Il mercato crypto inizia la settimana con una forte correzione del prezzo di Bitcoin che arriva a toccare i 112.000 dollari con un calo di circa il 4% in una sola giornata.
BTC ci aveva abituati bene ad Agosto ma ovviamente non può sempre salire. Ricordiamo che a metà Agosto ha registrato il suo massimo storico.
Nella notte non c’è stata alcuna notizia negativa per le crypto ma si è verificato un calo “tecnico” dovuto alle forti liquidazioni (circa 1,7 miliardi di dollari) che hanno colpito sopratutto le posizioni long in leva e generato forti cali anche sulle altcoin.
E ci sono già molti analisti che parlano di “ciclo esaurito” con delle metriche on chain che suggerirebbero un possibile indebolimento della spinta del ciclo rialzista di Bitcoin.
La settimana scorsa non si era chiusa male. C’è stato infatti l’atteso taglio ai tassi da parte della Federal Reserve (già comunque prezzato) che aveva alimentato un nuovo ottimismo.
Oggi il mercato ha reagito in maniera negativa dopo il cauto ottimismo della scorsa settimana, col prezzo di Bitcoin che non ha saputo cavalcare questa spinta “rialzista”.
Per il momento i volumi sui principali Exchange sembrerebbero indicare un aumento della pressione in vendita. Si fa presto in questo settore a a passare da euforia a cautela.
E’ finito il ciclo rialzista? Come sempre cerchiamo di analizzare i dati per capire quali sono i motivi del crollo di Bitcoin.
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Sommario
Bitcoin crolla: prezzo sotto i 112k
Bitcoin crolla e lo fa con un’intensità che ricorda le fasi più turbolente dei cicli passati. Solo il 14 Agosto aveamo assistito al massimo storico a 124.500 dollari. Dal suo All Time high, il prezzo di BTC ha perso oltre il 10% in meno di dieci giorni, scendendo fino a 111.980 dollari.
Come vediamo nel grafico di TradingView:
il prezzo sta cercando il recupero in area 113.200 $ dopo aver perso nuovamente il livello indicato dalla media mobile a 50 periodi.
In caso di continuazione ribassista potremmo andare a ritestare l’area tra i 108.000 ed i 110.000 dollari che ora fa supporto.
Potrebbe quindi essere un primo segnale di indebolimento della struttura rialzista che aveva caratterizzato l’estate.
Al di sotto di questo livello, la pressione ribassista potrebbe intensificarsi, aprendo la strada a una discesa più profonda verso quota 105.000 dollari e successivamente verso la soglia psicologica dei 100.000 dollari che è importantissimo non perdere.
Nello scenario rialzista, possiamo notare le resistenze in area 118.000 dollari, livelli che corrispondono alle aree di maggiore concentrazione delle precedenti posizioni long.
Per un ritorno all’ottimismo sarebbe necessario invertire la rotta con un breakout deciso dei 120.000 $, cosa per ora poco probabile.
Liquidazioni: oltre 1,7 miliardi bruciati
Come anticipato nell’introduzione, a causare questo brusco movimento sono state le liquidazioni.
Come vediamo dai dati di Coinglass:
nelle ultime 24 ore sono stati liquidati più di 1,7 miliardi di dollari tra posizioni long e short. Come vediamo principalmente long con 1,6 miliardi bruciati, di cui circa 277 milioni su Bitcoin e quasi 480 milioni su Ethereum.
Parliamo di oltre 400.000 trader liquidati. Analizzando l’open interest si notava una quantità enorme di posizioni in leva in long e come sempre il mercato ha punito questo eccesso di speculazione.
Il mercato sta cambiando. C’è una crescita dell’ampiezza delle liquidazioni dovuta al fatto, che molto probabilmente anche alcune whales stanno eccedendo nell’utilizzo della leva.
Quando le crypto si muovono in maniera forte in una direzione, gli effetti sia nelle fasi rialziste che ribassiste possono generare molta volatilità.
C’è inoltre secondo i dati di CoinGlass una forte concentrazione di liquidità nelle aree in zona 115.000$. Quindi non escluso che Bitcoin peschi un po’ da quelle zone prima di tentare un rimbalzo, così come non è certo che recuperi.
Quindi una ulteriore discesa del prezzo non sarebbe sorprendente. Molto dipenderà dal sentiment ma anche dall’andamento delle prossime sessioni sui mercati tradizionali.
ETF: dati positivi nonostante il ribasso
Nonostante i crollo, il mercato degli ETF sembra reagire positivamente. Come osserviamo dai dai pubblicati da SoSoValue il quadro è positivo: la settimana scorsa gli ETF spot hanno registrato afflussi netti per 2,34 miliardi di dollari, e questa settimana siamo già a quasi 1 miliardo.
Si tratta della quarta settimana consecutiva di crescita di afflussi per gli ETF Spot su Bitcoin.
Il risultato è che gli asset under management (AUM) per quanto riguarda solo è arrivato ad un totale di 152 miliardi di dollari, superando il 6% della market cap di Bitcoin.
Questo dato assume un significato particolarmente importante: evidenzia che gli investitori istituzionali non stanno abbandonando il settore, ma anzi continuano a portare nuovi affussi capitali rilevanti.
Gli ETF su Bitcoin sono stati i principali beneficiari di questa dinamica. Dopo i 2,34 miliardi di dollari di afflussi della settimana precedente, anche l’ultima settimana ha visto la maggior parte dei flussi dirigersi verso questo strumento, con un totale di 3,9 miliardi di afflussi in quattro settimane.
Insomma il sentiment degli investitori istituzionali verso Bitcoin è ancora positivo.
Crollano le altcoin sulla scia di BTC
Quando crolla Bitcoin soffrono inevitabilmente anche le altcoin. Come sapete, il prezzo BTC funge infatti da benchmark per il settore, e la sua volatilità si riflette rapidamente sulle altcoin, spesso con variazioni ancora più violente. E così è stato anche questa volta.
Ethereum in ribasso di oltre 5 punti
Il crollo di Bitcoin ha trascinato Ethereum verso perdite amplificate del 5,58%, con il prezzo ETH che è scivolato da $4.700 a $4.300 in poche ore. Le liquidazioni su Ethereum hanno raggiunto $479,6 milioni.
Nonostante la correzione immediata, i fondamentali di Ethereum rimangono solidi. Anche il rapporto ETH/BTC come vedete nel grafico:
si attesta attorno a 0,037 e ha rotto la media mobile a 50 periodi. Bene invece gli afflussi sugli ETF Ethereum che come vedete:
scendono leggermente dopo 2 giornate positive.
Solana e le blockchain alternative sotto pressione
Solana ha perso il 7,2% scendendo a $219, anche se nel mensile è comunque cresciuta ed il suo grafico rimane ancora rialzista. Probabili che ci siano stati dei take profit dopo il rally di Settembre.
Come vedete dal grafico:
Solana non se la passa affatto male con il prezzo di SOL che rimane saldamente sopra la media mobile a 50 periodi.
Avalanche (-8,3%) e Polygon (-11,1%) hanno subito le correzioni più severe, penalizzate da una minore liquidità.
Male anche le memecoin che hanno subito le perdite più consistenti del mercato:
- DOGE -9,5% a $0,28
- SHIB -6,3% su base settimanale
- PEPE -10,11%, che cancella tutte le buon performance della settimana
- Micro-cap memes -10-30% in media
Il settore meme ha perso $15 miliardi di market cap in 24 ore, evidenziando come ci sia solo speculazione su questi token.
Tra le peggiori della settimana in assoluto troviamo:
PUMP, il token di Pump Fun che realizza un -30%, PI a -30%, Conflux (CFX) a -17% così come SPX6900, poi Radyum, ENA, Arbitrum, POL, Celestia (TIA) tutti con ribassi superiori al 10%.
Conclusioni
Il calo recente di Bitcoin rappresenta un piccolo campanello d’allarme per l’intero mercato delle criptovalute. Le liquidazioni record, l’indebolimento degli indicatori on-chain e il peggioramento del rapporto rischio-rendimento potrebbero indicare che la fase rialzista stia perdendo un po’ do slancio.
Il taglio dei tassi della Fed non è bastato a sostenere la domanda e il prezzo di BTC si trova ora in una zona critica.
Le prospettive di breve termine restano incerte: se i supporti tengono, potremmo assistere a un rimbalzo, ma una rottura al ribasso potrebbe portare sicuramente una correzione più profonda. Attenzione al livello psicologico dei 100.000 dollari che bisogna difendere coi denti.
Come sempre la gestione del rischio è l’aspetto più importante in questo settore. Affidarsi solo all’euforia e non avere una strategia può avere conseguenze disastrose.
Meglio rimanere sempre cauti e rimanere informati per avere più consapevolezza su come comportarsi in fasi di mercato in cui nessuno può sapere in che direzione andremo.
Disclaimer: le previsioni degli analisti non devono essere considerate come un consiglo finanziario, ognuno deve fare le proprie valutazioni in tema di investimenti.
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