Bitcoin e la minaccia quantistica: l’AI di Anthropic buca l’algoritmo HAWK in sole 60 ore
Un'AI ha dimezzato la sicurezza di HAWK in 60 ore e i qubit per violare Bitcoin sono scesi a 26.000. Quanto è vicino il Q-Day e come proteggere i tuoi fondi.
La distanza tra intelligenza artificiale e crittografia si sta accorciando più in fretta del previsto. Claude Mythos Preview, un modello AI di Anthropic, ha scovato una falla nello schema di firma digitale HAWK, uno dei candidati per proteggere le comunicazioni nell’era post-quantistica. L’operazione ha richiesto 60 ore di calcolo e un budget di circa 100.000 dollari.
Il risultato: la robustezza delle chiavi più piccole di HAWK è stata dimezzata, con il lavoro computazionale necessario per violarle sceso da 2^64 a 2^38 operazioni.
ìA marzo, due studi di Google Quantum AI e del team Oratomic/Caltech avevano riscritto al ribasso le stime sui qubit necessari per rompere la crittografia a curva ellittica di Bitcoin. Galaxy Digital ha risposto il 21 luglio varando la Bitcoin Quantum Readiness Initiative, un fondo da 5 milioni di dollari in grants per sviluppatori e ricercatori del settore post-quantistico.
Il “Q-Day”, il giorno in cui un computer quantistico potrebbe violare Bitcoin, resta lontano, ma meno lontano di quanto indicassero le stime anche solo di due anni fa. Cosa puoi fare oggi per proteggere i tuoi fondi?
HAWK vulnerabile: cosa ha scoperto l’AI di Anthropic
HAWK è uno degli schemi di firma digitale in corsa per diventare lo standard post-quantistico. Bitcoin non lo usa, perché si affida alla crittografia a curva ellittica ECDSA-256, ma HAWK “dovrebbe” far parte di quegli algoritmi che dovranno reggere l’urto dei futuri computer quantistici.
Claude Mythos Preview ha condotto un attacco che ha abbassato la sicurezza del parametro minimo di HAWK da circa 2^64 a 2^38 operazioni. In pratica, la potenza di calcolo per compromettere le firme generate con le chiavi più piccole si riduce di diversi ordini di grandezza. Sessanta ore di elaborazione e circa 100.000 dollari di costi: cifre alla portata di qualsiasi attore ben finanziato, statale o privato.
I ricercatori di Anthropic hanno ottenuto risultati anche su altri fronti. Contro varianti indebolite di AES, i miglioramenti vanno da 200x a 800x. Contro Poseidon, la funzione hash alla base di parecchi sistemi a prova di conoscenza zero, i progressi sono più contenuti. BIP-361 segnala un dato che i fatti confermano: gli attacchi crittanalitici classici migliorano fino a 20 volte, e il tempo disponibile per migrare verso nuovi standard si sta riducendo.
Approfondimento Bitcoin e computer quantistici: quanto è davvero a rischio?La corsa ai qubit: Google e Oratomic riscrivono le stime
Il 30 marzo 2026 sono usciti due paper che hanno ribaltato i calcoli precedenti. Google Quantum AI ha stimato che per violare la crittografia ECDSA-256 di Bitcoin servirebbero meno di 500.000 qubit fisici su hardware superconduttivo, con un tempo di esecuzione di circa nove minuti. Nel 2022 la stima indicava 13 milioni di qubit per un attacco da completare in un giorno. In quattro anni, la soglia si è abbassata di 26 volte.
Il secondo studio, firmato dai ricercatori di Oratomic e Caltech, ha descritto una via alternativa: i sistemi quantistici ad atomi neutri potrebbero violare la stessa crittografia con appena 26.000 qubit fisici, ma in circa dieci giorni.
La differenza dipende dall’architettura: i codici LDPC quantistici ad alta efficienza usati in questi sistemi raggiungono un’efficienza di codifica del 30%, contro il 4% dei codici a superficie dei sistemi superconduttivi.
Evoluzione dei qubit fisici necessari per violare la crittografia ECDSA-256 di Bitcoin: da 13 milioni nel 2022 a meno di 500.000 (Google) e 26.000 (Oratomic/Caltech) nel 2026. Fonti: Google Quantum AI 2026, Oratomic/Caltech 2026.
Per Bitcoin, le conseguenze sono concrete. Un attacco “on-spend”, cioè il furto di fondi mentre la transazione aspetta conferma nella mempool, diventa teoricamente possibile con un sistema superconduttivo da 500.000 qubit in grado di derivare una chiave privata in nove minuti, un tempo vicino ai dieci minuti del blocco Bitcoin.
Gli attacchi “at-rest”, quelli che puntano alle chiavi pubbliche già visibili sulla blockchain come gli indirizzi P2PK dell’era Satoshi (circa 1,7 milioni di BTC a rischio), possono essere condotti anche con tempi più lunghi e risultano alla portata dei sistemi ad atomi neutri.
L’industria risponde: BIP-360, SHRINCS e i 5 milioni di Galaxy Digital
La community Bitcoin ha messo in campo diverse contromisure. BIP-360 (Pay-to-Merkle-Root) propone di tenere nascoste le chiavi pubbliche fino al momento della spesa, proteggendo i nuovi indirizzi dagli attacchi at-rest. Il limite: non copre i fondi legacy già esposti né gli attacchi on-spend.
Chi cerca una soluzione più completa guarda a SHRINCS, lo schema di firme basato su funzioni hash di Blockstream Research. Pubblicato a dicembre 2025, SHRINCS è in fase di test sulla sidechain Liquid dal marzo 2026. Se venisse adottato sulla mainnet, neutralizzerebbe sia le minacce at-rest sia quelle on-spend.
Galaxy Digital ha investito 5 milioni di dollari il 21 luglio 2026 con la Bitcoin Quantum Readiness Initiative. Il programma finanzia chi lavora su firme quantum-resistant, strumenti di migrazione per wallet e audit di sicurezza. Al Quantum Advisory Council siedono Barry Sanders, direttore scientifico di Quantum City all’Università di Calgary, Damien Bérubé del MIT e Eran Tromer della Boston University. Le candidature sono aperte via quantum@galaxy.com.
Le roadmap hardware di IonQ e IBM puntano a migliaia di qubit logici entro i primi anni 2030. Adam Back, CEO di Blockstream, colloca la minaccia quantistica credibile tra 20 e 40 anni da oggi. Le stime, però, si accorciano a ogni nuovo paper pubblicato.
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Ci dobbiamo preoccupare?
Gli studi di marzo e la scoperta di Anthropic a luglio convergono su un punto: la minaccia quantistica per Bitcoin è passata da ipotesi accademica a problema ingegneristico con una scadenza, ancora incerta, ma meno remota di quanto si pensasse.
Le precauzioni che puoi prendere adesso sono semplici. Non riutilizzare gli indirizzi: ogni volta che spendi, la chiave pubblica finisce esposta sulla blockchain. Usa wallet con formati moderni (SegWit, Taproot) che riducono la finestra di vulnerabilità. Tieni d’occhio BIP-360 e SHRINCS: quando saranno pronti per la mainnet, migrare tempestivamente sarà la scelta prudente.
Galaxy Digital e Blockstream Research stanno lavorando alle soluzioni. Il prossimo ostacolo sarà raggiungere il consenso per implementarle sulla rete principale, un processo che nella governance decentralizzata di Bitcoin potrebbe procedere più lentamente dell’avanzamento tecnologico quantistico.
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