Bimbo in arrivo? I dati riportati dall’ultimo dossier “Caro Bimbo”, elaborato dall’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, mettono a dura prova la retorica imperante su famiglia e maternità. Soltanto nel primo anno di vita dei figli, ai neo-genitori tocca sborsare una cifra tra i 7 e i 15 mila euro: il 3% in più rispetto all’anno scorso.
Per affrontare questo salasso occorre tornare presto al lavoro ma questa scelta, in molti casi obbligata, può fare impennare ancora di più le spese. Un esercito di nonni, si calcola 12 milioni, è pronto a impiegarsi nell’accudimento dei nipotini, ma questa soluzione risolve i problemi soltanto nel 30% dei casi. Per gli altri, occorre pagare profumatamente un asilo nido, che a tempo pieno può costare dai 539 ai 788 euro in un anno, o ricorrere a una baby sitter, con tariffa oraria tra i 9,20 e i 12,50 euro.
Le spese per un bimbo in arrivo non finiscono qui. I figli iniziano a incidere pesantemente sui bilanci familiari ancora prima di nascere. Il dossier “Caro bimbo” di Federconsumatori calcola che ai costi da sostenere nel primo anno di vita vadano aggiunti la spesa sostenuta prima della nascita, per un totale di oltre 2 mila euro. Metà di questa cifra se ne va in ecografie e visite di controllo, mentre altri 750 euro bisogna metterli in conto per l’abbigliamento prémaman e i primi vestitini del bimbo in arrivo.

Per sfamare e vestire il bimbo in arrivo, servono fino a 6500 euro

La voce di spesa che più incide su questo salasso è quella riguardante il latte e le pappe. Nel malaugurato caso in cui la mamma non riesca ad allattare, in un anno si può arrivare a spendere 3.680 euro, tra latte in polvere, latte vaccino e omogeneizzati. Meglio dunque compiere ogni sforzo per fornire l’allattamento al seno, considerato da tutti i pediatri il più completo e sicuro.
Un altro capitolo di spesa sostanzioso è quello riguardante l’allestimento del primo guardaroba per il bimbo in arrivo. Per vestiti e calzature bisogna mettere in conto almeno 1.000 euro, ma chi si fa prendere la mano dalla moda bebè può giungere fino a 2.832 euro di spesa nell’anno. Altrettanto, secondo le stime di Federconsumatori, può essere necessaro per acquistare culla, lettino, fasciatoio, seggiolone per la pappa, passeggino e seggiolino auto.

Bonus bebè, l’aiuto che non basta

Il salasso per il bimbo in arrivo viene solo in minima parte attutito dalle forme di sostegno alle famiglie introdotte dal governo, quali il bonus bebè recentemente reintrodotto per i bimbi nati a partire dal 2015 in famiglie con reddito Isee inferiore a 25 mila euro l’anno. Ai richiedenti in possesso dei requisiti spettano per tre anni 80 euro al mese, cifra raddoppiata in caso di reddito Isee inferiore ai 7 mila euro.
Un aiuto sostanzioso ma di certo non definitivo, e ai neo-genitori per tentare di fare quadrare i bilanci familiari tocca fare ricorso a strategie di risparmio a tutto campo, dal fai-da-te per le pappe al baratto per giocattoli e vestitini, per rendere low cost il bimbo in arrivo.