Bonus mamma 2017: requisiti, ISEE e come fare domanda

A partire dagli anni ’90, il problema delle nascite in Italia è diventato cronico. In linea con quanto sta accadendo in tutti i Paesi europei, col Vecchio continente che sta diventando vecchio a tutti gli effetti. Per mitigare il più possibile questo problema, i governi in carica cercano di mettere in piedi delle misure economiche al fine di incentivare le giovani coppie a procreare. Si pensi agli assegni familiari, le detrazioni sulla busta paga da lavoro dipendente, le esenzioni. Dallo scorso giovedì 4 maggio è partito il Bonus mamma 2017. Di seguito vediamo in cosa consiste, qual è l’importo, come fare domanda, ecc.

Bonus mamma 2017: panoramica generale

Per usufruire del Bonus mamma 2017 occorre presentare domanda presso l’Inps, la quale ha appositamente emesso una (la n. 78 del 28 aprile 2017) con tutte le informazioni utili al riguardo. I requisiti sono gli stessi indicati dalla Legge di Bilancio 2017, sebbene suddetta circolare specifichi che le scadenze per presentare domanda si basano sul mese di gravidanza, la data in cui la puerpera ha partorito, includendo altresì adozioni e affidamento.

Per beneficiare del bonus mamma 2017 non sono previsti limiti di reddito, né occorre presentare il modello Isee. Basterà espletare la domanda per via telematica sul sito dell’Inps quando si entra nell’ottavo mese di gravidanza; o, se si è già partorito, entro un anno dalla data del parto. L’importo è fissato a 800 euro.

Bonus mamma 2017: requisiti per presentare la domanda

Ecco quali sono i requisiti per poter beneficiare del Bonus mamma 2017:

  • avere la residenza in Italia;
  • essere in possesso di cittadinanza italiana o comunitaria;
  • le mamme che non sono comunitarie ma sono in possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria;
  • le cittadine non comunitarie e non rifugiate politiche, ma che sono in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini UE.

I requisiti riguardo la natura di status materno:

  • essere al settimo mese di gravidanza;
  • parto, anche qualora avvenga prematuramente prima dell’ottavo mese di gravidanza;
  • adozione di un minore nazionale o internazionale;
  • affidamento preadottivo nazionale o internazionale.

Occorre specificare che l’erogazione dell’importo avviene in un’unica soluzione, al verificarsi dell’evento (che sia gravidanza, parto, adozione o affidamento), per ogni figlio nato o adottato/affidato contestualmente. Non occorre invece esibire ISEE.

Bonus mamma 2017: importo erogato e come incassarlo

Abbiamo accennato al fatto che l’importo previsto per il Bonus mamma è pari a 800 euro per figlio. Ciò significa che in caso di parto gemellare, i soldi erogati alla madre saranno pari a 1600 euro. L’importo viene erogato in un’unica soluzione, dunque non rateizzato come invece accade con il bonus bebè. La somma data nella sua interezza ha proprio il fine di dare alla madre denaro da spendere in vista degli immediati costi che comporta avere un figlio.

L’INPS offre più opzioni per poter incassare gli 800 euro di Bonus mamma. Esse sono:

  • bonifico domiciliato;
  • accredito su conto corrente bancario o postale;
  • libretto postale;
  • carta prepagata con IBAN.

Naturalmente, queste opzioni devono essere sempre intestate al richiedente. Anche qualora si tratti di minorenne o incapace di agire, per la quale la domanda sarà presentata dal legale rappresentante in nome e per conto dell’avente diritto.

Bonus mamma 2017: come presentare la domanda

Per richiedere il Bonus mamma 2017, occorre espletare lo stesso tipo di domanda previsto per altre prestazioni sociali di sostegno al reddito appannaggio delle famiglie italiane o straniere ma con determinati requisiti, previsti dall’Inps. Pertanto, la presentazione della domanda avviene solo per via telematica in queste modalità:

  • i servizi telematici disponibili sul sito Inps, previa registrazione e acquisizione di Pin e password per accedere alla propria area personale;
  • tramite Contact Center integrato al numero verde 803.164;
  • tramite un patronato.

Quali sono i documenti da presentare? Vengono specificati nella circolare Inps per ogni tipo di maternità prevista dalla legge:

  • in caso di gravidanza, dopo il settimo mese occorre presentare il certificato di gravidanza in originale o, nei casi consentiti dalla legge, in copia autentica direttamente allo sportello oppure spedita a mezzo raccomandata (art. 49 del d.p.r. 445/2000). Tale certificazione, ai fini della privacy, deve essere presentata in busta chiusa con sopra riportato il numero di protocollo e la seguente dicitura: “Documentazione domanda di Premio alla Nascita – certificazione medico sanitaria”;
  • occorrerà indicare il numero del protocollo telematico del certificato rilasciato dal medico SSN o medico convenzionato ASL;
  • per le gravide non lavoratrici, in alternativa al certificato di gravidanza suddetto, è possibile indicare il numero identificativo a 15 cifre di una prescrizione medica emessa da un medico del SSN o con esso convenzionato, con indicazione del codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso. Sarà compito della stessa INPS verificare se tali informazioni sono veritiere, presso le competenti amministrazioni;
  • per quante hanno invece appena partorito, occorrerà autocertificare nella domanda il Codice Fiscale del bambino, ovvero le informazioni che si rendessero necessarie per accedere al beneficio. Qualora si tratti di un parto plurimo, l’importo di 800 euro come detto va moltiplicato per ogni neonato. E, in conseguenza di ciò, occorrerà riportare queste informazioni per tutti i nati. La domanda va presentata entro un anno dal parto.
  • in caso di adozione/o affidamento preadottivo la richiedente può allegare alla domanda il provvedimento giudiziario al fine di abbreviare i tempi di definizione della domanda. In alternativa, nella domanda dovrà riportare tutti gli elementi necessari (sezione del tribunale, la data di deposito in cancelleria ed il relativo numero) che permettano all’Inps di reperire il provvedimento stesso presso l’Amministrazione competente;
  • per le madri non comunitarie, anche in questo caso, può allegare copia di uno dei titoli di soggiorno utili per accedere al premio. Altrimenti, dovrà indicare nella domanda tutte le informazioni che consentano all’Inps di verificare che il titolo di soggiorno sia reale e in regola presso gli uffici competenti. Quindi: tipologia del titolo, numero titolo, Questura che lo ha rilasciato.

Occorre infine specificare che, per i soli eventi che si sono verificati nell’anno in corso ma prima che il Bonus mamma partisse – quindi dal primo gennaio al 4 maggio 2017 – il termine di un anno per chi ha già partorito scatta comunque sempre dal 4 maggio.

Bonus mamma 2017: boom di iscrizioni

Il provvedimento ha già riscosso un grande successo. Nel giro di 36 ore infatti, in data sei maggio, l’Inps ha comunicato che Bonus mamma domani 2017 o premio alla nascita (così come è denominato precisamente dalla legge), le domande pervenute sul sito dell’Istituto di previdenza sono state già 27.692. Così suddivise: 18.764 sul portale Inps, 8.023 mediante ausilio dei Patronati e 905 con l’utilizzo del Contact Center. Circa tre/quarti delle domande pervenute riguardano nascite già avvenute (20.402 unità). Ciò significa, a detta dell’Inps, che il portale è di facile utilizzo e alla portata di tutti. Pertanto, non c’è bisogno necessariamente di intermediari.

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