Bitcoin sotto i 60.000 dollari: ETF in fuga e opzioni da 10 miliardi in scadenza
Bitcoin sotto i 60.000$: ETF in rosso, opzioni in scadenza e Fed restrittiva aumentano la pressione sul mercato crypto.
Bitcoin continua a farci rimanere col fiato sospeso. Il prezzo ha bucato i 60.000 dollari il 24 giugno, toccando 59.000 dollari circa, un livello che mancava dall’ottobre 2024. Il rimbalzo sopra 60.700 ha offerto un po’ di tregua, ed è stato per certi versi sorprendente.
Il dato che colpisce di più riguarda gli ETF spot su Bitcoin negli USA: nella prima settimana di giugno gli investitori hanno ritirato 3,4 miliardi di dollari netti, il peggior risultato settimanale da quando questi prodotti esistono (gennaio 2024).
A complicare le cose c’è la scadenza trimestrale delle opzioni su Deribit il 27 giugno, circa 10 miliardi, che potrebbe amplificare gli scossoni su un mercato già debole. Il dollaro americano ai massimi di sette mesi e la Fed di Kevin Warsh, poco incline a tagliare i tassi, chiudono il cerchio.
In una sola giornata le liquidazioni forzate hanno superato il miliardo di dollari, con le posizioni long colpite per 1,35 miliardi.
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Sette settimane di deflussi dagli ETF: i numeri del record negativo
Gli ETF spot su Bitcoin quotati a Wall Street attraversano il periodo peggiore dalla loro nascita. I 3,4 miliardi usciti nella prima settimana di giugno hanno fissato un minimo assoluto. Se si guarda al quadro più ampio, tra maggio e giugno due ondate di riscatti hanno tolto dal tavolo circa 7,2 miliardi, mandando i flussi cumulativi da inizio anno sotto lo zero per la prima volta.
🛠 GUIDA PRATICA ETF Bitcoin: cosa devi sapereLa seconda ondata, a metà giugno, ha collezionato 13 giorni di fila di uscite per un totale di 4,37 miliardi. Nella settimana chiusa il 18 giugno il ritmo è calato a 226,8 milioni. meno rispetto ai picchi, ma pur sempre la sesta settimana consecutiva in rosso, per 5,94 miliardi cumulati. Ieri, 24 giugno altra stangata: 469 milioni di riscatti in un solo giorno, il dato più alto dal 2 giugno.
L’aspetto che preoccupa è però uno. L’iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock, il FBTC di Fidelity, il GBTC di Grayscale e l’ARKB di ARK Invest hanno venduto nello stesso arco di tempo. Non si tratta di un problema legato a un singolo fondo: gli istituzionali stanno riducendo l’esposizione crypto per motivi legati al contesto macro.
Deflussi netti settimanali dagli ETF Bitcoin spot USA nel mese di giugno 2026. Fonte: dati aggregati da CoinDesk, SoSovalue
Opzioni da 10 miliardi in scadenza: il max pain non tiene
Il 27 giugno scade su Deribit la tornata trimestrale di opzioni su Bitcoin, quasi 10 miliardi di dollari in contratti. La piattaforma parla di “uno dei più grandi appuntamenti di liquidità dell’anno”, tra contratti che scadono e altri che verranno rinnovati.
La teoria del max pain e cioè l’idea che i market maker abbiano interesse a portare il prezzo dove i compratori di opzioni perdono di più, fissava il target a 72.000 dollari. Con Bitcoin 10.000 dollari sotto quel livello, questa convergenza non può realizzarsi.
Gli analisti, infatti, rimangono scettici ritenendo questa teoria ormai limitata e superata. Più che altro bisogna fare attenzione al prezzo che non deve assolutamente perdere i 60.000$ che costituiscono un supporto importante:
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Dollaro forte e Fed restrittiva: cosa pesa davvero su Bitcoin
La situazione macro è sempre la stessa. Il dollaro ha toccato i massimi di sette mesi, spinto dall’idea che la Fed possa tenere i tassi alti ancora a lungo. O addirittura alzarli.
Nel comunicato di giugno la Fed ha tolto il riferimento ai “progressi verso il target del 2%” sull’inflazione. Due membri votanti hanno detto chiaramente che i tagli, previsti per il terzo trimestre 2026, potrebbero arrivare solo nel 2027. Il rendimento del Treasury a 10 anni è salito di 18 punti base in tre sedute, toccando il 4,82%: a quei livelli, gli asset speculativi perdono attrattiva.
La rottura sotto i 60.000 dollari riflette i deflussi dagli ETF spot, la svolta restrittiva della Fed e il dollaro ai massimi di sette mesi. C’è anche un indicatore tecnico che pesa: Bitcoin è ormai in zona media mobile a 200 settimane, un livello che nelle correzioni precedenti ha anticipato mesi di stagnazione, nove mesi nel 2015, sei nel 2018, sei trimestri dopo il 2022.
Il denaro istituzionale sceglie l’intelligenza artificiale
C’è un altro elemento: i capitali istituzionali si stanno spostando verso i titoli legati all’AI. Micron Technology ha guadagnato il 15% dopo conti trimestrali oltre le attese, e SK Hynix ha annunciato piani per quotarsi negli USA.
Gli ETF tematici sull’intelligenza artificiale raccolgono capitali freschi, quelli su Bitcoin perdono terreno. Per molti gestori, oggi, l’AI paga di più.
Ecco infatti come stanno andando le principali aziend tech legate all’AI:
| Nome | Prezzo | Var % |
|---|---|---|
| Microsoft MSFT | $390,34 | ▼ -1,86% |
| Amazon AMZN | $244,85 | ▼ -1,09% |
| NVIDIA NVDA | $212,06 | ▲ +2,30% |
| Meta Platforms META | $627,17 | ▼ -2,58% |
| Alphabet GOOGL | $342,09 | ▼ -1,46% |
Dove può arrivare il prezzo?
Markus Thielen di 10x Research stima una possibile discesa a 55.000 dollari, con un fondo ciclico tra fine agosto e ottobre 2026. Tre segnali lo portano a questa conclusione: un modello di liquidità globale che “ha segnalato un’opportunità di acquisto a marzo e un’uscita ad aprile”; settembre, storicamente il mese più debole per Bitcoin; un quarto trimestre fitto di appuntamenti. riunioni Fed, midterm americane, rifinanziamento del Tesoro.
Bitcoin resta lontano dai 126.198 dollari del massimo storico del 6 ottobre 2025. La domanda per chi investe non è se la correzione continuerà, ma a quale livello le valutazioni diventeranno abbastanza basse da riportare gli istituzionali sul mercato.
E sopratutto tu devi capire qual è il prezzo giusto per te per iniziare una nuova fase di accumulazione, se credi ovviamente in Bitcoin.
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