Bitcoin a 73.000 dollari: quasi un miliardo in liquidazioni, male gli ETF Spot
Bitcoin a 73.000$ dopo i raid in Iran: quasi 1 miliardo di liquidazioni crypto e forti deflussi dagli ETF spot USA.
Bitcoin è sceso fino a 72.912 dollari durante le contrattazioni asiatiche, con una perdita del 3,4% rispetto al giorno precedente e del 6,3% su base settimanale. A provocare il crollo sono stati i raid aerei contro installazioni militari iraniane nei pressi dello Stretto di Hormuz, un’azione che ha cancellato, di fatto, le speranze di distensione coltivate nelle settimane precedenti.
I trader con posizioni a leva hanno subito le perdite più gravi: 958,8 milioni di dollari in liquidazioni nell’arco di 24 ore, distribuite su 167.706 operatori. Il 93% ha colpito posizioni rialziste. Sul solo Bitcoin le liquidazioni ammontano a 386 milioni di dollari, su Ethereum a 246 milioni. La più pesante in assoluto, 15,34 milioni su una singola posizione BTC, è avvenuta su Hyperliquid.
Il rosso ha investito l’intero mercato. Ethereum è finito a 1.976 dollari, giù del 4,2%. Solana ha perso il 3,5% scivolando a 80,57 dollari. XRP è calato del 3,6% sotto quota 1,30, Dogecoin del 3,2% a 0,0979.
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Fuori dal mondo crypto, l’indice MSCI All Country World ha ceduto lo 0,4%, le piazze asiatiche l’1,7%. Il petrolio, al contrario, è salito sui timori di interruzioni dei transiti nello Stretto.
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I raid americani e la risposta di Teheran
Il CENTCOM ha confermato di aver colpito siti di lancio missilistici, postazioni per droni e centri di comando nel sud dell’Iran. I raid sono arrivati dopo che le forze iraniane avevano preso di mira tre cacciatorpediniere della US Navy, USS Truxtun, USS Rafael Peralta e USS Mason, l passaggio nello Stretto. Il Pentagono ha definito la risposta difensiva e ha precisato che nessun mezzo americano ha riportato danni.
L’Iran ha bollato i raid come violazione del cessate il fuoco e ha preannunciato una ritorsione. Quattro droni monouso iraniani sono stati abbattuti. Il Tesoro USA ha imposto sanzioni alla Persian Gulf Strait Authority, l’ente che gestisce il traffico nello Stretto. Trump ha garantito che la via d’acqua resterà aperta, ma la fiducia dei mercati si è prosciugata.
Per settimane Bitcoin aveva tenuto quota 74.000 nonostante il calo della domanda istituzionale. I raid di giovedì hanno bucato quel livello senza troppe difficoltà, e la velocità con cui si sono accumulate le liquidazioni racconta di un mercato posizionato male: troppi long aperti, stop troppo vicini al prezzo corrente.

Liquidazioni crypto nelle ultime 24 ore suddivise per asset. Bitcoin guida con 386 milioni, seguito da Ethereum con 246 milioni. Fonte: dati CoinGlass.
733 milioni fuori dagli ETF Bitcoin in un solo giorno
Anche gli investitori istituzionali hanno venduto pesantemente. L’ETF di BlackRock (IBIT) ha subito riscatti per 527,84 milioni di dollari mercoledì, quasi eguagliando il record di 528,3 milioni del 30 gennaio. Sommando tutti gli 11 ETF Bitcoin spot americani, i deflussi della seduta raggiungono 733,43 milioni. Grayscale GBTC ha perso 104,76 milioni, Fidelity FBTC 60,30 milioni.

Nelle ultime due settimane più di 2 miliardi di dollari sono usciti dal complesso ETF. Questi fondi detengono circa 1,3 milioni di BTC, il 7% dell’offerta circolante. L’uscita dei capitali istituzionali, sommata al panico da guerra, ha fatto scivolare il prezzo da 82.500 a meno di 73.000 dollari in tre settimane.
Cosa ci attende? Tra Hormuz e le aste del Tesoro
Le prospettive a breve non sono incoraggianti. Se l’Iran dovesse reagire militarmente, Bitcoin potrebbe testare i 70.000 dollari, un livello che non si vedeva da febbraio. Il drenaggio di liquidità dal Tesoro aggiungerebbe pressione nei prossimi giorni.
🛠 GUIDA PRATICA Calendario economico - Rimani aggiornato con i dati macroUn Fear & Greed Index a 28 ha preceduto rimbalzi tecnici nel passato, ma questa volta la combinazione di fattori è insolita: guerra, deflussi ETF e stretta monetaria convergono tutti nella stessa finestra temporale.
Staremo a vedere quale direzione prenderà il mercato.
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