Bitcoin torna sopra i 50mila dollari: motivi principali

Il prezzo del Bitcoin è salito di nuovo sopra i $ 50.000 mercoledì 24 febbraio, dopo che Square ha annunciato di aver acquistato $ 170 milioni di criptovaluta. Toccando quota $ 51.369, trascinando con sé il rialzo delle due principali antagoniste, Ethereum e Ripple. Apprezzatesi rispettivamente del 10% e del 4,8%. Confermando il fenomeno che le vuole solitamente seguire il Bitcoin nei suoi rialzi.

Il giorno prima, martedì 23 febbraio, Square aveva infatti annunciato di aver acquistato 3.318 bitcoin a un prezzo medio di circa $ 51.235. La società Fintech ha anche annunciato che, dopo questa operazione, i bitcoin costituiscono il 5% del suo patrimonio totale.
Tuttavia, che Square creda fermamente nei bitcoin non è una novità. Nel 2020, infatti, ha già rilevato la regina delle criptovalute per un valore di $ 50 milioni.

Del resto, il Ceo Jack Dorsey è un grande sostenitore del Bitcoin. Tanto da aver dichiarato una volta che prima o poi il bitcoin sarebbe diventata la “moneta unica” di Internet.

Ma non è l’unica notizia rilevante intorno al bitcoin. Sempre nella giornata di mercoledì 24 febbraio, MicroStrategy ha annunciato di aver acquistato un altro miliardo di dollari in bitcoin.

La società, grazie alle sue operazioni sul Bitcoin, sta anche assumendo notevole prestigio e pubblicità. MicroStrategy si occupa di creare software aziendale e da quando sta investendo in bitcoin – prima volta agosto 2020 – ha visto le sue azioni salire di un +400%.
Sono notizie del genere che possono sancire la crescita o la decrescita del prezzo di una criptovaluta. Così come l’introduzione o l’eliminazione di esse dal listino di un Exchange importante, o, ancora, un massiccio attacco Hacker, un forte sell-off e così via.

Ad esempio le migliori piattaforme di trading consentono il trading con i CFD sul prezzo di Bitcoin. Ad esempio eToro (clicca qui per saperne di più) permette di negoziare sulle migliori criptovalute in circolazione, non solo su Bitcoin. Per saperne di più su questa piattaforma ti consiglio di visitare il sito ufficiale.

Perché il prezzo Bitcoin è crollato?

Bitcoin proveniva da un crollo martedì 23 febbraio, quando era passata da $ 58.356 di domenica (suo rialzo massimo storico) a $ 45.501 martedì.

Questa è una caratteristica di tutte le criptovalute, quella di essere oggetto di continui saliscendi. Nelle ultime ore, per esempio, è stata vittima di un pesante sell-off, con molti che hanno preferito andare all’incasso e si è scatenato un effetto domino.

Ma, come diceva Nanni Moretti, “le parole sono importanti”. E basta qualche dichiarazione di troppo a sancire un rialzo o un crollo del prezzo del Bitcoin (o di altre criptovalute).

Per esempio, Elon Musk aveva annunciato che la sua Tesla avrebbe investito 1,5 miliardi in Bitcoin. Ed è bastato solo questo annuncio via Twitter per far segnare un aumento di 10mila dollari del Bitcoin.

Di contro, Janet Yellen, segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, aveva invece detto che Bitcoin è un asset «altamente speculativo», «inefficiente» per le transazioni e usato anche «per illeciti». Alla quale aveva fatto da eco la governatrice della Bce Christine Lagarde. Il che ha portato a sua volta ad un crollo.

A chiudere il cerchio ancora lui, dove tutto era cominciato: Elon Musk. Il quale sempre a mezzo tweet aveva detto che i prezzi di bitcoin «sembrano alti». Ed ecco che il suo valore è sceso del 15 per cento.

Ora però, questa doppietta di investimenti hanno di nuovo dato ossigeno al prezzo del Bitcoin, fino a nuovo ordine.

Certo è che attualmente il Bitcoin è aumentato di oltre il 70% da inizio anno e di oltre il 400% negli ultimi 12 mesi.

Tutto lascia presumere che il prezzo proseguirà al rialzo, alla luce delle incertezze che ancora regnano sui mercati finanziari e dovrebbero continuare a farlo per tutto il 2021 causa Covid-19. La cui risoluzione sembra ancora lontana da arrivare.

Approfondimenti: Previsioni Bitcoin per il 2021, ecco dove può arrivare.

Quotazione attuale di Bitcoin e prospettive

Possiamo vedere il grafico di Bitcoin qui sotto.

Con le criptovalute non si può parlare di vero e proprio crollo, si tratta di movimenti fisiologici dettati dalla grande volatiltà. Se andiamo a filtrare i dati sui mensili o dall’inizio dell’anno vediamo come il prezzo sia in forte crescita.

Per approfondimenti: Come fare trading di Bitcoin seriamente.

Bitcoin e l’irrisolto problema inquinamento

L’algoritmo Bitcoin richiede quantità crescenti di potenza di calcolo per convalidare le transazioni. Se fosse un paese, la sua impronta di carbonio stimata annuale sarebbe paragonabile alla Nuova Zelanda con circa 37 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Una transazione Bitcoin genererebbe la CO2 equivalente a 706.765 passaggi di una carta di credito Visa, secondo l’indice elaborato da Digiconomist, anche se senza la comodità della plastica. Aggiungete l’uso primario di Bitcoin come strumento speculativo e i frequenti avvertimenti normativi che richiama, ed è difficile immaginare che ottenga un punteggio alto su ESG.

Le stime sull’energia non sono una scienza esatta, ma la direzione del consumo di energia di Bitcoin è stata chiara. Il consumo annuale di Bitcoin è stimato in circa 77,8 terawattora, rispetto ai 9,6 terawattora nel 2017, secondo Digiconomist. Un altro indice, compilato dal Cambridge Centre for Alternative Finance, stima una cifra più alta di circa 108,4 terawattora.

L’economia del mining ha superato la media dei laptop molto tempo fa, con aziende come Marathon Patent Group Inc. che ora acquistano decine di migliaia di chip specializzati contemporaneamente per alimentare le loro crypto farm.

Una cosa sarebbe se ciò avvenisse, ad esempio, in Svezia, che ha una tassa sul carbonio di oltre 100 euro per tonnellata di CO2 (con esenzioni), o all’interno del sistema di scambio di emissioni di carbonio dell’Unione europea, con prezzi intorno a 34 euro per tonnellata.

Ma un documento suggerisce che quasi la metà della capacità mineraria mondiale di Bitcoin si trova nel sud-ovest della Cina, dove l’energia è a buon mercato, meno tassata e fornita da centrali a carbone e da energia idroelettrica. E non è un caso che qui hanno sede molti mining pool.

Il Cambridge Centre for Alternative Finance stima che il carbone rappresenti il 38% della potenza mineraria. Il che cozza pesantemente con la direzione green che l’economia mondiale sta intraprendendo.

La difesa dei Bitcoiners è che questa situazione è ancora “buona” nel complesso: a loro dire, infatti, questa è energia che altrimenti andrebbe sprecata e la quota di energie rinnovabili crescerà. La città siberiana di Norilsk, ad esempio, ora ospita la prima crypto farm dell’Artico. È fatto di rottami metallici, mantenuto fresco da temperature sotto lo zero e alimentato da gas a basso costo e energia idroelettrica della compagnia mineraria (il tipo tradizionale) MMC Norilsk Nickel PJSC.

Ma questi argomenti suonano vuoti. Il potere a buon mercato di solito viene fornito con altri costi. Basti pensare ai recenti blackout elettrici in Iran per i quali è stato accusato il Bitcoin. Persino Ray Dillinger, parte del primo movimento per il denaro digitale che ha generato le criptovalute, ha recentemente affermato che Bitcoin ha sprecato “enormi risorse di energia” sulla scia dell’elettricità sovvenzionata dai contribuenti dei governi autoritari contro cui ha affermato di combattere.

Un documento del 2020 di ricercatori accademici della Dublin City University, del Trinity College di Dublino e dell’Università di Southampton ha rilevato che il trading di criptovaluta sembrava avere un’influenza sui prezzi nei grandi mercati dell’elettricità e dei servizi pubblici. Dunque, oltre che danneggiare l’ambiente, il Bitcoin sta anche avendo forti implicazioni di questo tipo.

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