Bollette più care per le seconde case?

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Risparmiare sulle bollette di luce e gas è possibile

Cara casa quanto mi costi! Arrivare a fine mese è diventato sempre più difficile, fare quadrare i conti e gestire il budget familiare per fare fronte a tutte le spese della quotidianità è diventata una vera e propria sfida.

Spese per affitti, luce, gas, telefono, utenze domestiche, e tutte le tasse ed imposte che gravano pesantemente sulla quotidianità, rendono impossibile gestire con dovuta oculatezza le risorse economiche a disposizione. Per non parlare, poi, delle spese per il mantenimento del bene immobiliare che ha un impatto significativo sulle tasche degli italiani.

Sebbene, sia stata attuata la Riforma delle “tariffe elettriche” delle utenze domestiche, attuata per recepire la Direttiva europea sull’efficienza energetica (2012/27/UE), il nuovo dettato legislativo ha “premiato” i grandi consumatori, “falciando” le gambe a quelli con un profilo di consumo medio-basso. Tra questi utenti rientrano tutti i proprietari di immobili ad uso non residenziale ma per vacanza, come seconde case per soggiorni estivi o per le festività o ferie.

In pratica, chi ha una casa che utilizza per brevi periodo l’anno (nei mesi estivi e/o invernali), a partire dal 1 gennaio 2017, deve stare attento ai conti in bolletta: in questa guida, infatti, ci proponiamo di capire in modo approfondito che cosa sta “bollendo in pentola”, a seguito de recepimento della Direttiva europea sull’efficienza energetica (2012/27/UE).

Recepimento Direttiva europea sull’efficienza energetica (2012/27/UE): novità

Il recepimento nel nostro ordinamento della Direttiva europea sull’efficienza energetica (Direttiva 2012/27/UE) ha approvato definitivamente l’introduzione del ruolo dell’efficienza energetica come strumento strategico nell’attuale scenario economico europeo e, soprattutto, nel panorama italiano.

Efficienza energetica deve essere intesa come risparmio di chilowattora dell’energia primaria utilizzata. Il recepimento della Direttiva UE n.27 ha come impatto fondamentale la:

  1. riduzione dell’emissioni di gas serra: l’attenzione sempre crescente verso l’ambiente impone di considerare la riduzione delle emissioni al pari del risparmio economico,
  2. sostenibilità delle fonti energetiche primarie con riduzione “graduale” dell’utilizzo delle risorse fossili, il cui consumo pone in serio rischio lo sviluppo ed il contesto macroeconomico dell’Unione Europea,
  3. limitare i cambiamenti climatici, l’impatto dei cambiamenti climatici sulla vita del nostro pianeta e sulla necessità di preservare la biodiversità ha costretto le potenze economiche mondiali, negli ultimi anni, a gestire con oculatezza capitali per fronteggiare il rischio di insorgenza e di prevenzione delle catastrofi naturali,
  4. rilanciare la crescita economica mondiale e i comparti in crisi come quello dell’edilizia e dei trasporti con l’introduzione necessaria delle tecnologie innovative ed efficienti,
  5. creazione di nuovi posto di lavoro “green”.

Questi sono gli obiettivi primari e strategici del recepimento della Direttiva europea nel panorama italiano venendo ad imporre un risparmio energetico pari al 20% dei consumi di energia primaria rispetto alle proiezioni del 2020.

Grazie a questa l’Italia dovrà transitare verso un’economia più efficiente: dopo quarant’anni di applicazione delle tariffe elettriche con una struttura “progressiva”, adesso si dovrà transitare verso una tariffa c.d. “lineare”. Che cosa significa e quali sono gli impatti?

Italia più “green”: cambiamenti nel sistema tariffario delle utenze elettriche

Se per ben quarant’anni l’Italia ha applicato un sistema di tariffazione con struttura progressiva dove chi consumava di più doveva necessariamente pagare di più, anche per consumava di meno; a seguito del recepimento della sopra riportata Direttiva europea, si cambia pagina.

Una “svolta epocale” che era necessaria in fin dei conti, per porre definitivamente fine ad una situazione divenuta insostenibile, iniqua e poco trasparente per gli utenti dell’energia elettrica.

L’obiettivo dichiarato dall’Autorità è quello di pervenire ad una “tariffa lineare più equa, trasparente e aderente ai costi dei servizi forniti e maggiormente adatta a stimolare investimenti verso un sistema energetico più sostenibile”.

In pratica, per i servizi di rete viene così definita una struttura tariffaria non più progressiva ma lineare, uguale per tutti i clienti domestici (residenti e non) e impostata in base al criterio dell’aderenza ai costi dei diversi servizi.

Per la tariffa relativa ai costi di sistema (dispacciamento, commercializzazione e imposte relative all’energia elettrica) si mantiene una scrematura nelle tariffe applicate in base alla segmentazione tra clienti residenti e non: agli utenti residenti viene applicata una tariffa variabile in centesimi di euro per kilowattora prelevato, mentre a quelli non residenti viene computato un sistema di tariffazione sia in quota energia che in quota fissa.

Questo comporta effetti pesanti sul secondo segmento di utenti, tra cui rientrano i proprietari delle seconde case ad uso abitativo, i cui profili di consumo sono medio-bassi. Proprio, per i proprietari di immobili ad uso non residenziale, la quota fissa relativa alla componente A3 della bolletta energia elettrica, ha un peso rilevante: 135 euro nel primo trimestre 2017, 127,4 euro nel secondo e terzo trimestre del corrente anno.

Tale componente A3 della bolletta dell’utenza energia elettrica riguarda gli “oneri di sistema”, che finanziano gli incentivi alle energie rinnovabili, portando ad ulteriori incrementi sul totale in bolletta. L’impatto economico più significativo si è fatto già sentire nel I trimestre del 2017 con una bolletta più salata, con un intervallo di onerosità maggiore, compreso tra l’11 e il 54% a seconda del profilo di consumo.

Chi beneficerà del recepimento della Direttiva UE 27? I principali beneficiari della Direttiva 27 saranno i profili di consumo più elevati, residenti e non residenti, nuclei familiari numerosi o proprietari di abitazioni ad alto dispendio energetico, con consumi oltre i 3000 kWh.

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