Belgio e Olanda Paradisi fiscali dei Vip: ecco attori e rocker che hanno messo al sicuro i propri capitali

Paradisi fiscali

Olanda e Belgio, le Helldorado dei Vip. Lo sa bene l’attore francese Gerard Depardieu che vive in un paesino belga con più vacche a pascolare che anime (dato che registra 10mila abitanti): Néchin, una frazione del comune di Estaimpuis. Posizionato a cento chilometri a ovest di Bruxelles. Tipico paesino tranquillo, da cartolina, di quelli che sogni quando lo stress della metropoli ti soprassale.

Néchin è un villaggio in Belgio e, come detto, parte del comune di Estaimpuis. Il villaggio di Néchin è diventato famoso per il numero di milionari francesi che vivono lì. Trae beneficio dalla sua posizione vicino al confine francese, vicino all’area metropolitana Métropole di Lille, e dalle leggi fiscali del Belgio che sono vantaggiose per le persone con alti guadagni da capitale o guadagni in conto capitale, rispetto alle leggi in Francia.

I membri della famiglia Mulliez, proprietari della catena di ipermercati Auchan e negozi sportivi Decathlon, possiedono una serie di proprietà. Nel 2012 è stato riferito che Gérard Depardieu stava acquistando una casa nel villaggio.

E non è un caso che Gérard Depardieu non viva qui ma in questo paese abbia solo la domiciliazione fiscale. Uno dei tanti ricchi immigrati che provengono dalla Francia. Già ribattezzati, in maniera tragicomica, “nomadi fiscali” dadefinisce Xavier Oberson, avvocato svizzero docente all’Università di Ginevra. Il paese è oggetto di una duplice immigrazione: dalla Francia a Ovest e dall’Olanda a Nord-est. fiscale, una manovra a tenaglia, e il governo – naturalmente – è felice di spalancare le porte agli “invasori”.

L’espatrio dei ricchi francesi è cominciato con la pesante patrimoniale voluta dall’ex presidente Hollande nel 2012. Subito dopo il suo insediamento. Forse l’unica cosa di sinistra fatta nel corso del suo mandato realmente da ascrivergli. Nel gennaio 2018 il liberista Emmanuel Macron l’ha trasformata in una meno gravosa Imposta sulla ricchezza immobiliare. Ma non abbastanza da evitare l’emorragia dei ricconi francesi.

Francesi e olandesi preferiscono due differenti posizioni: i primi scelgono la Vallonia, in particolare le province del Brabant Wallon e dell’Hainaut. I secondi le Fiandre, verso Anversa e la provincia del Limburgo. Quindi, preferiscono rimanere a ridosso dei rispettivi confini.

Ad attrarre i benestanti olandesi e francesi verso il Belgio è però anche ciò che il deputato belga del Partito del lavoro, Marco Van Hees, chiama le «nicchie fiscali» e cioè alcune leggi tributarie che come in un gioco di prestigio riducono o azzerano l’imposizione delle grandi multinazionali. Misure finite più volte nel mirino dell’altro governo di Bruxelles, la Commissione europea, e che l’esecutivo belga ha dovuto via via modificare o cancellare per evitare l’arrivo di sanzioni per aiuti di Stato.

Si pensi ad esempio al fatto che nel 2011, la Arcelor Mittal Financial & Service Belgium (che ha rilevato di recente l’Ilva di Taranto) ha realizzato un utile di un miliardo e 600 milioni di euro prima delle imposte. Dopo le tasse la cifra entrata nelle casse della multinazionale non è cambiata: sempre un miliardo e 600 milioni.

Depardieu e le tre società a Néchin

Tornando a Depardieu, egli ha preso possesso di una villa su due piani situata sulla via che porta all’antica dogana di Estaimpuis, costruita nel XIX° secolo e dipinta interamente di bianco. Non a caso, gli abitanti del posto la chiamano “villa blanche” (villa bianca), ma anche “white cloud” (nuvola bianca). La villa si estende per 450 metri quadri e possiede un grande giadino posteriore.

Gerard Depardieu ci ha piazzato 3 società Sprl (Società privata a responsabilità limitata):

  • Espace Depardieu, che si occupa di gestioni immobiliari ed è gestita da Michel Boyard, stretto collaboratore e amico dell’attore francese. E diciamo che non va neanche molto bene: nell’ultimo bilancio disponibile (relativo al 2015) ha registrato una perdita di 34mila euro, dopo i 62mila euro di rosso dell’anno precedente.
  • Lille 50, che si occupa invece di compravendite immobiliari e nel 2016 ha perso 25mila euro.
  • Cyran’R, che gestisce l’aereo personale di Depardieu e che nel 2016 ha chiuso il bilancio, almeno lei, in attivo di 331mila euro.

Nella villa bianca trova posto anche la Holding 2712 (numero non casuale, essendo il corpulento attore francese nato il 27 dicembre 1948). La holding (anch’essa non impeccabile, visto che ha fatto registrare 35.600 euro di perdite nel 2016) controlla quote di minoranza della Cyran’R e della Lille 50.

Qualcuno però si ricorderà anche di Depardieu come attore. E non solo come poco irreprensibile imprenditore a caccia di Paradisi fiscali.

All’anagrafe Gérard Xavier Marcel Depardieu è uno degli attori più prolifici nella storia del cinema, avendo completato più di 170 film dal 1967.

Ha ricevuto consensi per le sue interpretazioni in The Last Metro (1980), per il quale ha vinto il César Award come migliore Attore, in Polizia (1985), per il quale ha vinto la Coppa Volpi per il miglior attore, Jean de Florette (1986) e Cyrano de Bergerac (1990), vincendo il Festival del Cinema di Cannes come miglior attore, il suo secondo César Award come miglior attore , e la sua prima nomination all’Oscar come miglior attore. Ha recitato nella commedia di Peter Weir Green Card (1990), vincendo un Golden Globe e più tardi recitato in molti film hollywoodiani di grande budget tra cui il 1492 di Ridley Scott: Conquest of Paradise (1992) , Kenneth Branagh’s Hamlet (1996), L’uomo nella maschera di ferro di Randall Wallace (1998) e La vita di Pi di Ang Lee (2012).

È un cavaliere della Légion d’honneur e Chevalier dell’Ordine national du Mérite. Ha ottenuto la cittadinanza della Russia nel gennaio 2013 (sempre come reazione della patrimoniale voluta da Hollande di cui sopra) ed è diventato ambasciatore culturale del Montenegro durante lo stesso mese.

Nella sua prima intervista, Depardieu attaccò i critici di Putin. Nella sua autobiografia, Depardieu ha detto che a Putin “è piaciuto subito il mio lato hooligan”. Nel febbraio 2013, si è registrato come residente a Saransk. Sempre nel gennaio 2013, è stato nominato ambasciatore culturale per il Montenegro. Durante l’estate del 2015, a causa di problemi politici russo-ucraini, Depardieu fu bandito dalla televisione e dai cinema in Ucraina. Nell’agosto 2018, sull’onda del caso Weinstein, fu accusato di violenza sessuale e stupro di una giovane attrice. Tramite il suo avvocato, Depardieu ha negato le accuse.

L’Olanda piace ai rocker

Se è vero che dall’Olanda arrivano diversi paperoni nel confinante belgio, è anche vero che lo stesso paese dei tulipani piace a molti musicisti. Quelli che sul palco promettono fuoco e fiamme e spronano i giovani alla ribellione, ma poi i veri ribelli sono loro. Almeno col fisco.

Al numero 566 di Herengracht, ad Amesterdam, una delle vie più costose della città, sono domiciliate ben 93 società e qui c’è il cuore finanziario di due delle rock band più celebri della storia: gli U2 e i Rolling Stones. Qui si trova un manager di 53 anni, Johannes Nicolaas Favié, che cura il cospicuo portafoglio di Bono Vox, Mick Jagger e compagni.

Bono Vox, si sa, si spende molto per il sociale. E lui, da buon irlandese, vuole anche vedere una Europa unita. Lo ha ribadito anche il 10 ottobre a Bruxelle al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Un’Unione europea che però deve anche preservare certi paradisi fiscali.

In Irlanda gli U2 controllano una società fondata il 24 marzo 1981 con il nome di Irish Stereo Production Export Limited, poi modificato in Not Us Limited. I loro nomi non compaiono nell’atto costitutivo, e non appaiono nemmeno nell’altra società controllata dalla Not Us Limited, la U2 Limited, registrata il 19 aprile 1990 a Dublino con un capitale di 100mila sterline irlandesi. Una fiduciaria, la Pearse Trust Nominees, scherma le identità di Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen, i componenti della band.

La U2 Limited approda ad Amsterdam il 1° giugno 2006 e da allora è gestita da Jan Fiavé. Dalle scarse informazioni che si ricavano dall’ultimo bilancio della U2 Limited depositato in Irlanda, relativo al 2015, emerge che la società aveva in quell’anno 9 dipendenti: 5 «amministrativi» e 4 «artisti» (i componenti della band?). Che possedeva liquidità per quasi 7 milioni di euro, debiti per 2 milioni e registrava una perdita di 386mila euro.

Riguardo i Rolling Stones, il celebre marchio «Lips and tongue» – la celebre bocca rossa con la linguaccia, disegnata nel 1971 e comparsa per la prima volta all’interno della copertina dell’album Sticky Fingers – è diventata il simbolo dei Rolling Stones e si staglia su una targhetta di ottone sulla solita facciata del numero 566 di Herengracht.

Il logo appartiene alla Promogroup, una delle numerose società controllate dagli Stones e registrate in Olanda. Mick Jagger e Keith Richards sono amministratori di una fondazione registrata ad Amsterdam, la Stichting Administratiekantoor Herengracht B, che controlla la Promopub Bv, società che incassa i diritti dei testi e delle musiche degli Stones. Nel 2016 la fondazione registrava attività correnti per 12,7 milioni di dollari, in calo rispetto ai 14,1 del 2015 ma doppi rispetto ai 6,3 del 2014.

Più sostanziose le cifre dell’altra fondazione nella quale vengono raccolti i diritti intellettuali del marchio e del logo, la Stichting Administratiekantoor Herengracht A, di cui sono amministratori tre i componenti della band: Jagger, Richards e Charles Watts, storico batterista. Ronnie Wood è invece entrato a far parte della band come membro effettivo “solo” nel 1975. Nel 2016 la fondazione aveva attivi netti per 35,5 milioni di dollari e registrava un risultato netto positivo per 233.614 dollari.

È quest’ultima fondazione, costituita assieme all’altra il 3 aprile 2006, a controllare la Promogroup e, a cascata, la Musidor (proprietaria del logo «Lips and tongue»), la Promogracht, la Promolane, la Promotone e la Promotours. La Musidor, in particolare, registrava attività correnti per 5,8 milioni di dollari nel 2016, in calo rispetto ai circa 12 milioni registrati sia nel 2015 sia nel 2014.

Nel 2016, secondo i dati di Billboard, Jagger e compagni hanno incassato 10,9 milioni di dollari. Tutti soldi che arrivano ad Amsterdam, scudati dal fisco. La Promogroup controlla però anche altre società negli Usa.

Secondo il sito celebritynetworth.com, Mick Jagger possiede una ricchezza stimata in 360 milioni di dollari, Keith Richards di 340 milioni e Carles Watts di 170 milioni. Tuttavia, che le pietre rotanti siano poco inclini al pagamento delle tasse non è cosa nuova. Già nel 1972 scapparono in Francia, dove peraltro nacque l’album Exile on Main St.. Quest’ultimo è un doppio album pubblicato il 12 maggio in formato LP dai Rolling Stones Records. Il disco fu il primo doppio album della band e il decimo album in studio pubblicato nel Regno Unito.

L’album fu parzialmente registrato in sessioni in una villa in affitto di nome Nellcôte nel sud della Francia mentre la band viveva all’estero come esiliati fiscali. La registrazione è stata completata al Sunset Sound di Los Angeles e ha incluso musicisti aggiuntivi come il pianista Nicky Hopkins, il sassofonista Bobby Keys, il batterista Jimmy Miller e il suonatore di corni Jim Price. La musica risultante era radicata in stili come blues, rock and roll, swing, country e gospel, mentre i testi esploravano temi di edonismo, sesso e tempo.

Exile su Main St. ebbe originariamente recensioni contrastanti prima di una positiva rivalutazione nel corso degli anni ’70. Da allora è stato considerato dalla critica addirittura il miglior lavoro dei Rolling Stones ed è stato classificato tra i migliori elenchi dei più grandi album. Una versione rimasterizzata ed espansa dell’album è stata distribuita in Europa il 17 maggio 2010 e negli Stati Uniti il giorno successivo, con un disco bonus con 10 nuovi brani.

Ma abbiamo parlato anche di Ac/Dc, gruppo hard rock australiano formato a Sydney nel 1973 dai fratelli Malcolm e Angus Young. Loro in Olanda ci sono giunti proprio quell’anno. Fondando la Leidseplein Presse Bv nel 1976, amministrata dalla Intertrust (Netherlands) Bv, società di servizi corporate e finanziari con sedi nelle principali piazze finanziarie e nei più rinomati paradisi fiscali del mondo. Solo un anno prima avevano pubblicato il loro primo disco: High Voltage.

Nel 2016 la società che controlla i diritti degli Ac/Dc ha registrato utili netti per 794mila dollari, contro i 583mila del 2015 e i 400mila del 2014. Le spese operative nel 2016 sono ammontate a 10,2 milioni di dollari. Le attività correnti sono state invece di 10,5 milioni di dollari contro i 26 milioni del 2015 e i 22,5 del 2014.

L’Olanda ha visto coinvolti anche alcuni cantanti nostrani: Gianna Nannini, Renato Zero e Tiziano Ferro. Tutti casi però finiti con assoluzioni o archiviazioni.

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