Bitcoin sotto i 79.000$: settimana difficile per BTC, Warsh nuovo Fed Chair
Fine settimana difficile per Bitcoin che scende sotto i 79.000 dollari.
Ieri è stato un giorno importante: Jerome Powell lascia ufficialmente la guida della Federal Reserve e Kevin Warsh giura come nuovo Fed Chair.
La seduta era partita in territorio positivo, con un massimo a 81.069 dollari in mattinata e +2,3% sulla chiusura di giovedì. Poi la spinta si è chiusa in fretta. I dati sull’i inflazione della settimana hanno spostato il pricing dei tassi e lo scenario dei tagli per il 2026 è ormai fuori dalle previsioni di mercato. La candela settimanale di BTC chiude poco sopra l’apertura, neutra, a +1,46%.
Per leggere bene questa giornata serve allargare il campo. Bitcoin ha provato cinque volte questo mese a rompere la media mobile a 200 giorni in area 82.228 dollari ed è stato respinto cinque volte.
Sullo sfondo il CPI di aprile che si attesta al 3,8% annuo (il valore più alto da maggio 2023) e il PPI è arrivato al 6% (record dal dicembre 2022).
E mettiamoci anche i rendimenti dei Treasury americani che toccano i massimi da metà 2025, e i mercati assegnano al 39% la probabilità di un rialzo dei tassi entro dicembre.
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La settimana di Bitcoin
La settimana ha avuto due metà nettamente diverse. La prima è stata propositiva: dall’apertura a 79.490 dollari, BTC ha raggiunto 82.000 l’11 maggio con un test della 200-day MA a 82.228.

Il principale driver è stato l’avanzamento del Digital Asset Market Clarity Act al Senate Banking Committee. Il 14 maggio il testo è passato 15-9 in modo bipartisan, e BTC era già salito sopra 82.000 nelle ore precedenti il voto.
La seconda metà della settimana ha cancellato gran parte del rally. Dopo il CPI di martedì e il PPI di mercoledì, BTC è sceso fino a 79.000 dollari.
Sul lato ETF la rotazione è stata netta. SoSoValue ha registrato 635 milioni di dollari di deflussi netti dagli ETF spot Bitcoin il 13 maggio, il peggior dato in oltre tre mesi.

BlackRock IBIT ha pesato per quasi metà del totale, e i flussi cumulati dalla quotazione di gennaio 2024 sono scivolati da 59,76 a 58,5 miliardi di dollari in cinque sessioni.
Il fattore Warsh: tre transizioni passate, tre drawdown massicci
Il pattern storico citato dagli analisti in queste ore è preciso.
Le ultime tre transizioni alla guida della Fed sono state seguite da drawdown pesanti di Bitcoin.
Janet Yellen a novembre 2013: BTC -85,40%. Powell a dicembre 2017: -84,13%. Powell nella seconda nomina a novembre 2021: -77,58%.
Drawdown medio del periodo: -82,37%. Una coincidenza curiosa che il mercato sta tenendo sotto osservazione.
Cosa separa Warsh dai suoi predecessori? La dichiarazione patrimoniale. Le posizioni dichiarate prima della conferma includono oltre 100 milioni di dollari in asset digitali, con esposizioni in Solana, dYdX e Flashnet (il progetto Bitcoin Lightning).
Warsh ha definito pubblicamente Bitcoin uno store of value sostenibile, ed è quindi il primo Fed Chair che entra in carica con conoscenza diretta del mercato crypto.
C’è però l’altra faccia della medaglia. Adam Haeems, head of asset management di Tesseract Group, ricorda che Warsh è anche il presidente della Fed più hawkish sull’allentamento monetario dalla crisi finanziaria del 2008.
Due segnali opposti che il mercato non è ancora riuscito a prezzare in modo netto.
Livelli tecnici sotto osservazione
I supporti chiave sono tre. 80.000 dollari come livello psicologico, 79.000 come supporto testato e tenuto questa settimana, 77.500 come ultima area difensiva.
Una chiusura giornaliera sotto 77.500 dollari aprirebbe la strada al prezzo medio di carico di Strategy a 75.537 dollari, una soglia che concentra parecchia attenzione istituzionale. Sulle resistenze: 82.000 dollari, la 200-day MA a 82.228 e poi 85.000 dollari.
Una chiusura settimanale sopra 82.228 entro i prossimi 30 giorni darebbe il segnale più pulito che il pattern storico delle transizioni Fed-Bitcoin si è interrotto.
Sul piano fondamentale il quadro resta invariato Il Clarity Act ha dato un segnale forte ai mercati istituzionali: nella sessione del voto Coinbase ha guadagnato oltre il 9%, Galaxy Digital il 6,3% e Strategy l’8%.
Conclusioni: giornata di passaggio, non di rottura
Bitcoin debole che fatica a stare sopra i 79.0000 dollar.
La transizione Powell-Warsh non ha portato né il crollo che il pattern storico suggeriva né il rally che i sostenitori di Warsh speravano.
Il prezzo aspetta: la prima dichiarazione del nuovo Fed Chair, il CPI di maggio (che secondo alcuni potrebbe sforare il 4%) e l’esito completo del Clarity Act al Senato pieno.
Aspettiamo un attimo per vedere cosa accadrà nelle prossime due settimane. Il mercato deve decidere da che parte andare.