Bitcoin torna dopra i 68.000 dollari: cosa succede?

A volte i mercati ti sorprendono. Dopo settimane di rosso, con l’indice della paura che sfiorava il pavimento e gli analisti a gara nel prevedere nuovi minimi,

Bitcoin ha deciso di rimbalzare. Oggi BTC ha guadagnato tra il 3% e il 6% a seconda dell’orario in cui guardavi lo schermo, salendo fino a 68.800 dollari, dopo che nei giorni precedenti il prezzo aveva toccato il fondo nell’area dei 62.800 dollari.

Non è solo Bitcoin: Ethereum ha fatto +9%, Solana ha infilato un bel +7%, e token come VIRTUAL o MORPHO hanno addirittura guadagnato il 15% in poche ore.

Il motivo? Un mix abbastanza classico: dollaro in calo, borse asiatiche su, argento che balza del 4% in una notte, e un’atmosfera generale da “forse non è ancora finita”.

Il Fear and Greed Index ha fatto un piccolo passo avanti, da 8 a 11, ma siamo ancora in piena paura estrema, quindi nessuno sta festeggiando.

La vera domanda, quella che tutti si pongono, è se questo recupero sia l’inizio di qualcosa di concreto o solo una pausa in un trend ancora ribassista.

E su questo, gli esperti non sono per niente d’accordo tra loro.

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Il doppio minimo: una figura tecnica con due scenari opposti

Chi segue i grafici sa che la struttura che si sta formando su Bitcoin in queste settimane assomiglia molto al cosiddetto ‘”double bottom” o doppio minimo.

Il prezzo scende, rimbalza un po’, ci ricasca, poi risale con più convinzione. Sulla carta è una figura rialzista classica, quella a W che tutti vorrebbero vedere dopo un periodo di discesa prolungata.

Grafico BTC USD - 25 Febbraio 2026

Gli analisti di FxPro hanno messo le cose in chiaro: se il pattern regge, c’è un upside potenziale di circa il 10%. Se invece il supporto cede, allora si apre la strada verso un ulteriore -25%.

Due scenari diametralmente opposti che dipendono dallo stesso livello di prezzo. Non è una situazione confortante, ma è la realtà del mercato in questo momento.

RSI, Volatilità e open Interest: i numeri dietro il rimbalzo

A supportare l’ipotesi del recupero ci sono alcuni indicatori tecnici interessanti. L’RSI è risalito dalla zona di ipervenduto verso territorio neutrale, segnale che la pressione ribassista si è allentata, almeno temporaneamente.

La volatilità implicita di Bitcoin (BVIV) è scesa al 56% rispetto al picco del 65% di inizio settimana: meno panico, più attesa.

I futures open interest sulle coin sono saliti a 47 miliardi di dollari, il che indica un ritorno graduale di posizioni speculative.

Open Interest - 25 02 2026

Di segno opposto i futures su Tether Gold (XAUT), dove le posizioni aperte sono calate del 12%: qualcuno sta spostando denaro dalla “sicurezza” verso il rischio.

Non una certezza, ma un segnale.

Altcoin Season Indicator torna ai massimi di Gennaio

Una delle cose più interessanti di questa sessione è stata la forza delle altcoin. Non è che Bitcoin è salito e gli altri hanno fatto le briciole. No, la ripresa è stata davvero diffusa.

L’altcoin season indicator ha raggiunto il punto più alto dall’inizio di Gennaio, il che dice che il momentum non era concentrato solo su BTC.

Tra i layer-1, Solana si è presa la scena con quasi il 7%, ADA ha risposto con +4,5%, XRP ha aggiunto il 3%. Nella fascia più speculativa, VIRTUAL ha guadagnato il 15,5% e MORPHO il 15%.

Numeri che raccontano un mercato che, quando decide di muoversi, lo fa in modo brusco e spesso imprevedibile.

Il contesto macro che nessuno può ignorare

Dietro al rimbalzo ci sono fattori macro che sarebbe sbagliato sottovalutare. Il dollaro si è indebolito, e questo aiuta tutti gli asset a rischio: crypto, materie prime, equity emergenti.

Dollar Index - Grafico DXY 25 Febbraio 2026

Le borse asiatiche hanno chiuso in verde trainando i titoli dei produttori di chip AI in Corea del Sud e Taiwan, mentre i future sull’azionario americano mostravano progressi.

L’argento ha fatto un +4% overnight, un segnale di rialzo speculativo che ha coinvolto più asset class contemporaneamente, non solo le criptovalute.

E poi c’è l’annuncio di Anthropic su nuove partnership industriali, che ha smorzato i timori su un possibile “AI shock” e dato un contributo positivo al clima generale. Tutto questo non basta a invertire un trend da solo, ma ha creato le condizioni per cui una spinta tecnica al rialzo potesse trovare terreno fertile.

Gli analisti non sono convinti: la vera capitolazione deve ancora arrivare

Non è tutto rosa, però. Bloomberg ha riportato che diversi analisti parlano di una vera e propria “crisi di fiducia” attorno a Bitcoin: il -50% dai massimi storici ha lasciato il segno, e senza catalizzatori nuovi e potenti il mercato fa fatica a trovare una narrativa convincente per la ripresa.

Peter Brandt, analista tecnico veterano, aveva già avvertito a Febbraio che Bitcoin potrebbe ancora scivolare verso i 50.000 dollari. Sono voci autorevoli, e ignorarle sarebbe un errore. Il Fear and Greed Index dice la stessa cosa in modo quantitativo: la fiducia del mercato è ancora ai minimi, e recuperarla richiede tempo, non un singolo giorno positivo.

Oggi comunque il mercato ha reagito dopo settimane difficili. Parliamo di un rimbalzo deciso, supportato da indicatori tecnici coerenti e da un contesto macro momentaneamente favorevole.

Potrebbe essere l’inizio di una vera inversione, il doppio minimo che tanti sperano. Potrebbe anche essere un rimbalzo del gatto morto prima di un ulteriore ribasso.

Se teniamo il livello dei 65.000$ allora possiamo sperare di andare a testare i 70.000$. Nello scenario ribassita se scendiamo il rischio del -25% torna a essere concreto.

Nessuno sa dove andrà il mercato, ma almeno ora sai dove guardare.

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Domenico Sacchi
Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute.