del comparto bancario; Francoforte scende dello 0,8%, Londra e Parigi di mezzo punto percentuale. Ora, per avere un’idea più precisa della salute dell’economia del Vecchio Continente, si attendono le decisioni della Banca Centrale Europea che si riunirà giovedì. Gli analisti si aspettano un nuovo taglio dei tassi (allo 0,4%) e un aumento di 10 miliardi del Quantitative Easing.