Berlusconi: tornare alla Lira è l’unica scelta

Silvio Berlusconi ritorna sui suoi passi e lancia un attacco all’euro. Secondo l’ex premier il ritorno alla lira è inevitabile. Lo ha dichiarato nel corso di una recente intervista rilasciata per il Giornale dell’Umbria. Le motivazioni della probabile – stando alla sua opinione e a quella dei detrattori – fine della moneta unica sono le stesse di sempre.

“Il ritorno alla lira sarà inevitabile, che lo si voglia o no, se l’Europa continuerà ad agire come ha fatto in questi anni di crisi, ponendo regole e comportamenti che hanno aggravato la situazione di paesi come l’Italia”.

Un pensiero semplice, ma che nasconde evidenze tecniche certo non trascurabili. L’austerity ha infatti imposto ai paesi dell’eurozona dei vincoli arbitrari. Il riferimento è quindi al rapporto del 3% del rapporto tra deficit e pil, nato come una misura provvisoria di disciplina finanziaria nella Francia degli Anni Ottanta e trasformatasi, non si è ancora capito bene perché, nella Bibbia dell’Unione Europea.

E comunque, è vero: se si impedirà ai governi di produrre spesa pubblica al fine di far ripartire l’economia, l’Eurozona rischia di disintegrarsi.

In questo senso la Grecia rappresenta un monito: il paese ellenico non è riuscito a crescere in questi anni, dunque non è riuscita a ripagare il suo debito, e adesso annuncia al mondo la possibilità di uscire dalla moneta unica e riprendersi la sovranità monetaria.

Secondo alcuni Atene è solo qualche passo avanti a Roma. Il tragitto che sta percorrendo l’Italia è lo stesso. Da questo punto di vista, le parole di Silvio Berlusconi non rappresentano una semplice provocazione, ma una riflessione abbozzata ma valida.

L’ex premier e attuale (non si sa ancora per quanto) leader di Forza Italia assegna le responsabilità della situazione attuale ai cosiddetti burocrati di Bruxelles. Questa valutazione non si distanzia molto da altri partiti no-euro, schierati sia alla sinistra di FN che alla sua destra. Le banche sono il male assoluto per la Lega e il Movimento Cinque Stelle, ed evidentemente lo sono anche per Berlusconi.

Ad ogni modo, ad assillare l’ex Cavaliere sono gli affari di famiglia. Chi sarà il leader del prossimo centrodestra? Un erede ancora non c’è. Salvini si è candidato (per ora solo a parole) ma non è detto che venga accettato da tutti coloro che si pongono alla destra di Renzi. Anche perché lo stesso Silvio Berlusconi ha ipotizzato una sorta di direttorio e poi una sessione rapida di primarie. Come andrà a finire?

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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