Body scanner: come funzionano e rischi salute

Cerchiamo di rispondere ad alcuni quesiti di interesse comune tramite quanto comunicato da Enac

Dal 2010 sono entrati in funzione anche in Italia i cosiddetti body scanner (o security scanner). Ausili tecnologici che permettono una più approfondita ispezione corporale, al fine di individuare eventuali presenze di armi e/o esplosivi, senza alcun contatto fisico con gli addetti alla sicurezza. L’Ente nazionale per l’aviazione civile (meglio conosciuto con l’acronimo di Enac), finita la sperimentazione partita nel 2010 e terminata nel 2014, come previsto dal Comitato interministeriale per la Sicurezza del Trasporto aereo e degli aeroporti, di cui peraltro la stessa Enac detiene la presidenza, aveva inizialmente messo a disposizione un proprio avanzo di bilancio pari a 2 milioni di euro. Acquistando così quattro macchinari, destinati dallo scorso anno agli aeroporti internazionali di Fiumicino (a Roma) e Malpensa (a Milano), al fine di effettuare un controllo aggiuntivo a quelli ordinari eseguiti negli aeroporti del territorio nazionale dagli addetti alla sicurezza.

L’avvento dei body scanner, per ora limitato, anche in Italia, ha suscitato non pochi allarmi riguardo gli effetti sulla sicurezza e la privacy dei viaggiatori. Di seguito cerchiamo di capirne di più.

Body scanner: cosa sono e come funzionano

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Un esempio di body scanner

Un body scanner è un dispositivo di imaging dell’intero corpo utilizzato per lo screening di sicurezza negli aeroporti. Attualmente, ce ne sono di due tipi:

Scanner a onde millimetriche: realizzato dal famoso ingegnere elettronico statunitense Albert Charpentier, noto per aver lavorato alla MOS Technology ed alla Commodore International, al fine di venire incontro alle perplessità dei viaggiatori. Mediante questa tecnologia, gli indumenti e ogni altro materiale organico sono traslucidi in alcune bande di frequenza radio ad altissima frequenza. Appunto, le cosiddette onde millimetriche. Esse sono trasmesse contemporaneamente da due antenne mentre ruotano intorno al corpo. L’energia da loro trasmessa serve per realizzare una immagine a tre dimensioni, che appare su un monitor per il controllo degli addetti alla sicurezza.

Scanner a retrodiffusione di raggi X: utilizza invece i più noti raggi X. Questi ultimi consentono di distinguere i vari oggetti da eventuali variazioni della trasmissione; diversamente, nella cosiddetta retrodiffusione (in inglese backscatter) sempre effettuata coi raggi X, viene rilevata e misurata l’energia della radiazione che viene rimandata indietro dal bersaglio oggetto dell’analisi.

Body scanner: rischi salute e privacy

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In Italia sono due gli aeroporti che li utilizzano

Come dicevamo nell’incipit, le due principali preoccupazioni relative all’utilizzo dei body scanner negli aeroporti riguardano i loro effetti sulla salute dovuti alle radiazioni e i rischi per la privacy. Quanto ai primi, essi riguardano soprattutto chi viaggia spesso e dunque ne sarebbe sottoposto molte volte, e i soggetti considerati più deboli, come i bambini (i cui organi sono in pieno sviluppo), gli anziani e le donne gravide. Quanto a queste preoccupazioni, sono in corso delle verifiche ma per ora vengono date soprattutto rassicurazioni.

Quanto ai rischi per la privacy, occorre dire che nel corso delle operazioni dalla scannerizzazione già viene esclusa la testa del passeggero e le immagini dovrebbero essere subito cancellate senza possibilità di archiviazione. L’addetto al monitor si trova in un’altra stanza e non può vedere la persona scannerizzata, fermo restando che è comunque in contatto con altri addetti alla sicurezza che possono eventualmente fermare la persona in caso di sospetti. Il timore deriva anche dal fatto che i body scanner sono in grado di immagazzinare le immagini acquisite e pure di inviarle. Dunque se ne teme sempre un uso improprio, lesivo della privacy dei viaggiatori.

Body scanner: dove si trovano in Italia

Come detto, in Italia per ora abbiamo in funzione quattro body scanner, due a Malpensa e due a Fiumicino. Quanto ai primi, essi sono operativi per il controllo dei passeggeri diretti a destinazioni sensibili tra cui, Stati Uniti e Israele. Quanto ai secondi, si trovano al Terminal 5 (T5) e Terminal 3 (T3).

Body scanner: le rassicurazioni dell’Enac

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I body scanner preoccupano per salute e privacy

Per diradare ogni dubbio, l’Enac ha fatto sapere che i macchinari operativi nei 2 scali italiani sono gli stessi utilizzati in quegli statunitensi. Ossia, i Security Scanner L3 Provision, con l’algoritmo ATR (Automatic Target Recognition). Essi sono in grado di ridurre le anomalie (per ovviare ad eventuali falsi allarmi, o, viceversa, mancati rilevamenti di oggetti realmente potenzialmente pericolosi. Inoltre, prosegue l’Enac, gli addetti ai controlli (chiamati Screener) hanno ricevuto una formazione professionale specifica da parte del TSA Transportation Security Administration. Quest’ultimo è l’organismo americano che si occupa di security, con il quale l’Enac ha stipulato un accordo.

Quanto alla salute, l’Ente nazionale di aviazione civile ci tiene a precisare che non presentano alcuna controindicazione per la salute, né per i passeggeri né per gli addetti alle macchine. Mentre per la privacy, il software utilizzato non riproduce immagini reali della persona che sta passando attraverso il security scanner. Le immagini proiettate nel monitor non possono essere archiviate e si riferiscono solo al passaggio del passeggero e agli oggetti che porta con sé. Alla luce delle crescenti preoccupazioni relative al terrorismo, in futuro dovremo imparare a convivere sempre più con questi strumenti. Volenti o nolenti.