La Borsa e il suo lato pratico

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mercati finanziari sono popolati da una moltitudine di “strumenti finanziari di natura differente” (ad esempio futures, derivati, swap, ecc), ma la maggior parte di questi dipende a sua volta dall’andamento del mercato azionario. Questo è un termine generico per indicare il luogo nel quale avviene l’incontro tra coloro che vogliono acquistare una determinata tipologia di azioni, e coloro che invece vogliono venderle. Anche se si pensa alle azioni come un qualche cosa di astratto infatti sono estremamente concrete perché rappresentano una piccola parte di capitale (e quindi un ‘pezzetto’ di proprietà) di una società quotata in borsa.

Quindi al pari di qualsiasi altro bene (dal petrolio all’oro, ma anche cereali, olio, ecc), per capire le ragioni che portano alla oscillazione del valore di una azione basta considerare che il suo “prezzo durante la seduta” è determinato dal continuo incontro di gente disposta a comprare a quel prezzo, e gente che allo stesso tempo (ed allo stesso prezzo) è disposta a vendere. Se le persone che vogliono vendere sono di più rispetto a quelle che vogliono comprare il prezzo dell’azione scende, mentre se è la domanda (chi compra) ad essere in numero crescente allora il prezzo delle azioni sale. Alla fine della seduta di borsa (quando praticamente questa chiude ufficialmente le contrattazioni) si rileva l’ultimo prezzo al quale una determinata azione è stata venduta.

Questo valore è importantissimo, perché costituisce la base per la contrattazione del giorno successivo: ad esempio se l’ultimo prezzo è stato pari a 100, il giorno dopo durante le contrattazioni chi è in possesso delle azioni comincia a vendere a partire da 100, ma solo i primi che vendono riusciranno a trovare compratori disposti a pagare 100, mentre proseguendo con le vendite il suo prezzo comincerà a scendere. Per esempio, diciamo che i compratori successivi sono disposti ad acquistare a 95, per cui chi ha le azioni dovrà decidere se procedere alla vendita a quel prezzo. Qualora accettasse, il prezzo dell’azione avrà subito una perdita pari allo -5% in termini percentuali, o pari  a -5 in termini reali. Lo stesso discorso vale nel caso contrario, dove, arrivando a 105 otterrebbe un incremento del valore e un guadagno pari a +5% in termini percentuali, e +5 in termini reali.

Perché una persona dovrebbe comprare un azione e guadagnare o perderci?

Ovviamente il discorso suddetto è estremamente semplificato perché ci sono due considerazioni aggiuntive da fare: per prima cosa non è detto che il guadagno avvenga semplicemente acquistando e vendendo azioni continuamente, come fanno gli speculatori che cercano di lucrare sulle plusvalenze realizzate (acquistando a 100 e rivendendo a 105). Un’altra fonte di guadagno è data ad esempio dai dividendi che vengono distribuiti annualmente. Secondo, non si può parlare di vendita o di guadagno fino a quando questa non diventi effettiva. Che cosa significa? Se ho 10 azioni che ho acquistato a 100, ma poi nelle varie sedute queste subiscono un calo del valore, ad esempio pari al prezzo di 10, io avrò un portafoglio che prima valeva 1000 (100×10) ed ora invece vale 900 (90×10). Ciò significa che a livello nominale ho una perdita di 100, ma di fatto non è così perché le perdite e i guadagni sono tali sono quando si concretizzano, ovvero quando decido di vendere a un prezzo più basso e converto il valore delle azioni in denaro, o quando, vendendo a un prezzo più alto, converto il guadagno in denaro reale.

Questo insegna due cose: per prima cosa non bisogna farsi prendere dalla paura o dall’onda emotiva di ciò che succede, ed istintivamente vendere quando le cose cominciano ad andare male, e allo stesso tempo non bisogna entrare in un mercato dove un’azione ha messo a segno un suo ‘rally‘ consistente (si intende una bella salita del suo valore). In questo caso è meglio aspettare che il prezzo riprenda a scendere (perché ci sono gli speculatori che faranno le loro “prese di profitto” ovvero decideranno di monetizzare i guadagni per riprendere a speculare altrove o sullo stesso titolo una volta sceso).

In più, dato che parliamo di prezzi, quindi di valori matematici, non bisogna mai dimenticare il valore che hanno le “medie matematiche”: se un titolo va male, ad esempio perde il 20%, potrei decidere di comprare anziché vendere, così che nel portafoglio avrò 10 azioni acquistate a 100 (quindi il valore del portafoglio parte da 1000) e  10 azioni acquistate a 80. Il valore del portafoglio sarà di 1600 (dato da 1000-200=800+800). Quando l’azione risale, ad esempio a 90, il valore del portafoglio sarà pari a 1800 (1000-100=900+900=800+100), quindi acquistando in perdita sono riuscito a diminuire l’effetto della riduzione del valore dell’azione stessa. Nella pratica le scelte da fare quindi non sono molte: bisogna solo decidere se acquistare o vendere a un determinato prezzo. Compreso questo passiamo a vedere come si può fare a livello concreto.

Fare trading: come comprare un’azione, rischi ed opportunità

Per fare trading (acquisto/vendita di titoli in borsa) bisogna essere dotati di un conto corrente accompagnato da un deposito titoli. Il conto corrente può essere accessibile anche (o solamente) online, per cui basta scegliere un conto corrente che abbia una piattaforma che prevede l’accesso alle operazioni di borsa. Si tratta di strumenti facili, che mettono in evidenza tutti i titoli ufficiali quotati (normalmente di fianco è riportato anche l’andamento con frecce rosse in caso di calo o verdi in caso di guadagno, ed anche la variazione percentuale). L’acquisto delle azioni avviene per importi o stock fissi, ed in alcuni casi anche per spezzature (ovvero quantità minori agli stock). Quindi una volta scelta l’azione va inserito nella sezione dell’ordine di acquisto o di vendita la quantità che si vuole vendere (se la quantità non è giusta il sistema non processerà l’operazione) e dare la propria conferma.

Bisogna fare un’ultima considerazione su ciò che significa “giocare in borsa” perché questa terminologia può essere estremante ingannevole: fare investimenti in borsa significa impiegare del denaro proprio che può portare tanto a una guadagno che a delle perdite, trattandosi di attività caratterizzate da un certo rischio, e non va vissuto assolutamente come una sorta di gioco d’azzardo nel quale ci si butta a indovinare e si spera nella fortuna. Presto o tardi ci si rimetteranno dei soldi. Per investire in borsa bisogna cercare di conoscere la società della quale si vuole diventare “azionista” e seguirne le vicende così da poter decidere in modo logico e sensato. Ciò significa che comprando azioni si guadagnerà con certezza? Nella pratica esiste solo una regola, che viene adottata da tutti i traders del mondo: bisogna massimizzare i profitti e minimizzare le perdite perché queste fanno parte del gioco e prima o poi capita a tutti di inciampare. Se si è alle prime armi conviene orientare le proprie scelte su azioni di società che pagano dei dividendi in modo costante e che, nello storico delle quotazioni (si possono vedere anche sui siti ufficiali delle borse), presentino delle variazioni nelle oscillazioni all’interno di range (intervalli) di pochi punti percentuali.