Birra, Peroni e Grolsch tornano in vendita

Ab Inbev potrebbe essere costretta a vendere alcuni importanti marchi tra cui la Birra Peroni e l’olandese Grolsch.  Una cessione da cui si stima che il colosso potrebbe ricavare svariati miliardi di euro.

Peroni e Grolsch marchi in vendita

Il gruppo An Busch Inbev sarebbe dunque pronto a vendere i due brand controllati dalla britannica SabMiller, per procedere senza intoppi alla annunciata maxi fusione nel comparto delle bevande alcoliche.

In questo modo si potrà avere più agevolmente il via libera da parte degli organismi europei e  avviarsi alle attese “nozze” con la società inglese.

Secondo gli analisti, il gruppo belga-brasiliano Anheuser-Busch InBev,  a seguito della cessione dei due brand controllati dalla SabMiller, potrà far ricredere chi punta il dito contro il colosso della birra che sta per nascere dalla maxi fusione (valore previsto circa 120 miliardi di euro) ma accusato di essere destinato ad assumere una posizione dominante sul mercato europeo.

Peroni e Grolsch acquirenti

Per quanto riguarda i potenziali acquirenti dei due marchi Peroni e Grolsch, fra i più gettonati, al momento, troviamo l’olandese Heineken, l’americana Molson Coors e l’irlandese C & C Group.

Secondo indiscrezioni, indipendentemente da quanto decideranno le l’autorità antitrust a Bruxelles sulla fusione tra Ab InBev e SabMiller, le cessioni di Peroni e Grolsch sono già programmate e dunque si porteranno in ogni caso a compimento.

Ricordiamo che all’inizio del mese di novembre la belga Ab Inbev ha lanciato un’offerta d’acquisto da 71 miliardi di sterline sulla sudafricana Sabmiller, gruppo quotato alla Borsa di Londra. Da questa unione si darebbe vita a un colosso in grado di generare la metà dei profitti mondiali nel comparto.

Per quanto concerne invece la valutazione dei marchi Peroni e Grolsch, secondo le ultime indiscrezioni apparse sul Sunday Times, si parla di diversi miliardi di euro.

La vendita di Peroni e Grolsch è stata presa seriamente in considerazione da parte dei vertici del gruppo, ora bisogna attendere se quanto deciso sarà rispettato o se, in mancanza di proposte soddisfacenti, i piani del management del colosso delle bevande subiranno nuovi cambiamenti.