Bitcoin: cosa sono e come funzionano

Quasi 10 milioni di persone al mondo hanno fatto scambi con Bitcoin, la criptomoneta che inizialmente aveva un valore unitario di 0,0025 dollari e che oggi vale circa 411 dollari. Vediamo allora cosa sono, come funzionano queste monete virtuali e cosa ci può riservare il futuro.

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Con i Bitcoin si possono fare sia acquisti reali che scambi con le monete tradizionali

Cosa sono i Bitcoin

Quando si parla di Bitcoin ci si riferisce ad una moneta elettronica venuta alla luce il 3 gennaio 2009. Il nome del creatore è di fantasia, Satoshi Nakamoto, in quanto la vera identità degli inventori rimane ancora oggi sconosciuta. Il grande entusiasmo iniziale ha lasciato presto spazio a molto scetticismo e a molte critiche, ma nonostante questo i Bitcoin sono molto usati e il loro numero è aumentato in maniera esponenziale.
Con la criptomoneta si possono fare sia acquisti reali che scambi con le monete correnti (ad esempio con l’euro o con il dollaro americano). Il valore dei Bitcoin è molto variabile. Il primo acquisto, nel 2010, fu di un paio di pizze, per un controvalore di 25 dollari circa, con 10mila Bitcoin. Oggi vale circa 411 dollari, ma in passato ha anche raggiunto quota 1.200 dollari.

Come funzionano i Bitcoin

La produzione e lo scambio di questa valuta virtuale si compiono attraverso il protocollo peer-to-peer. Cerchiamo quindi di capire innanzitutto, con parole semplici, qual è la differenza tra i Bitcoin e le monete reali. Il valore di tutte le divise monetarie viene, come sappiamo, garantito dalla rispettive banche centrali (la Banca Centrale Europea è l’organismo garante per l’euro, la Federal Reserve per il dollaro, la BoJ per lo yen giapponese, la BoE per la sterlina inglese, e così via); per quanto riguarda i Bitcoin, al contrario, non esiste alcuna terza figura di garanzia e gli unici garanti del corretto funzionamento dell’intero sistema sono gli utenti stessi. Ipotizziamo quindi una transazione online di danaro tra due soggetti: se utilizzassero le divise tradizionali dovrebbero pagare delle commissioni alle banche; se usassero Bitcoin, invece, ci sarebbe un passaggio di soldi diretto senza intermediari e quindi senza commissioni. In quest’ultimo caso, sarebbero infatti tutti gli altri utenti Bitcoin a fungere da garanti della correttezza dell’operazione.

Il protocollo 2P, basandosi su dati crittografati, è abbastanza complicato. Per rendere più semplice la questione diciamo che ogni fruitore Bitcoin risulta collegato con tutti gli altri utenti del sistema e possiede una copia di una specie di libro mastro, la cosiddetta blockchain (catena di blocchi). In questa catena vengono registrate tutte le transazioni di tutti gli utenti da quando sono stati messi sul mercato i Bitcoin.
Al fine di impedire eventuali truffe, su ogni Bitcoin viene quindi scritto il nome del possessore; in questo modo ogni titolare potrà usarlo solo una volta ed è praticamente impossibile falsare il suo portafoglio (wallet) Bitcoin. Il controllo viene garantito dai miners, calcolatori che verificano la correttezza di ogni singola transazione.

La possibilità di battere nuova moneta ha un termine predeterminato: 21 milioni di unità di Bitcoin, questo è il limite che, secondo alcune stime, dovrebbe essere raggiunto nel 2140.

La portata rivoluzionaria dei Bitcoin

Il vero motore rivoluzionario dei Bitcoin non risiede tanto nella criprovaluta ma nel meccanismo che le sta dietro: la blockchain. La mancanza di un organo centralizzato con funzione di garanzia, la libertà d’accesso, la sicurezza, l’affidabilità, la trasparenza, la solidità e la rapidità delle transazioni, sono tutti fattori che possono rendere appetibile il sistema in molti altri comparti della vita quotidiana.