Bitcoin crolla sotto i $63.000: ETF in fuga, record liquidazioni
Bitcoin sotto i 63.000$: ETF in fuga, liquidazioni record e paura estrema colpiscono il mercato crypto.
Settimana durissima per le crypto. Bitcoin è sceso sotto i 63.000 dollari oggi per poi risalire leggermennte in queste ore, un prezzo che non si vedeva da Febbraio, con una perdita superiore al 21% dai massimi locali di 82.800 dollari toccati poche settimane fa. Il contraccolpo è stato violento: liquidazioni per 1,83 miliardi di dollari in un solo giorno, il peggior dato dal 6 Febbraio.
A trascinare il prezzo verso il basso sono i deflussi dagli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti. In undici sedute consecutive gli investitori istituzionali hanno prelevato 3,45 miliardi di dollari. Mai si era verificata una serie negativa così lunga da quando questi prodotti esistono, cioè da gennaio 2024. Il patrimonio gestito dai fondi approvati è passato da 107,8 a circa 82,8 miliardi in sole tre settimane. Una notizia molto negativa.
Il quadro macro complica tutto. I rendimenti dei Treasury americani sono saliti di 18 punti base in tre giorni, al 4,82%. La Federal Reserve ha tolto dal comunicato di giugno il riferimento ai “progressi verso il target del 2%” e due membri votanti non escludono di rimandare i tagli al 2027. Insomma molta tensione sui mercati.
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Tredici giorni di deflussi dagli ETF: un esodo istituzionale senza precedenti
I fondi spot su Bitcoin quotati negli USA hanno accumulato tredici sessioni consecutive di deflussi netti, battendo il record precedente, otto giorni, a febbraio 2025. Secondo SoSoValue, il patrimonio netto è calato da 104,29 miliardi il 14 maggio a 82,83 miliardi il 4 giugno.
La giornata più pesante è stata mercoledì 28 maggio: 1,1 miliardi ritirati in una singola sessione.
Sorprende il dato di BlackRock iShares Bitcoin Trust (IBIT) che ha perso 980 milioni nella settimana, il dato peggiore dalla quotazione. Fidelity Wise Origin (FBTC) ha visto uscite per 640 milioni; Grayscale (GBTC) ha registrato riscatti per 1,2 miliardi, circa il 35% dell’intero deflusso settimanale nonostante detenga meno del 15% degli asset della categoria.
I deflussi dagli ETF iniziano a spaventare il mercato. Fino a poco tempo fa erano considerati il motore principale dell’apprezzamento di Bitcoin”
Per il momento non sembrano esserci catalizzatori di breve che potrebbero riportare il alto il prezzo, per ora il sentiment è destinato a rimanere negativo.

Deflussi giornalieri dagli ETF Bitcoin spot USA tra fine maggio e inizio giugno 2026. Fonte: dati SoSoValue.
Liquidazioni a cascata: $1,83 miliardi bruciati in 24 ore
La discesa fino a 65.300 dollari, meno 8% dal massimo intraday di 71.300, ha innescato un effetto domino sulle posizioni a leva. In 24 ore gli exchange hanno liquidato 1,83 miliardi di dollari, quasi tutti a carico dei long: 1,58 miliardi contro 250 milioni di short.

Bitcoin da solo ha generato quasi 840 milioni di liquidazioni long, Ethereum 408 milioni. I dati on-chain mostrano che l’offerta di BTC su Binance ha toccato 659.000 unità, il massimo degli ultimi tre mesi. La pressione in vendita dunque non si è ancora esaurita.
Il Fear and Greed Index delle crypto è precipitato sotto quota 20, in zona “Extreme Fear”.
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Analisi tecnica: il supporto a $60.000 e lo spettro del 2022
I trader guardano alla fascia 63.000-65.000 dollari, dove BTC prova a consolidarsi. Rekt Capital avverte: la media mobile esponenziale a 50 mesi, ora a 66.628 dollari, ha retto per tutto il 2026 ma adesso vacilla. “Nei mercati ribassisti Bitcoin rimbalza su questa EMA prima di perderla”, ha scritto l’analista.
Diamo un’occhiata al grafico BTC /USD:

Come vediamo il prezzo ha perso di nuovo la media SMA a 50 giorni e le due medie di lungo periodo si sono avvicinate in maniera pericolosa. Il prossimo test potrebbe essere quello dei 60.000 dollari, su grafico settimanale la media mobile a 200 settimane passa proprio in zona 61.000.
Perdere dei supporti durante un bear market non ha impedito rally comunque forti nel ciclo seguente. Quindi tutto è ancora in bilico.
Tre fattori dietro il crollo: tassi, geopolitica e concorrenza dell’AI
La liquidità sta uscendo dal mercato crypto per tre vie contemporaneamente. La prima sono i tassi: con i Treasury al 4,82% e la Fed che allontana i tagli, mantenere un asset senza rendimento come Bitcoin costa sempre di più. Diversi hedge fund e family office avevano comprato ETF Bitcoin con logiche di carry trade. Con i tassi in salita, stanno chiudendo le posizioni.
La seconda è la geopolitica. Le ostilità tra Iran e Israele hanno colpito tutti gli asset di rischio, ma Bitcoin più degli altri. La storia del “digital gold” non ha retto alla prova dei fatti: l’oro fisico ha guadagnato il 4% nello stesso periodo in cui BTC ha perso il 14%. Ne abbiamo parlato anche nel nostro ultimo approfondimento.
🛠 GUIDA PRATICA Bitcoin vs Oro: chi vince come riserva di valore nel 2026?La terza è il settore dell’intelligenza artificiale. Nvidia ha comunicato ricavi trimestrali di 81,6 miliardi di dollari e un buyback da 80 miliardi. Il 3 giugno il Philadelphia Semiconductor Index è salito del 5,9%, mentre Bitcoin scendeva del 5,7%. Lo stesso Peter Schiff da sempre sostenitore dell’oro ha sottolineato in un post:

come sia iniziata una correzione dei titoli tecnologici che di fatto supportavano Bitcoin. Nel momento in cui anche i titoli AI inizieranno a scendere gli investitori si rifugeranno nel vero asset riserva di valore che è l’oro. Staremo a vedere.
Paura diffusa, ma i precedenti lasciano spazio alla speranza
Bitcoin sta attraversando una fase critica. Gli ETF stanno perdendo sempre più afflussi, le liquidazioni si accumulano, il sentiment segnala panico diffuso. La capitolazione dei detentori di lungo termine potrebber però essere il segnale tipico delle fasi finali dei bear market. Il minimo potrebbe avvicinarsi.
Cosa aspettarsi ora? i livelli da tenere d’occhio sono 60.000 dollari come ultima trincea tecnica e 50.000 come potenziale minimo annuale citato da diversi analisti.
Se i 60.000 reggono, il mercato potrebbe trovare una base per il recupero. Se cedono, si entrerebbe in un territorio che non si vedeva dal 2024. La prossima mossa della Fed e gli sviluppi in Medio Oriente decideranno la direzione nelle settimane a venire.
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