Un bimbo in arrivo, sostiene un vecchio adagio popolare, porta con sé una pagnotta sotto l’ascella, a significare che non graverà sui bilanci economici della famiglia. In realtà, le spese che accompagnano la nascita di un figlio fin dal primo anno di vita sono così variegate ed esorbitanti che rischiano di mandare all’aria i sempre più fragili equilibri finanziari familiari. La soluzione è studiare e mettere in pratica tutte le strategie disponibili per rendere low cost ed economicamente sostenibile il bimbo in arrivo in famiglia. Ecco qualche suggerimento per risparmiare.

L’usato a mesi-zero

La cosa che più fa male al portafoglio dei neo-genitori è che capita spesso di comprare prodotti per il bimbo in arrivo, senza riuscire poi a utilizzarli pienamente. Per questo motivo i mercatini dell’usato sono una vera risorsa per i genitori che tentano di risparmiare e per coloro che desiderano liberarsi degli acquisti rivelatisi in poco tempo superflui. Oltre alle occasioni che si possono incontrare in fiere e mercati, in Rete esistono molti siti dedicati al baratto o alla vendita di prodotti usati per bebè. Con una buona ricerca e un po’ di tempo a disposizione si riescono a trovare utilities, elementi d’arredo e abbigliamento anche a metà prezzo.

Gruppi d’acquisto per genitori

Se vuoi che sia tutto nuovo per salutare la novità del tuo bebè ma non vuoi rinunciare al risparmio e alla qualità, puoi partecipare a un gruppo di acquisto tra famiglie, unendoti ad un gruppo già esistente nella tua zona o organizzandolo insieme ad altri neo-genitori. L’acquisto collettivo di grandi quantitativi di pannolini, prodotti alimentari biologici e latte in polvere, ad esempio, permette di strappare prezzi molto contenuti a parità di prodotto o servizio. E non si tratta di risparmiare solo pochi euro: Federconsumatori nel dossier Caro bimbo calcola che nel primo anno di vita del bebè si può arrivare a spendere oltre mille euro solo di pannolini.
Una spesa che può rivelarsi particolarmente consistente è quella riguardante il passeggino, che costa tra i 170 e i 430 euro; se volete rimandarla una soluzione alternativa economica e pratica, almeno per il primo anno di vita, è rappresentata dalle fasce portabebè, nei loro vari modelli: anche in questo caso, in Rete è possibile trovare un ottimo assortimento.

Per la pappa del bimbo in arrivo, il fai-da-te più sostenibile

Per latte e pappe, calcola Federconsumatori, possono volar via quasi 3.700 euro in un anno. Da 0 a 6 mesi l’allattamento al seno è certamente il metodo infallibile per risparmiare e assicurare al bebè un’alimentazione completa e sicura: solo così ci si può dimenticare di latte artificiale, biberon e sterilizzatore. Quando, per le più svariate ragioni, l’allattamento al seno non è possibile, si può cercare di alleviare la cospicua spesa attraverso i gruppi d’acquisto o dando la caccia alle offerte nei supermercati e in Rete.bimbo-in-arrivo-allattamento. Credits: Ipernity, flickrQuando il bambino supera i 6 mesi e comincia lo svezzamento, spesso si ricorre a prodotti preconfezionati e a omogeneizzati, che hanno il vantaggio di una notevole praticità. Oltre a essere piuttosto costosi, tuttavia, non sempre la qualità è ottimale e presenta il necessario bilanciamento dal punto di vista nutrizionale. Una soluzione economica consiste nel preparare in casa le pappe, utilizzando prodotti freschi e soprattutto di stagione: sono più a buon mercato e assicurano al tuo bebè una dieta varia e nutriente.

Risparmio e salute sulla pelle

Per assicurare al bimbo in arrivo un’adeguata cura della salute della pelle senza dilapidare una fortuna, è possibile ricorrere a prodotti naturali, facili da confezionare in casa e che apportano alla pelle un nutrimento senza conservanti, sostanze nocive e allergeni. Oltre all’uso puro di olio di mandorle, di girasole o d’oliva – sempre consigliato per non sensibilizzare la pelle del neonato – è possibile miscelarli con delle essenze naturali e ottenere un olio idratante adatto alla pelle del bebè. Per prevenire e curare le infiammazioni da pannolino, è possibile autoprodurre unguenti acquistando gli ingredienti base in erboristeria, in sostituzione delle più care pomate che si trovano in farmacia: la spesa è notevolmente inferiore e si usano prodotti naturali mantenendo un’ottima qualità. Un esempio? Basta far sciogliere a bagnomaria una parte di cera d’api per 7 parti di olio e aggiungere, una volta sciolta la cera, la tintura madre di calendula, dalle stupefacenti proprietà lenitive, e un paio di gocce di tea tree oil, noto per le sue proprietà cicatrizzanti.

Ri-giochi-amoli!

In tempi di spending review familiare anche la spesa per i giocattoli dei bambini può essere una voce imponente del bilancio. Ciò che più duole, tuttavia, è lo spreco che sembra connaturato ai giochi: nelle mani dei bambini durano spesso il tempo della scoperta e poi vengano sistematicamente abbandonati in fondo alla cesta dei giochi, per essere infine riposti in veri e propri cimiteri dei giocattoli inutilizzati: le cantine e i solai. Giochi da tavolo, video giochi, attrezzature sportive, libri, fumetti… quale cantina ne è priva?

Giocattoli in cantina. Credits: The_WB, flickrCome fare, dunque, ad allungare la vita ai giocattoli? In molte città italiane, enti e associazioni organizzano mercatini dello scambio e giornate del baratto, spesso dopo le feste natalizie o in coincidenza con le sagre estive, con lo scopo di trasmettere la cultura del riutilizzo, incentivare lo scambio, e creare un legame più consapevole con gli oggetti. Ogni bambino può portare un giocattolo funzionante e in buono stato d’uso per scambiarlo con quello di altri bambini, e se non trova niente di suo gradimento può decidere di devolverlo in beneficenza.
La soluzione in assoluto più economica ed efficace per rendere felice il tuo bambino rimane il ricorso alla fantasia, per riscoprire i giochi della tradizione e inventare soluzioni a basso costo e fai-da-te. Con un occhio sempre attento alle numerose attività per bambini e ragazzi organizzate dalle ludoteche e dalle biblioteche, essenziali supporti per ogni genitore.

Bimbo in arrivo: il risparmio inizia dal pancione

Le voci di spesa più rilevanti per una donna che deve affrontare i nove mesi della gravidanza sono l’abbigliamento e la cura della pelle, dove il risparmio è a volte a portata di mano. Il costo delle creme anti-smagliature, ad esempio, sfiora spesso cifre da capogiro, che possono essere seriamente ridimensionate utilizzando oli naturali come quello di mandorle, la cui efficacia è in molti casi pari se non superiore.
Per quanto riguarda l’abbigliamento, è possibile trovare intere collezioni prémaman delle marche più disparate, ma considerando l’evoluzione rapida di taglia a cui si va incontro, anche in questo caso si rischia di spendere molto per comprare vestiti che si mettono solo per poche settimane e poi rimangono nell’armadio. Oltre a cercare marche meno conosciute e capi non necessariamente prémaman dai prezzi più contenuti, è possibile ricorrere al mercato dell’usato. In ogni caso, per avere un guardaroba a prezzi contenuti e mantenere un look sempre diverso, può bastare una strategia di acquisto mirata a pochi e semplici pezzi di abbigliamento, di colore neutro e taglio comodo, da far ruotare con un sapiente uso di accessori colorati.