Bitcoin sotto i 70.000$: la Fed riporta l’incertezza sui mercati.
Ieri la Federal Reserve americana ha tenuto la sua riunione del FOMC e ha deciso di lasciare i tassi fermi, tra il 3,50% e il 3,75%. Una mossa attesa, certo. Ma il mercato si era gia mosso prima, e in modo brusco.
Nelle ore precedenti all’annuncio, Bitcoin era scivolato del 3,4%, toccando circa 70.900 dollari. Il motivo? Un dato sull’inflazione alla produzione molto più caldo del previsto: il PPI annualizzato ha segnato il 4,1%, contro le attese del 3,4%.
Mezzo punto di differenza che ha fatto tremare i mercati. Ad Ethereum è andata anche peggio, perdendo il 5,3% e scendendo a 2.199 dollari.
Poi è arrivato il FOMC. La Fed ha detto: tassi invariati. E Bitcoin, quasi come per riflesso, ha rimbalzato sopra i 72.000 dollari. Non è stata una ripresa esplosiva, ma ordinata, con i compratori istituzionali che hanno assorbito la pressione di vendita nei pressi di 71.000 dollari.
Un segnale interessante, anche se non risolutivo.
Sommario
Analisi tecnica: i livelli che contano davvero
Su time frame giornaliero, la struttura tecnica di Bitcoin rimane ancora incerta. I minimi sono crescenti, il prezzo tiene sopra le medie mobili esponenziali a 100 e 200 periodi.

La tendenza di breve periodo non è ancora rotta. Ma attenzione alla fascia tra 70.250 e 71.275 dollari. E lì che si è formata la liquidità durante il breakout di lunedì, ed è lì che il mercato potrebbe tornare a risalire.
Se quella zona cedesse, il prossimo supporto significativo si troverebbe tra 68.300 e 69.000 dollari, dove c’è un order block rilevante. I dati di CoinGlass mostrano che nelle ultime due settimane ogni volta che il mercato è sceso a quei livelli, la domanda ha tenuto. Ma i mercati non ripetono sempre gli stessi copioni.
Il mercato sembra voler scaricare incertezza dopo la riunione, indipendentemente dall’esito. Questa settimana potrebbe non fare eccezione.
Il quadro macro: non solo FED
La Fed non è l’unica variabile in gioco. Le sue proiezioni economiche aggiornate parlano di inflazione più alta nel 2026, spinta dai prezzi dell’energia.
Causa? Il conflitto in corso tra Usa, Israele e Iran, che ha fatto impennare il prezzo del petrolio. Una variabile geopolitica che nessun modello di previsione riesce a quantificare con precisione.
Sul fronte normativo, il crypto market structure bill sembra bloccato al Senato americano, con i disaccordi sulle stablecoin che si trascinano senza soluzione.
È una delle grandi scommesse che Wall Street aveva fatto per il 2026: regole chiare avrebbero attirato capitali istituzionali. Per ora, quella scommessa non si è concretizzata. E molti hanno già abbassato i propri target su BTC ed ETH.
Gli ETF resistono: Il segnale più rassicurante
Nonostante il caos di giornata, gli ETF spot su Bitcoin continuano a registrare afflussi. Non flussi speculativi, dicono gli analisti, ma allocazioni strategiche di lungo periodo. La domanda istituzionale tiene, e questo è probabilmente il dato più importante da portare a casa da questa giornata volatile.
Ecco gli ultimi dati su SoSovalue:

abbiamo avuto afflussi costanti negli ultimi giorni con valori vicini ai 200 milioni di dollari il 16 e 17 Marzo. Ieri giornata negativa anche per via dei dati negativi.
Un dettaglio interessante: il giorno prima della correzione, i dati on-chain mostravano oltre 48.000 BTC in profitto trasferiti verso gli exchange in 24 ore, mentre il prezzo si avvicinava a 75.000 dollari.
Un classico segnale di distribuzione dei guadagni da parte degli holder di breve periodo. Quando si è combinato con il dato PPI negativo, il ribasso si è amplificato.
Bitcoin e la Fed: un equilibrio precario
In sintesi: Bitcoin ha mostrato una certa tenuta, il rimbalzo sopra 72.000 dollari è incoraggiante, ma la situazione macro resta complicata. Inflazione in rialzo, geopolitica instabile, legislazione crypto in stallo.
Non è il momento di dormire sugli allori. Per chi monitora il mercato, i flussi degli ETF e i livelli di liquidità on-chain sono diventati le bussole più affidabili.
Non ci resta che attendere per capire come si chiuderà la settimana, un dato importantissimo che potrebbe cambiare tutto.
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